Guarracino Vincenzo

SALMO RESPONSORIALE: strofa VII nella traduzione del poeta Lorenzo Morandotti, in POETI CRISTIANI LATINI DEI PRIMI SECOLI (a cura di V.G.), Casa Editrice Mimep-Docete, 2017. Segnalato da Vincenzo Guarracino il 27 dic 21

SALMO RESPONSORIALE
Il “Salmo responsoriale” (Psalmus responsorius) è un inno anonimo, scoperto nel 1965 in un codice papiraceo in Egitto e conservato a Barcellona (Pap.Barcinonensis 149b-153).
Composto molto probabilmente nella prima metà del IV secolo, se non addirittura molto prima, come ipotizzano alcuni studiosi (cosa che ne farebbe una delle più antiche manifestazioni della poesia cristiana), il Salmo è un’importante testimonianza del culto della Madonna, la cui figura campeggia in tutte le strofe in cui scorrono i fatti salienti della vita di Maria, dalla sua nascita fino al “primo miracolo” del Cristo alle nozze di Cana.
In questo senso può davvero ritenersi un testo fondamentale, non tanto dal punto di vista letterario, quanto perché interpreta e incanala la devozione popolare nei confronti della Madre di Dio, segnando in un certo senso la nascita della Mariologia, destinata a trovare nei secoli successivi straordinario impulso e sviluppo (si pensi a Paolino di Nola, specialmente nei Carmina VI e XXV).
Dal punto di vista strutturale, il testo, incompleto, è un carme abecedario in prosa ritmica, di evidente funzione liturgica, composto di dodici strofe, precedute da quattro versi, una responsio, che costituisce una sorta di refrain ad uso dei fedeli in risposta ad ogni strofa iniziante con lettera alfabetica successiva, intonata dal corista. Dal punto di vista linguistico e stilistico, infine, il salmo rivela un livello culturale abbastanza basso, anche se non è privo di una certa sensibilità poetica.
Qui, nella strofa VII che viene riportata (nella traduzione del poeta Lorenzo Morandotti), c’è il racconto della Nascita di Gesù.
VII
Gioiosa fu Maria, per sempre…
Gli sposi durante il cammino
arrivarono in un campo.
“Aiuto, Giuseppe – disse lei –
ciò che porto in grembo vuole uscire”.
Lui cercò un luogo adatto, vide una grotta.
Era quasi buia, ma entrò.
Subito si udì il vagito di un neonato
e si vide enorme una luce fortissima,
un segno scendeva dal cielo
e annunciava la nascita di Cristo.
in POETI CRISTIANI LATINI DEI PRIMI SECOLI (a cura di V.G.), Casa Editrice Mimep-Docete, 2017

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