
Il canto di Haïganouch è l’ultimo romanzo di Ian Manook, in uscita per Fazi Editore il 24 aprile 2026. Tradotto dal francese da Maurizio Ferrara, il libro rappresenta il secondo volume della saga iniziata con L’uccello blu di Erzerum. [1, 2, 3, 4]
Dettagli dell’opera
- Titolo originale: Le Chant d’Haïganouch.
- Collana: Le Strade (n. 624).
- Genere: Saga familiare, romanzo storico e d’avventura.
Trama e Temi
Il romanzo è un’opera profondamente personale in cui Manook rielabora la storia della propria famiglia scampata al genocidio armeno. [9, 10]
- Ambientazione: La narrazione si sposta tra la Francia e l’Unione Sovietica del dopoguerra. Nel 1947, al porto di Marsiglia, molti armeni (tra cui il protagonista Agop) si imbarcano sul piroscafo Rossia verso una “nuova Armenia” promessa dai sovietici.
- Sviluppo: Le vite dei protagonisti si intrecciano in un’odissea che attraversa i campi di lavoro di Erevan e i gulag di Jakutsk. Haïganouch, che viveva isolata sulle rive del lago Bajkal, viene travolta dalla repressione della polizia politica, perdendo tutto e lottando per la sopravvivenza e la libertà. [11, 12, 13, 14]
È il 1947 e al porto di Marsiglia una folla festante di armeni e militanti comunisti saluta il Rossia, l’imponente piroscafo russo che fa rotta verso una nuova Armenia in terra sovietica.
Tra gli oltre tremila passeggeri c’è anche Agop, che ha salutato moglie e figli con la speranza che possano presto raggiungerlo per rifarsi una vita nell’amata patria.
Dopo solo pochi giorni a bordo, però, diviene chiaro a tutti quello che Agop temeva sin dall’inizio: ad aspettarli alla fine del viaggio non c’è la terra promessa, ma l’inferno sovietico.
Nel frattempo, nel cuore della Russia, sulle rive del lago Bajkal, Haïganouch vive felice nella sua isba, con il marito e il figlio. Le manca la compagnia dei suoi amici poeti, ma continua a comporre versi e trova conforto nella musica di un pianoforte che ha imparato a suonare con straordinaria rapidità.
Un giorno, però, la polizia politica fa irruzione nella sua vita e le porta via tutto, costringendola ad affrontare i tormenti della Storia.
Dai campi di lavoro di Erevan ai gulag di Jakutsk, le vite di Agop e Haïganouch si intrecceranno in modi misteriosi nel corso di un’odissea in cui speranza, coraggio e aiuto reciproco addolciranno le paure e le inquietudini più profonde.
Riusciranno ancora una volta a sconfiggere i nemici della libertà, a fuggire e a ritrovare coloro che amano?
Un’appassionante saga familiare che è anche romanzo storico e romanzo d’avventura: dopo L’uccello blu di Erzerum, Ian Manook, autore della trilogia di Yeruldelgger, prosegue con grande trasporto il racconto della storia della sua famiglia attraverso il Novecento.
Ian Manook
Giornalista, editore e romanziere pluripremiato e adorato dai lettori e dalla critica. Ha esordito con Yeruldelgger. Morte nella steppa, primo capitolo di una trilogia con lo stesso protagonista, al quale sono seguiti Yeruldelgger. Tempi selvaggi e Yeruldelgger. La morte nomade.
Fazi Editore ha pubblicato anche i romanzi Mato Grosso, Heimaey, Askja, L’uccello blu di Erzerum e Aysuun. Figlia della steppa. Vive a Parigi.
fonti informative
[2] https://www.lafeltrinelli.it
[6] https://www.mondadoristore.it
[8] https://www.lafeltrinelli.it
[9] https://x.com
[10] https://x.com
[12] https://www.labottegadeilibri.it
[13] https://www.mondadoristore.it
[14] https://www.lafeltrinelli.it
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