Barnes Julian, Partenze, Einaudi, 2026

Il nuovo libro di Julian Barnes, intitolato Partenze (titolo originale Departure(s)), è uscito in Italia per Einaudi (collana Supercoralli)

Questo volume riveste un’importanza particolare perché l’autore, che ha appena compiuto 80 anni, ha dichiarato ufficialmente che si tratta della sua ultima opera.


Scheda e Trama del Libro

Il romanzo, tradotto dalla storica collaboratrice di Barnes, Susanna Basso, è un’opera ibrida che mescola finzione, saggio e memoir.

  • Le due storie d’amore: Al centro del racconto ci sono Stephen e Jean. Seguiamo il loro amore in due tempi diversi: la passione della giovinezza e il ritrovarsi, con modalità differenti, nella vecchiaia.
  • La figura del “Julian” narratore: Barnes inserisce se stesso nel testo, riflettendo apertamente sulla sua salute (gli è stata diagnosticata una rara forma di tumore del sangue nel 2020), sulla memoria e sulla vecchiaia.
  • Il tema della “Partenza”: Il titolo gioca sul concetto di distacco: quello degli amanti, quello dalla vita e quello dello scrittore dalla sua arte. Barnes affronta il tema con la consueta ironia e lucidità, arrivando a immaginare persino un’intervista via Zoom dal proprio letto di morte.
  • Il cane Jimmy: Un Jack Russell che attraversa la narrazione, “beato” nella sua inconsapevolezza della mortalità, in contrasto con la profonda coscienza del tempo che hanno i protagonisti umani.

Perché è un libro evento

  • L’addio alla scrittura: Barnes ha spiegato al Telegraph di aver “suonato tutte le sue canzoni” e di voler continuare solo con il giornalismo e la saggistica breve, chiudendo definitivamente la carriera da romanziere.
  • Un bilancio esistenziale: Dopo aver vinto il Booker Prize con Il senso di una fine, l’autore torna sui temi a lui più cari — la fallibilità dei ricordi e l’ineluttabilità della fine — con un tono che è stato definito dai critici come “elegiaco ma mai sentimentale”.

Giorgione: “Le tre età dell’uomo” a Palazzo Pitti, Firenze

Giorgione: “Le tre età dell’uomo” a Palazzo Pitti, Firenze

“Le tre età dell’uomo”, noto anche come “La lezione di canto”, è un dipinto a olio su tavola attribuito al pittore veneziano Giorgione. Realizzato intorno al 1500-1501, l’opera è conservata nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze[5][7].

Descrizione e Interpretazione

Il quadro rappresenta tre personaggi di diverse età su uno sfondo scuro, con un giovane che legge uno spartito musicale, un adulto che glielo spiega e un vecchio che guarda intensamente l’osservatore[3][5].

La musica assume il ruolo di allegoria dell’armonia esistenziale e cosmica. L’uso della luce dorata per modellare le forme dei personaggi crea un effetto visivo suggestivo, tipico dello stile Leonardesco[3].

Conservazione

Il dipinto si trova nella Galleria Palatina degli Appartamenti Reali all’interno di Palazzo Pitti a Firenze.

È considerato una delle opere più significative per comprendere il tema dell’invecchiamento nell’allegoria artistica rinascimentale[8].


In sintesi, “Le tre età dell’uomo” è una rappresentazione simbolica delle diverse fasi della vita umana attraverso la musica e la pittura rinascimentale veneziana.


[1] https://artepassioneblog.wordpress.com/2017/02/11/col-tempo/
[2] https://app.fta.art/it/artwork/f430ab4d23840aa71731cd4fd6ff3c2e51b020eb
[3] https://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/giorgione-tre-eta-uomo.html
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/File:Giorgione_-Three_Ages_of_Man-_Palazzo_Pitti.jpg
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Tre_et%C3%A0_dell’uomo
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-4t060-0003486/
[7] http://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900297809
[8] https://www.frammentiarte.it/2016/62-le-tre-eta-delluomo/

Prevecchiaia

Jane R. Pretat, La terza donna. Gli anni d’oro della trasformazione della terza età (Coming Age: the Croning Years and Late-Life Transformation) (1994), Zephyro edizioni, 2001
p. 13-18
51-65