SIMONA RIVA, ACQUA DELL’ELBA

Un leggero bussare mi scosse dal torpore mattutino: non mi sembrava vero di avere avuto una notte così tranquilla, senza incubi e crampi all’addome. Strano non trovare le lenzuola umide di sudore e stropicciate, il cuscino sul pavimento, preso a pugni durante un sonno tormentato. Calma e silenzio regnavano nella mia stanza fino a un attimo prima, interrotti dal quel discreto toc toc alla porta. Mi stropicciai gli occhi ancora appiccicati dal sonno e lei entrò sorridendo. La guardai e ricambiai il sorriso. Aveva obbedito ai miei precisi ordini. “Ben svegliato, dormiglione! Che fatica per trovarlo; era finito proprio sul fondo dello scatolone dei capi estivi, ho buttato tutto all’aria ma l’ho scovato!” “Grazie tesoro, lo sai bene che questo vestitino a pois è il mio preferito. Mi avevi conquistato con quel tessuto leggero e svolazzante; mi faceva girare la testa e tu lo sapevi bene, malgrado la tua aria innocente… e il profumo? Non te ne sei dimenticata, vero?” “E come avrei potuto… Acqua dell’Elba, uno spruzzo su collo e uno sul decolleté, come ho sempre fatto. Chiudi gli occhi e respirami.” Lei si sedette con delicatezza sul bordo del letto e si avvicinò al suo viso. “Mmmh, buono… Sembra davvero di respirare il profumo del mare!” “Oggi è l’ultima volta che lo metto, lo sai… non potrò più indossarlo per nessuno altro e nemmeno l’abito a pois.”. “Ne abbiamo già discusso. Sei libera di fare ciò che meglio […]

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SIMONA RIVA, L’OSPITE ATTESO, 2016

Sei venuta anche stanotte, ti ho sentita. Ormai siamo diventati come quelle vecchie coppie che si percepiscono senza bisogno di vedersi o di parlarsi. Mi hai sfiorato, ho sentito la tua gelida carezza sulla fronte, leggera e premurosa come quella di una madre che di notte veglia sul sonno del figlio. Ti sei seduta un attimo sul bordo del letto, pochi secondi che hanno mandato in allarme il monitor della frequenza cardiaca, facendo accorrere l’infermiera del turno di notte. Il tempo di un rapido controllo per verificare che la bradicardia si era risolta spontaneamente e il cuore aveva ripreso a pulsare con regolarità. È una fregatura il mio cuore. Forte e allenato da ore e ore di sport, non si vuole arrendere. Il mio cervello è invaso da un tumore maligno che si espande ovunque, privandomi delle funzioni più nobili, come la memoria e la parola, ma il cuore resiste e non lascia andare questo mio corpo ormai devastato dalla malattia. Siamo quasi diventati amici io e te. Anzi, penso a te come a una bella donna, affascinante e desiderabile, che si lascia corteggiare, si avvicina quanto basta per illudermi per poi ritrarsi sul più bello. Ti prendi gioco di me, perché sai che hai già vinto in partenza. Sei stata “intima” con me più di una volta. La prima in sala operatoria, quando il mio cuore si è fermato per qualche attimo durante l’intervento di rimozione del tumore. Ci […]

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SIMONA RIVA, TRADIMENTO, 2019

TRADIMENTO Care tette, in questi giorni vi osservo spesso, vi sfioro, vi soppeso, vi stringo con delicatezza. Non che prima non vi degnassi di attenzione. Penso che ogni donna guardi il proprio seno: controlla se è bello, sodo, sostenuto, ne percepisce il cambiamento durante il ciclo ormonale mensile, quando da morbido diventa più pieno, a volte dolente nell’imminenza della mestruazione e anch’io, fino a poco tempo fa, l’ho osservato in questo modo. Siete sempre state tette un po’ “ingombranti”, generose, sballonzolanti sotto gli indumenti. Da adolescente, e poi da giovane donna, vi camuffavo sotto ampi maglioni, perché vivevo con imbarazzo lo sguardo dei maschi su quella voluminosa parte del mio fisico. Col tempo sono arrivata ad accettarvi, senza però giungere mai ad ostentarvi. Solo negli ultimi anni ho imparato ad amare il mio seno, non lo nascondo più anzi, lo valorizzo coi i reggiseni giusti e scollature a volte un po’ sfrontate, perché ho acquistato sicurezza, sono fiera della mia femminilità, del mio sentirmi Donna. Mi sono resa conto che gli occhi maschili che si soffermano sul mio decolleté mi lusingano, che le loro mani e la loro bocca sui miei soffici seni sono fonte di infinito e reciproco piacere. Adesso vi guardo, vi tocco e mi sento tradita. Proprio ora che avevo fatto la pace con voi e che avevo imparato a godere i frutti di questa parte del mio corpo, mi avete fatto questo brutto scherzo. Doveva solo […]

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