I 90 anni di Dacia Maraini, intervista di Aldo Cazzullo e Eugenio Murrali, in Corriere della Sera, 4 novembre 2026, pagg. 24-25

L’intervista è la lunga conversazione di Aldo Cazzullo ed Eugenio Murrali con Dacia Maraini, pubblicata da Corriere della Sera il 4 novembre 2026 (pp. 24-25), alla vigilia dei suoi 90 anni, che compie il 13 novembre.[corriere][corriere]

Titolo e tema

Il titolo è: «Mi dispiace non aver potuto conoscere quel bambino che ho perso. Con Moravia la passione finì, ma la stima e i progetti ci fecero restare amici».[corriere]

Maraini ripercorre una vita segnata dall’infanzia in Giappone, dalla prigionia in un campo di concentramento, dalla perdita di un figlio al settimo mese di gravidanza, dai rapporti con Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, e dai viaggi in Africa con Maria Callas.[ilfattoquotidiano][ilfattoquotidiano]

I nodi principali

  • Longevità: attribuisce la propria longevità forse al Dna e all’abitudine di mangiare poco, appresa nell’esperienza della fame nel campo di prigionia giapponese.[corriere][ilfattoquotidiano]
  • Infanzia e prigionia: racconta la deportazione della famiglia dopo il rifiuto dei genitori di aderire alla Repubblica di Salò; ricorda la fame, le malattie da carenza e il gesto del padre Fosco Maraini, che secondo il suo racconto si tagliò un mignolo per ottenere cibo e rispetto dai carcerieri.[ilfattoquotidiano]
  • Il figlio perduto: esprime il dolore di non aver potuto conoscere il bambino perso durante la gravidanza.[corriere][ilfattoquotidiano]
  • Moravia: distingue la fine della passione sentimentale dalla relazione successiva, fondata su stima reciproca e progetti comuni.[corriere]
  • Morte e autonomia: dichiara di non temere la morte, ma la malattia e la perdita d’indipendenza; dice invece di dispiacersi di lasciare «la vita che amo».[ilfattoquotidiano]
  • Progetti futuri: pensa a un nuovo libro sulla famiglia, forse dedicato alla madre Topazia Alliata, da lei descritta come esempio di coraggio e generosità.[corriere][ilfattoquotidiano]

l’intervista è interessante soprattutto come documento di memoria biografica e di costruzione pubblica di un’identità intellettuale femminile: vi si intrecciano trauma storico, corpo, famiglia, amori letterari e impegno civile. La vicinanza ai 90 anni è anche occasione editoriale: nello stesso periodo esce Agro e dolce. Una vita in parole e immagini (Rizzoli, 3 novembre 2026), volume fotografico-biografico curato da Paolo Di Paolo e Serafino Amato.[palermo.gds][lasicilia]

L’articolo originale del Corriere è disponibile qui: corriere.it.[corriere]


Scopri di più da ANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.