Walter Benjamin e l’Angelo della storia, di Gaspare Armato in BABILONIA61 LA STORIA MODERNA IN UN BLOG – OCTOBER 16, 2012

Nel 1921 Walter Benjamin (1892-1940) acquistò un acquerello di Paul Klee a cui tanto si affezionò che lo seguì fino al giorno della sua morte: Angelus Novus. Lo osserverà spesso come un’entità “stellare” che dovrà accompagnarlo nel cammino della vita, nel viaggio nella storia. E l’angelo diventerà proprio L’angelo della storia, di quella storia fatta di disastri errori distruzioni.

 

vai a tutto l’articolo qui: Walter Benjamin e l’Angelo della storia.

Michela Marzano, AVERE FIDUCIA, Mondadori, da Radio 3 Fahrenheit « Politica dei servizi sociali

Michela Marzano, AVERE FIDUCIA, Mondadori, da Radio 3 Fahrenheit « Politica dei servizi sociali.

Emanuele Severino, “il RICORDARE è importante … “

Occorre cliccare sul triangolo bianco per vedere e sentire

In questo frammento Emanuele Severino parla della sua autobiografia IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI, Rizzoli, 2011

… “soltanto se qualcosa è eterno può essere ricordato” …


Qui una mia presentazione del libro Il mio ricordo degli eterni:

CONVERSARE SULLA CENTRALITA’ DELLA FILOSOFIA PER IL NOSTRO TEMPO ATTRAVERSO LA VOCE DI EMANUELE SEVERINO. Incontro con Paolo Ferrario, Como, 15 maggio 2012, ore 21. Audio ascoltati e Grafici:

CONVERSARE SULLA CENTRALITA’ DELLA FILOSOFIA PER IL NOSTRO TEMPO ATTRAVERSO LA VOCE DI EMANUELE SEVERINO. Incontro con Paolo Ferrario, Como, 15 maggio 2012, ore 21. Audio ascoltati e Grafici

Nicola Gardini apre lo sguardo sui CANTI di Giacomo Leopardi, in Per una biblioteca indispensabile, cinquantadue classici della letteratura italiana, Einaudi, 2011, audio lettura

Nicola Gardini apre lo sguardo sui CANTI di Giacomo Leopardi, in Per una biblioteca indispensabile, cinquantadue classici della letteratura italiana, Einaudi, 2011:

Lo Scaffale Segreto – libreria Hoepli, Milano

da pochi mesi può trovare nel sito della Libreria Hoepli di Milano uno spazio di suggerimenti, Lo Scaffale Segreto: un luogo virtuale in cui richiamiamo all’attenzione dei lettori libri di valore, libri “belli”, molto apprezzati da chi ve li presenta (e sicuramente da tanti altri), ma spesso non facilmente visibili nelle librerie fisiche e online a causa del tumultuoso turnover sugli scaffali. Questi libri hanno infatti una caratteristica: non sono novità.

Talvolta invece proponiamo titoli recenti che, anche se hanno già trovato qualche apprezzamento sulle pagine dei quotidiani e dei settimanali, a nostro parere vanno considerati con un occhio di particolare riguardo.

Insomma, ne Lo Scaffale Segreto, in seconda fila rispetto ai bestseller, vi ricordiamo alcuni evergreen o vi segnaliamo quelli che potrebbero diventarlo. Libri di cui talvolta non ricordiamo i titoli o dei quali addirittura non abbiamo mai sentito parlare. Ne proponiamo circa sei al mese, pochi per tutti quelli che meriterebbero di essere portati alla vostra attenzione, tanti per trovare il tempo di leggerli per la prima volta o di riscoprirli.

da Lo Scaffale Segreto – Blog Libri.

IL FUTURO DELLA FILOSOFIA: Severino, Reale, De Monticelli, Cacciari, Fusaro – YouTube

IL FUTURO DELLA FILOSOFIA: Severino, Reale, De Monticelli, Cacciari, Fusaro – YouTube.

Emanuele Severino è il vincitore del Premio alla Carriera 2012 designato all’unanimità dalla Giuria dell’ottava edizione del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni – Città di Lecco

Emanuele Severino è il vincitore del Premio alla Carriera 2012 designato all’unanimità dalla Giuria dell’ottava edizione del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni – Città di Lecco. L’annuncio è stato dato questa mattina nella storica dimora del giovane Alessandro Manzoni, oggi sede del Museo Manzoniano. Il Premio sarà consegnato venerdì 26 ottobre, alle 17, nell’Auditorium della Casa dell’Economia di Lecco.

In occasione della premiazione, aperta al pubblico, Emanuele Severino terrà una Lectio dal titolo “Del Sacro”, uno dei temi fondamentali della sua opera

“Il Premio alla Carriera intitolato ad Alessandro Manzoni-Città di Lecco, è conferito quest’anno al professor Emanuele Severino, il grande filosofo che con il suo pensiero ha illuminato questi nostri anni di straordinario sviluppo tecnologico e di sempre maggiore stupore di fronte al mistero della vita umana, al suo manifestarsi e occultarsi. ‘ Se mi è stato tolto molto, è perché ho avuto molto’ ha scritto Severino nell’autobiografia pubblicata di recente da Rizzoli. Ed è, questa, la coerente confessione di un intellettuale che al cospetto della Chiesa Cattolica può essere definito uno studioso ‘diversamente cristiano’. E comunque un maestro”.

da    CULTURA: ASSEGNATO PREMIO ALLA CARRIERA AL PROFESSOR EMANUELE SEVERINO – AgenParl – Agenzia Parlamentare per l’informazione politica ed economica.

Le cose perse e salvate di Emanuele Severino. | da Ritiri Filosofici

Magistrale, di nome e di fatto, come sempre.

La lezione di Emanuele Severino, nella Piazza Grande di Modena, non ha deluso le nostre attese. Una delegazione  corposa di RF ha attraversato l’Italia per assistervi, sabato scorso, all’interno del Festivalfilosofia, quest’anno dedicato al tema delle cose. Il filosofo bresciano, autentico punto di riferimento per gran parte di noi, ha confessato di aver lavorato intorno a questo concetto, a volte anche ossessivamente, per lunghissimi anni, di fatto regalandoci in poco più di un’ora il distillato di quel sedimentato sapere.

Seguendo il suo ormai proverbiale metodo filo-genealogico Severino ha pazientemente ripercorso il legame primordiale che, in Occidente, associa il significato di cosa, nelle sue varianti greco-antiche di pragma come in quelle tardo e neolatine di res e di was, allostrappamento dal Sacro originario che questa idea-parola, da sempre, ha rappresentato.

vai a tutto lo splendido articolo di presentazione e ricordo della straordinaria lezione di emanuele severimo qui:Le cose perse e salvate di Emanuele Severino. | Ritiri Filosofici

Natsume Soseki/3: il matrimonio? Una barbarie destinata a scomparire, dal blog di Madamatap

Un bel giorno un filosofo discenderà dal cielo per predicare una nuova verità. Ecco quello che dirà: l’uomo è un animale dotato di personalità. Annullare questa personalità equivale ad annullare l’uomo… Continuare a sposarsi, costretti da un’abitudine perversa, è una barbarie contraria alla natura umana, una barbarie perdonabile in un’epoca ignorante in cui la personalità non si era ancora sviluppata, ma nella nostra epoca civilizzata non fermarsi a considerare la scelleratezza di quest’usanza perniciosa sarebbe un grave errore. Oggi che siamo arrivati a un alto livello di civiltà, non c’è motivo che due personalità distinte si associno con un grado di intimità superiore al normale… dobbiamo opporci con tutte le nostre forze a quest’usanza perversa, per il bene del genere umano, per il bene della civiltà, per preservare la personalità dei giovani stessi…

Madamatap: Natsume Soseki/3: il matrimonio? Una barbarie destinata a scomparire.

Carlo Sini – Come si diventa ciò che si è – Ferrara 21-10-2010

Ciclo di conferenze: L’Esistenza tra autenticità e inautenticità.
Carlo Sini – Come si diventa ciò che si è
Giovedì 21 Ottobre 2010 – Ore 17:00
Sala Estense – Ferrara (FE)

DA Carlo Sini – Come si diventa ciò che si è – 21-10-2010 – FE – YouTube

Carlo Sini – I nomi e le cose – Festival Filosofia 2012 – YouTube

Carlo Sini – I nomi e le cose – Festival Filosofia 2012 – YouTube.

Emanuele Severino e Paolo Prodi, La secolarizzazione italiana, Perugia, 24/11/2005

XI edizione di Umbrialibri “Pensieri sull’Italia” anno 2005.
La secolarizzazione italiana, Perugia, 24/11/2005, dibattito tra Emanuele Severino e Paolo Prodi.
Moderatore: Roberto Gatti.
Fonte audio: Radio Radicale.

Emanuele Severino: «Il senso originario della cosa è la resistenza che si oppone alla volontà insita nell’uomo di trasformare il mondo per ottenere qualcosa: la cosa è una resistenza che va progressivamente cedendo», al Festival della filosofia di Modena, 2012

 

di Laura Solieri

Secondo il pensiero del professore Emanuele Severino, che ieri a Modena ha tenuto la lezione magistrale “Cose prime” in una piazza Grande gremita, la crisi economica attuale la si può comprendere in due modi: restando all’interno della dimensione capitalistica dell’economia mondiale o capendo che è necessario il tramonto di questa dimensione, non separando il capitalismo dalle altre grandi forze della tradizione occidentale (comunismo, cristianesimo, democrazia, varie forme di umanesimo, politica) che oggi stanno tramontando. «Seguendo questa destinazione ci imbattiamo nel senso della “cosa” che ha un carattere architettonico e archetipico nel senso che ci sono dei significati che dominano tutti gli altri e noi agiamo in relazione a un certo modo in cui il mondo ci sta dinnanzi come significante – ha spiegato il professore – I significati guidano gruppi di azioni e la prima conseguenza di ciò è che il significato “cosa” con cui indichiamo tutti gli eventi che ci circondano, è in grado di guidare uno sterminato gruppo di azioni». Severino ha ricordato come molte parole indoeuropee definiscono la “cosa” in diversi modi che alludono al significato di “sostanza”, che a sua volta richiama quelle situazioni in cui le comunità arcaiche si riunivano per decidere la distribuzione degli averi. La discussione che da ciò si generava era il frutto di una conflittualità indicata dall’uso tranquillo della parola “cosa” intesa come sostanza di cui impossessarsi. «Il senso originario della cosa – ha detto Severino – è la resistenza che si oppone alla volontà insita nell’uomo di trasformare il mondo per ottenere qualcosa: la cosa è una resistenza che va progressivamente cedendo». Il processo che porta a questo progressivo cedere ha degli aspetti che l’uomo conosce bene: l’uccidere, il mangiare, l’accoppiamento; tutti atti tramite i quali ci impadroniamo di altro da noi stessi: uccidiamo per impadronirci dell’ucciso, l’unione sessuale è un’uccisione della separazione originaria degli amanti. «Questi fenomeni alludono al fatto che il senso della “cosa” vista in relazione alla volontà significa diventare altro, trasformarsi e questo implica lo strapparsi qualcosa di sé – ha chiarito Severino – dallo smembramento di sé si produce il diventar altro e non è affatto indolore questo venire a coincidere con l’altro, fenomeno che l’uomo non sperimenta mai, perché è qualcosa che non è empiricamente verificabile. Questa visione suggerisce quindi un nuovo significato di “cosa”, da intendere come non errore, non violenza, andando a meritare il nome di gioia».

tratto da Severino «La cosa si oppone a noi facendo resistenza» – Cronaca – Gazzetta di Modena.

Emanuele Severino, LA PAROLA “COSA” (poi intitolato: le”Cose” e la tecnica), Festival Filosofia 2012, Modena 15 settembre – lezioni magistrali

lezioni magistrali

Le “cose” e la tecnica

Piazza Grande

da  Festival Filosofia – lezioni magistrali

 

Registrazioni Audio della lezione e delle domande/risposte:

 

La Lezione è riportata anche in questo video Youtube:

 

«La parola cosa ha un carattere architettonico ed archetipico: ci sono dei significati che dominano tutti gli altri. Noi agiamo in relazione ad un certo modo in cui il mondo ci sta dinanzi come significante – e, in particolare, nel modo in cui ci sta dinanzi quella cosa lì che è l’ombrellone con il quale ci difendiamo dal sole. Certi movimenti che potremmo fare per difenderci dal sole sono determinati dal significato “ombrellone”
Il significato guida, cioè, un insieme di azioni. L’antica saggezza diceva “nulla è voluto che non sia precedentemente conosciuto”. Mi rapporto a questo tavolo solo in quanto sta dinanzi come tavolo ed in relazione ad esso faccio delle operazioni che non farei rispetto alla bottiglietta d’acqua, che sta qui, alla mia sinistra.

I significati guidano gruppi di azioni.
Una prima conseguenza non banale è che il significato “cosa”, che noi diciamo di tutti gli eventi che ci stanno attorno ai quali possiamo riferirci, è in grado di guidare uno sterminato gruppo di azioni – appunto perché qualsiasi evento a cui un popolo si riferisce è una “cosa”, e dunque a seconda del modo in cui si concepisce l’esser cosa agiamo conseguentemente.
Le parole che indicano ciò noi indichiamo con la parola “cosa” nei linguaggi mondiali sono svariatissime. […] Molte le parole che indicano la cosa; diverse, con diversità anche rilevanti, ma con un fondo comune: mi riferisco innanzitutto alle parole indoeuropee. L’indoeuropeo è la lingua che accomuna il sanscrito, l’indiano moderno, il greco antico, il tedesco, l’inglese, lo slavo… Però, se fermiamo l’attenzione sulle parole greche, abbiamo il vantaggio di esplorare qualcosa di quel territorio, che poi è diventato in qualche modo la matrice dell’intera non dico semplicemente cultura, ma dell’intera civiltà occidentale.

Il greco, per indicare la cosa, dice “pragma”, dice “crema”, dice anche “on”. Pragma è la cosa concepita come il fatto, ciò che è fatto. Ma insieme indica la ricchezza, la sostanza. Anche la parola Crema, in greco, indica la sostanza. È curioso che anche il latino, che per dire cosa dice “res”, si rifaccia a quel “raia” del sanscrito che significa, appunto, ricchezza. E c’è un uso della parola “on” che indica, daccapo, la ricchezza – anche se l’uso prevalente nel greco antico della parola “on” è diverso: Omero parla degli oi ontes, ed oi ontes vuol dire “i viventi”. Oi uk ontes vuol dire “i non viventi”. E però già qui dobbiamo non accostarci alle antiche parole sulla base del senso che ha per noi la realtà: per le popolazioni arcaiche, e anche per questo greco antichissimo, i viventi non soltanto quelli che noi chiamiamo “i viventi”: i viventi sono anche i minerali. I minerali, nel seno della terra, crescono e maturano così come crescono i vegetali sulla superficie della terra. Quando i greci dicono oi ontes, indicano anche l’intero mondo minerale. E viventi sono persino i morti: l’abbondanza di depositi di ossa umane dell’uomo arcaico attesta questa convinzione – che, come i vegetali sono nutriti dalla terra e fioriscono, così ciò che rimane del cadavere, le ossa, è una sorta di pianta che attende di rigermogliare con la carne che si riforma attorno alle ossa del cosiddetto “morto”.
Lo scopo di questi cenni linguistici […] è rilevare che le parole che indicano le cose alludono alle sostanza, alla roba; il fatto che la parola cosa, indicando le sostanze, gli averi, indicano la situazione dove le comunità arcaiche si riunivano per discutere la distribuzione degli averi (assemblee degli antichi popoli germanici, i tribunali latini). Si discute su come le sostanze debbano essere distribuite tra i partecipanti. Ma discussione significa conflittualità, tensione. Ebbene: questa conflittualità, indicata dall’uso tranquillo della parola “cosa”, che si istituisce rispetto al senso di fondo per cui la “cosa” è “le sostanze”, questo significato allude a qualcosa di ben più originario e fondamentale. […]
Il senso pacifico, tranquillo della cosa, come tensione per la distribuzione delle sostanze, si riferisce ad un conflitto ben più originario e radicale (ad un polemos, la guerra originaria e radicale).

Abbiamo a disposizione una moltitudine di miti che raccontano questo: che il mondo nasce in seguito a uno smembramento del Dio. C’è mondo perché c’è un dio smembrato. Questo è prezioso per cercare di saggiare il senso originario dell’esser cosa. C’è un dio smembrato. ([Atea, miti del Pacifico], Osiride, Dioniso, Krono, il Cristo). […] Possiamo riflettere su ciò che significa la parola “Volontà”. Tutto quanto detto fino ad ora allude ad una volontà di impossessarsi dei beni: solo perché c’è questa volontà c’è tensione e conflittualità. Noi, come individui, iniziamo a vivere quando iniziamo a spingere indietro, a far recedere il muro che inizialmente ci si presenta da quando riusciamo a percepire qualcosa: dobbiamo riuscire a succhiare il latte materno; dobbiamo riuscire a sfondare la barriera che separa il neonato dal seno materno. Se andiamo alla dimensione filogenetica (quello che capita ai popoli): la volontà riesce a vivere solo se trasforma il mondo. Se il mondo è una parete che schiaccia la volontà fino a non lasciarle spazio, l’uomo non può né volere qualcosa, né respirare, né vivere: è necessario un agio, uno spazio, perché la volontà riesca ad ottenere.

La volontà vive solo in quanto ottiene; ma ottiene solo in quanto non ottiene immediatamente ciò che vuole. Nemmeno noi, quando incominciamo a volere, otteniamo tutto ciò che vogliamo: vogliamo “un po’ alla volta”. Il senso originario della cosa è la resistenza che ciò che ho chiamato barriera oppone alla volontà. La cosa è il resistente. Anche il tedesco dice Wiederstand (che riesce a stare). C’è cosa solo in quanto c’è resistenza. Ma è una resistenza che la volontà deve infrangere o spezzare, è una resistenza che va progressivamente cedendo, una resistenza progressivamente vinta. La resistenza originaria, nella misura in cui si presenta come inflessibile, risponde a quella designazione di quel personaggio, Rudolf Otto, per il quale il sacro è innanzitutto il “Tremendum”: e, in effetti, la barriera contro cui la volontà sbatte la testa è il “tremendum” – che però è visto innanzitutto come l’assoluta potenza, e la parola “sacro”, come la parola “dio”, allude innanzitutto all’assoluta potenza con la quale la volontà dell’uomo deve fare i conti. Ma, proprio perché l’uomo riesce a vivere e la volontà riesce a respirare; proprio perché l’uomo riesce a vivere solo in quanto infrange la barriera; è proprio per questo, in ciò che innanzitutto si presenta come inflessibile, c’è il segreto della vita: il materiale della vita è ottenuto dalla frantumazione della barriera. Il materiale della vita, in relazione alla barriera frantumantesi, è dunque “Fascinans”. È da questo immutabile e inflessibile che si ottengono le parti del mondo che riescono a fare vivere l’uomo. Insistendo ancora sul concetto di volontà: dovrebbe diventare chiaro che noi riusciamo a volere solo se stiamo dinanzi a parti frantumate e spezzate del mondo: perché posso afferrare la bottiglietta d’acqua, perché posso decidere questo? Solo se la ritengo staccata, non necessariamente legata al resto. Decido di agire solo se ciò verso cui rivolgo il mio agire lo considero come isolato, staccato, membro di uno smembramento, rispetto al solido globale – che inizialmente mi si presentava quando ancora non pensavo di servirmi del mondo.
Questo ci ha portato a dire che dunque la cosa è la resistenza che progressivamente cede, e la resistenza è il sacro che, cedendo, lascia essere il mondo e che quindi è “fascinans”. Terribile e affascinante».

 

(trascrizione della prima mezz’ora a cura di Simone Picenni, che ringrazio)

Intervista a Carl Gustav Jung, Face to Face, da KOLONISTUGA (Simona Rinaldi)

Face to Face

L’uomo non può sopportare una vita priva
di senso.
 
 
 
 



« Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente…Prima o poi, i morti diventeranno un tutt’uno con noi; ma , nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d’essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell’eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo » (C.G.Jung)

da KOLONISTUGA (Simona Rinaldi): Intervista a Carl Gustav Jung, Face to Face.

il filosofo prestato alla fantascienza, Theodore Sturgeon – Cinerepublic

la sua opera più famosa è un romanzo: Cristalli Sognanti (The Dreaming Jewels,1950) basato su quelle che sono le tematiche basilari della poetica di Sturgeon: l’attenzione verso coloro che sono al di fuori della “normalità” come viene percepita, la diversità come valore aggiunto, e, sotto un profilo più squisitamente fantascientifico, la mutazione del genere umano.

C’è in questo scrittore una simpatia mal celata verso i deboli e l’anelito verso una società più giusta e più solidale.

Tematiche che verranno fuori prepotentemente anche nell’altro suo romanzo più famoso Nascita del Superuomo (More Than Human, 1953), e bisogna dire che la traduzione italiana del titolo risulta piuttosto fuorviante, qui non si parla di un superman come quello dei fumetti (che lo scrittore in un’intervista definì “un mostro….uno scherzo della natura”) ma della possibilità per la razza umana di evolversi in un “uomo migliore”. Possibilità affidata a un gruppo di ragazzi che per la società tradizionale sono dei minorati mentali.

tutto l’articolo qui  Estate con il Circolo Providence (II): il filosofo prestato alla fantascienza, Theodore Sturgeon – Cinerepublic.

WIM WENDERS … quando il bambino era bambino … , in IL CIELO SOPRA A BERLINO, 1987

 

Audio: http://aulevirt.files.wordpress.com/2013/06/wenders-handke-quando-il-bambino-era-bambino.mp3

Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande.
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non sono lí?
Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole, é forse solo un sogno?
Non é solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo,
quello che vedo, sento e odoro?
C’é veramente il male e gente veramente cattiva?
Come puó essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare?
E che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?

Tratto dalla poesia di Peter Handke, nel film “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders.

Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente;
e questa pozza, il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva d’essere un bambino.
Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno.

Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un’opinione.
Non aveva abitudini.
Sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli,
e non faceva facce da fotografo.

Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande.
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non sono lí?
Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole, é forse solo un sogno?
Non é solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo,
quello che vedo, sento e odoro?
C’é veramente il male e gente veramente cattiva?
Come puó essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare?
E che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?

Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed é ancora cosí.

Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano,
come solo le bacche sanno cadere. ed é ancora cosí.
Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.
A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta,
e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande.
E questo, é ancora cosí.
Sulla cima di un albero,
prendeva le ciliegie tutto euforico, com’é ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne.
Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.

Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia.
E ancora continua a vibrare.

A scuola con Radio3

 A SCUOLA DA RADIO3 

Una nuova significativa proposta del nostro sito. Potete trovare, riorganizzate e reimpaginate, tutte le diverse trasmissioni che insegnano qualcosa: si tratti della storia della musica classica o dell’arte, del jazz o delle tecnologie o ovviamente tutta intera la nostra enciclopedica Wikiradio. Con un po’ di ironia, vi proponiamo di usare l’estate per i corsi di riparazione, speriamo non intimidatori né noiosi. In fondo si tratta di farsi trovare più preparati quando comincerà la nuova stagione, scolastica e radiofonica…

www.radio3.rai.it

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Emanuele Severino sul significato di verità, da PODCAST HALL

Emanuele Severino affascina l’uditorio con una speculazione glottologica e si interroga sul significato di verità

http://podcasthall.forumcommunity.net/?t=31368600

Salvatore Natoli – Fiducia (2009)

Salvatore Natoli – Fiducia (2009)

www.mediafire.com/?mjixoa9ycilviet

FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Roberto Esposito – Communitas (2009)

Roberto Esposito – Communitas (2009)

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FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Michelangelo Bovero – Democrazia (2009)

Michelangelo Bovero – Democrazia (2009)

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FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Elena Pulcini, Metamorfosi della paura, da Thaumazein 2, 2014

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Elena Pulcini, Metamorfosi della paura, da Thaumazein 2, 2014

Carlo Galli – Individuo (2009)

Carlo Galli – Individuo (2009)

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Bernhard Waldenfels – Estraneità (2009)

Bernhard Waldenfels – Estraneità (2009)

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FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Jon Elster – Giustizia riparatrice (2009)

Jon Elster – Giustizia riparatrice (2009)

www.mediafire.com/?dhgdmapdr3i0cry

FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Wolfgang Schluchter – Comunità e società di Tönnies (2009)

Wolfgang Schluchter – Comunità e società di Tönnies (2009)

www.mediafire.com/?vyuhhn604nxz8xu

FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Enrico Berti – Amicizia (2009)

Enrico Berti – Amicizia (2009)

www.mediafire.com/?smtxmojdtoklv5z

FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Jean-Luc Nancy – Avec (2009)

Jean-Luc Nancy – Avec (2009)

www.mediafire.com/?qs84nabt1te5r15

FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Maurizio Ferraris – Communities (2009)

Maurizio Ferraris – Communities (2009)

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FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Avishai Margalit – Nostalgia (2009)

Avishai Margalit – Nostalgia (2009)

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FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Umberto Curi – Straniero (2009)

Umberto Curi – Straniero (2009)

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viaFESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Maurice Olender – Razza (2009)

Maurice Olender – Razza (2009)

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FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Fernando Savater – Libertà (2009)

Fernando Savater – Libertà (2009)

www.mediafire.com/?aoi0k4394u0x846

FESTIVAL FILOSOFIA MODENA (lezioni magistrali complete) – PODCAST FILOSOFIA.

Lilla Brignone e Warner Bentivegna in UNA TRAGEDIA AMERICANA di Theodor Dreiser, 1962

La 7° puntata

Vai al colloquio nel carcere, prima della esecuzione a morte:

490486

da warner bentivegna – lilla brignone – una tragedia americana – an american tragedy – di t. dreiser | Flickr – Condivisione di foto!.

6 dicembre 2008

E’ morto a Roma all’eta’ di 77 anni Warner Bentivegna. Era nato a Crotone nel 1931. Fu un grande attore di teatro e un divo della Rai, quando le fiction si chiamavano sceneggiati televisivi. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica, debutta in teatro con Renzo Ricci, con cui interpreta i “Sei personaggi in cerca d’autore”. Lavoro’ con Enrico Maria Salerno, Andreina Pagnani, Sergio Tofano, Sarah Ferrati, Anna Maria Guarnieri. Strehler lo chiamo’ al Piccolo Teatro di Milano, dove recito’ con Sarah Ferrati, Tino Carraro, Valentina Cortese, Tino Buazzelli. In televisione debutto’ con “I Giacobini” interpretando Saint-Just a fianco di Serge Reggiani, poi fu protagonista di “Una tragedia americana” con Virna Lisi e Lilla Brignone, un grandissimo successo.

Emanuele Severino, L’UOMO NELL’ETA’ DELLA TECNICA, lezioni alla Università Bocconi, 2010

il mio sogno estivo: una conversazioni tra amici lungo i corridoi di un giardino che si affaccia sul lago. Audio Lettura da: Pietro Citati, L’ARTE DELLA CONVERSAZIONE, in L’ARMONIA DEL MONDO, RCS libri, 1998

Questo è il mio sogno estivo: una conversazione tra amici lungo i corridoi di un giardino che si affaccia sul lago.

Ne ho tratto ispirazione da alcune pagine del saggio L’ARTE DELLA CONVERSAZIONE, scritto da Pietro Citati in: L’ARMONIA DEL MONDO, RCS libri, 1998, pagg. 44-46, 50

Emanuele Severino, intervento al convegno “I nemici della conoscenza: i saperi di fronte al relativismo”, tenutosi a Modena il 24 ottobre 2008, nella ricorrenza del ventesimo anniversario dalla fondazione dell’Istituto Filosofico Studi Tomistici

Emanuele Severino: LA NASCITA DELLA FILOSOFIA – YouTube

La Nascita della Filosofia – Severino Emanuele

di cULTURAL cHANNEL

 Riproduci tutto

La Nascita della Filosofia – Severino Emanuele – YouTube.

Studi su EMANUELE SEVERINO

Emanuele Severino, Lezioni Audio/Video, raccolte da Luca Moretto

Severino, Educare alla verità. Esce per l’editrice La Scuola di Brescia un’intervista al filosofo a cura di Sara Bignotti, articolo di Armando Torno, Corriere della sera, 18.07.2012

Severino, educare alla verità

Ripensiamo il destino dell’uomo per opporci al nichilismo

Esce per l’editrice La Scuola di Brescia un’intervista al filosofo a cura di Sara Bignotti

di Armando Torno (Corriere della sera, 18.07.2012)

Esce oggi presso La Scuola Editrice di Brescia un libro-intervista a Emanuele Severino dal titolo Educare al pensiero (pagine 162, e 9). Curato da Sara Bignotti, responsabile editoriale della Morcelliana, il volume è diviso in tre parti e affronta i temi della pedagogia e dell’educazione tradizionali, ma trasformati radicalmente alla luce delle categorie filosofiche care a Severino.

Il pensatore, dopo una perplessità lunga un anno, ha accettato l’invito. Ci ha confidato in proposito: «Dal punto di vista glottologico la parola “educare” (da cui “educazione”) è molto lontana dalla parola “pedagogia”. Tuttavia “educare” proviene dal latino e-ducere, “trar fuori, condurre fuori”; e anche in tedesco la parola Er-ziehung (“educazione”) alla lettera significa “trar fuori”. Da che cosa? Da uno stato di carenza, di povertà, di pochezza, insomma di mancanza. Ora, la parola “pedagogia” è costruita sulla parola greca páis (“fanciullo”). Ma páis è, dal punto di vista linguistico, strettamente imparentato alla voce paus, sulla quale si costruiscono parole come pauros (“povero”), pausis (“pausa”), a cui il latino risponde con parole come paucus (poco), pauper (povero). Ma questa povertà e pochezza è, appunto, quella condizione iniziale da cui l’e-ducere, a cui facevo riferimento prima, trae fuori».

Tutta questa riflessione linguistica a cosa mira? Severino risponde: «La forma fondamentale dell’e-ducere, nella civiltà occidentale, è il “trar fuori da sé” il mondo, da parte di Dio. Dio fa uscire il mondo dalla sua originaria nullità (nella formula teologica: ex nihilo sui, cioè “dal nulla del mondo”). Tutta l’azione educativa e pedagogica dell’Occidente ripropone nel rapporto tra docente e discente questa fondamentale impostazione metafisico-teologica e concepisce l’educare come un trar fuori l’umano dalla povertà e pochezza dell’iniziale condizione quasi animale in cui si trova l’educando (il pais)». A questo punto – il lettore se ne sarà accorto – siamo al centro della filosofia di Severino, laddove si avverte che lo sforzo educativo riflette l’azione creatrice di Dio.

Ma questo implica la nota conclusione di Severino, per la quale l’estrema «Follia» è credere che una qualsiasi cosa, anche la più irrilevante, provenga dal nulla e vi ritorni. Il filosofo aggiunge, illustrando l’itinerario percorso nel libro: «Appunto per questo l’intervista Educare al pensiero è, come abbiamo prima rilevato, la trasformazione radicale del senso che è stato sempre dato alla pedagogia e all’educazione. Il “pensiero” al quale si tratta di educare, infatti, è proprio la negazione del valore dell’educazione in quanto Follia dell’e-ducere le cose e l’umanità dal niente e da quel niente che è la povertà della condizione iniziale dell’essere umano».

A questo punto chiediamo a Severino come si concilia tutto questo con il titolo della seconda parte dell’intervista Educare alla tecnica. Il compimento del nichilismo. La sua risposta non si fa attendere: «Aspettavo questa domanda, del tutto pertinente. La tecnica è diventata, sul Pianeta, la forma suprema dell’e-ducere le cose dal nulla (produzione, trasformazione, invenzione, manipolazione) con le corrispettive forme di distruzione. Analogamente Dio, alla fine dei tempi, dopo averlo fatto essere, annienta il creato. Non è possibile per ora saltar fuori dalla dominazione della tecnica (che ha sì sostituito quella di Dio, ma nemmeno essa ha l’ultima parola). All’interno di questo dominio l’educazione non può essere che il condurre l’uomo a favorire la crescente potenza della tecnica. È vero, è l’educare all’Errore estremo, alla Follia estrema, al nichilismo, ma è necessario che l’errore e la Follia e il nichilismo si facciano innanzi in tutta la loro concretezza proprio per essere oltrepassati dal non-errore, dalla non-Follia e dal non-nichilismo, ossia da ciò che chiamo “Destino della verità”. Senza l’apparire dell’errore e degli erranti, la verità è impossibile. Tra l’altro questa educazione all’errore è la Grande Politica, che le politiche mondiali di destra e di sinistra non sono ancora capaci di realizzare».

Severino, dopo Educare al pensiero per La Scuola, pubblicherà in autunno presso Rizzoli un saggio sul futuro del capitalismo e, alla fine dell’anno, da Adelphi, una nuova indagine sul senso del nulla. Ma questa, direbbe Kipling, è un’altra storia. Della quale vi racconteremo a suo tempo.

da L’IDENTITA’ (“TAUTOTES”) E IL DESTINO DELL’ITALIA, NELLE MANI DI UN “UOMO PRIVATO” (“IDIOTES”) E DEL SUO PARTITO (“FORZA ITALIA”)!!! Gloria e destino della Necessità?! Boh?! Bah?!.

Identità e destino forme in divenire, Le lezioni di Emanuele Severino, di di Armando Torno (Corriere della Sera, 09.02.2009)

Le lezioni di Emanuele Severino

Identità e destino forme in divenire

L’attenzione di Severino si concentra sul termine «tautótes» partendo da Aristotele

di Armando Torno (Corriere della Sera, 09.02.2009)

Ci sono parole che nel tempo hanno avuto il compito di ingentilire problemi irrisolti, questioni alle quali nessuno mai diede una risposta definitiva. Jean Haudry, professore di sanscrito a Lione, notò che il termine logos cela numerose contraddizioni dello spirito greco. E forse analoga situazione va cercata in un vocabolo carico di storia filosofica e di congetture matematiche: identità. Per i greci era tautótes.

Non è semplice narrarne l’odissea, giacché essa iniziò due millenni e mezzo or sono, allorché Parmenide ne propose il concetto per cercare la via che porta alla verità e Platone ruppe all’ombra dell’Acropoli il vaso incantato che la custodiva, rendendola operante attraverso la considerazione del genere che è presente nel molteplice.

Sarà Aristotele, nel V libro della Metafisica, a lasciare una definizione di questa parola che quattro secoli prima di Cristo era già carica di domande e si trascinava appresso questioni enormi: «È chiaro che l’identità è una unità d’essere o di una molteplicità di cose, oppure di una sola cosa, considerata, però, come una molteplicità: per esempio come quando si dice che una cosa è identica a se stessa, nel qual caso essa viene considerata appunto come due cose» (traduzione di Giovanni Reale, Bompiani).

Non è il caso di riferire i dettagli di un dibattito infinito, che continuerà con Leibniz, Hegel, Carnap, Quine o Friedrich Waismann, per citare alcuni protagonisti, diremo semplicemente che Emanuele Severino ha chiuso le sue lezioni veneziane nell’anno accademico 2000-2001 proprio affrontando le problematiche della tautótes, alla quale peraltro aveva dedicato un libro nel 1995, uscito nella «Biblioteca filosofica» Adelphi. E ora quei corsi a Ca’ Foscari – 64 lezioni in 32 incontri – vengono raccolti da Giorgio Brianese, Giulio Goggi e Ines Testoni con il titolo L’identità del destino (Rizzoli, pp. 404, e 22). Ma vediamo le cose con ordine.

Durante i mesi di quell’anno accademico, Severino aveva terminato e attendeva l’uscita di Gloria (Adelphi, 2001), opera che avrebbe segnato un passo avanti rispetto ai problemi aperti due decenni prima con Destino della necessità (Adelphi, 1980).

Ma sia nella presente raccolta di lezioni, L’identità del destino, che nella precedente, L’identità della follia (Rizzoli, 2007), l’attenzione di Severino si è concentrata sul termine tautótes, partendo proprio da Aristotele. Questi corsi analizzavano il modo in cui è stata intesa la stessa identità e le conseguenze dell’averla considerata come il risultato di un «divenire altro».

Le parole di Aristotele mostrano la presenza di un baratro: il sommo greco indica un abisso senza «sapere» di averlo davanti, «trattando l’uno come se fosse due». Il modo in cui è stata intesa l’identità ha investito l’Occidente in tutti i campi del sapere, tanto che dal suo abbraccio di cultura e prassi non sono stati esclusi – per utilizzare esempi dello stesso Severino – Leonardo, Einstein, Shakespeare, Bach o Gödel: in ogni momento si vuole che una certa cosa divenga altro da ciò che è.

Si apre, per dirla in parole più semplici, una questione che sta alle radici del pensiero stesso: quello che si vuol fare diventare altro è creduto un esser altro; ovvero la cosa che dovrebbe essere se stessa, viene all’opposto pensata e trattata come un altro da sé. È come se si strappasse da sé, squartandosi e identificandosi a ciò che essa non è. E codesto squartamento è l’omicidio di fondo che sta alla radice di quanto chiamiamo male e bene.

Sembrano concetti di una dimensione a noi lontana, ma Severino sottolinea che «non si tratta di un argomento tra gli argomenti, ma è ciò su cui si regge l’intera vicenda del mortale e quindi, al culmine di questa storia, dell’intero Occidente». Per codesti e per altri motivi L’identità del destino è un libro che consente, lezione dopo lezione, di comprendere perché l’uomo è convinto che la suprema evidenza siano le cose che diventano altro da sé. Ma proprio qui, per il filosofo Severino, c’è la follia estrema. E a pronunciarla non è l’individuo, un popolo o un dio ma il sapere incontrovertibile che egli chiama de-stino, ovvero l’assolutamente inamovibile e innegabile.

da L’IDENTITA’ (“TAUTOTES”) E IL DESTINO DELL’ITALIA, NELLE MANI DI UN “UOMO PRIVATO” (“IDIOTES”) E DEL SUO PARTITO (“FORZA ITALIA”)!!! Gloria e destino della Necessità?! Boh?! Bah?!.

Emanuele Severino su: ESSENTI e ESSERE, il tragitto del LINGUAGGIO, strati dell’ESSERE ETERNO, CERCHIO e cerchi dell’APPARIRE, MITO E FILOSOFIA, VOLONTA’ e FEDE, VERITA’ e ABITATORI DEL TEMPO, intervista a cura di Alessandro Aleotti

Libro intervista di Sara Bignotti a Emanuele Severino – Editrice La Scuola

Libro intervista di Sara Bignotti a Emanuele Severino – Editrice La Scuola.

(La Scuola, Brescia 2012, pp. 160, euro 9) 

In questo nuovo libro di Emanuele Severino, da domani in libreria, il filosofo della “necessità” si confronta con la “possibilità” di “educare al pensiero”. Non è un libro in più nel lungo elenco delle sue opere, ma un libro nel quale si possono cogliere aspetti inediti della riflessione di un pensatore che si interroga sui limiti e le possibilità del pensiero stesso. Il pensiero è qui ciò che ci trascende e al contempo ci avvolge: è perciò una sfida parlarne. Qui Severino lo fa rammentando la sua esperienza di discente e di insegnante e le sue più significative discussioni teoretiche. Ma allora come si pone l’esperienza vissuta dal filosofo rispetto alla necessità della verità (quale emerge dal suo discorso)? C’è condizionamento reciproco?

Severino, grande maestro di filosofia, che ha interloquito con i maggiori del pensiero contemporaneo italiano e internazionale, e che vanta più generazioni di allievi che diversamente hanno proseguito il suo discorso, prendendo sul serio la tradizione pedagogica, riesce qui a mostrare  i paradossi dell’educare. Educare significa letteralmente trarre fuori (la forma, l’humanitas) da qualcosa, quindi essenzialmente “ trasformare”. Ma l’intento di trasformare, oltre ad essere violento – perché vuol dire snaturare qualcosa –  occulta una volontà impossibile: vorrebbe dire che qualcosa che non è viene ad essere. Il filosofo mostra così la natura inconsapevolmente nichilista dell’educare, che aiuterebbe le cose nel loro assurdo oscillare fra il niente e l’essere, presupposto dall’intera tradizione occidentale.

Nel confronto con i classici, da Aristotele, Kant, gli analitici, e poi con la pedagogia di Giovanni Gentile – dal quale prende le distanze, riconoscendone però la grandezza – Severino delinea i tratti di un’esperienza educativa totalmente altra: quella che si dà nel rapporto con la verità – ed eternità – che noi stessi siamo.

Fra i temi toccati c’è anche lo Stato democratico come modello in cui la scuola è inserita e che riflette dunque i suoi stessi paradossi: si parla di laicità, pluralismo, secolarizzazione, teismo/ateismo…

Leggi l’articolo sul Corriere della Sera. 

Emanuele Severino, Educare al pensiero
Libro intervista di Sara Bignotti

 

su Pagina 3 di Rai Radio Tre, Vittorio Giacopini cita ANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA

su Pagina 3 di Rai Radio Tre Vittorio Giacopini cita ANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA

in riferimento a:

vai a: Estratto Audio della citazione di Antologia del tempo che resta

Grazie alla redazione

Paolo Ferrario, 19 luglio 2012

Pagina 3, in diretta tutte le mattine dalle 9.00 alle 9.30, è il programma radiofonico di approfondimento delle pagine culturali e dello spettacolo, che dà voce a scrittori, poeti e saggisti, fra le firme italiane più prestigiose, ma anche a giovani talenti.

Nel mese di luglio conduce Vittorio Giacopini

Emanuele Severino commenta il SECRETUM (Il mio Segreto) di Francesco Petrarca. Le letture sono di Alberto Donatelli, tratto da Radio 3 Suite, 2004, Audio di circa cinque ore

Francesco Petrarca , De secreto conflictu curarum mearum (Secretum)

QUI l’Audio in formato Mp3:  

Le letture sono a cura di Alberto Donatelli.

Il commento filosofico è di Emanuele Severino


Vai al Testo in latino, a cura di Liber Liber Progetto Manuzio, in formato Dbf


Cominciato nel 1347 e terminato nel 1354 il Secretum è due cose insieme

E’ il documento di una fase difficile della sua vita (rottura dei rapporti di dipendenza da coloro che gli garantivano la sopravvivenza economica, impatto con la peste del 1348, morte di Laura, decisione di abbandonare Valchiusa).

Ed è anche il risultato di una operazione intellettuale e letteraria tesa a scrivere, alle soglie della vecchiaia, la propria esperienza di uomo e scrittore

tratto dal frontespizio di

Francesco Petrarca, SECRETUM, a cura di Enrico Fenzi, Mursia editore, 1992

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Emanuele Severino e Massimo Cacciari interrogheranno la questione della COSA

Emanuele SeverinoMassimo Cacciari interrogheranno la questione della cosa alle sue estremità, occupandosi rispettivamente delle “cose prime” (in cui si manifesta il carattere immutabile dell’Essere) e delle “cose ultime” (dove emerge l’eccedenza di significato delle cose rispetto alle loro definizioni). 

al FestivalFilosofia di Modena, Carpi, Sassuolo.

Pomeriggio del 15 settembre 2012

Modena

15.00 – 18.00

Umberto Piersanti
Dal tempo perduto

Con omaggio in jazz di Giorgia Hannoush

Conduce: Carlo Alberto Sitta

Laboratorio di poesia – Via Fosse, 14

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16.00 – 18.00

Dalle cose allo spunk

Laboratorio per bambini e adulti

Curatrice: Elena Bergonzini
Produzione: Museo della Figurina

Palazzo Santa Margherita – Museo della Figurina

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17.30 – 18.30

La seconda vita della carta

Carta riciclata e carta marmorizzata
Laboratorio per ragazzi dai 7 anni

A cura di: Orto Botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Orto Botanico

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Carpi

18.00

Biografie di oggetti

A cura di: Sara Gozzi
In collaborazione con: Teatro Comunale di Carpi

Palazzo dei Pio – Sala Cervi

aggiungi al tuo programma

19.00

Biografie di oggetti

A cura di: Sara Gozzi
In collaborazione con: Teatro Comunale di Carpi

Palazzo dei Pio, Sala Cervi

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Sassuolo

15.30 – 19.00

Oggetti in transito

Laboratorio per bambini da tre mesi a 14 anni

A cura di: Servizi educativi per l’infanzia,Centro per le Famiglie e Centro di Educazione Ambientale San Cristoforo

Piazzale della Rosa

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15.30 – 19.00

Social Silicon

Laboratorio di recupero schede dei pc

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18.30

Antonio Panzuto
Il frigorifero lirico

Musiche di: Wagner, Bizet, Rossini

Spettacolo per bambini dai 6 ai 12 anni

Auditorium Pierangelo Bertoli

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Emanuele Severino

Emanuele Severino già professore di Filosofia teoretica all’Università di Venezia, insegna Ontologia fondamentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha offerto un’interpretazione della filosofia che sottolinea lo scacco del pensiero metafisico da Platone a Nietzsche e Heidegger. Per superare le aporie nichilistiche della tradizione metafisica evidenti anche nel discorso moderno della tecnica, ha promosso un ritorno a una filosofia dell’Essere che escluda rigorosamente il non-essere e il divenire. Fra le sue opere recenti:Nascere e altri problemi della coscienza religiosa (Milano 2005); Fondamento della contraddizione (Milano 2005); La filosofia futura. Oltre il dominio del divenire (Milano 2006); La tendenza fondamentale del nostro tempo (Milano 2008); Immortalità e destino (Milano 2008); La buona fede. Sui fondamenti della morale (Milano 2008); L’identità del destino. Lezioni veneziane (Milano 2009); Il destino della tecnica(Milano 2009); Democrazia, tecnica, capitalismo (Brescia 2009).foto Baracchi, Campanini

chi è REMO BODEI, profilo biografico tratto da Filosofi lungo l’ Oglio

Remo Bodei è professore di Filosofia presso la University of California (Los Angeles). Tra i massimi esperti delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica, si è occupato anche di pensiero utopico e di forme della temporalità nel mondo moderno. In una serie di lavori ha inoltre indagato il costituirsi delle filosofie e delle esperienze della soggettività tra mondo moderno e contemporaneo, pervenendo a una riflessione critica sulle forme dell’identità individuale e collettiva.

In estetica ha curato l’edizione dell’ Estetica del brutto di Johann Karl Friedrich Rosenkranz e ha analizzato in particolare concetti centrali come le categorie del bello e del tragico. Costante la sua attenzione per Sigmund Freud e gli sviluppi della psicoanalisi, per le logiche del delirio e per fenomeni in apparenza quotidiani ma sconvolgenti come l’esperienza del déjà vu. Filosofo di una ragione laica, sulla scia di Ernst Bloch, autore diAteismo nel cristianesimo, cerca di distillare anche nel teorico del compelle intrare, Agostino d’Ippona, le possibili linee di un ‘ordo amoris‘ capace di assicurarci quell’identità in cui, come vuole il Padre della Chiesa, saremmo noi stessi pienamente: dies septimus, nos ipsi erimus (il settimo giorno saremo noi stessi).

I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Nel 1992 ha vinto il Premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Saggistica. Inoltre, ha curato la traduzione e l’edizione italiana di testi di Hegel, Rosenkranz, Rosenzweig, Adorno, Kracauer, Foucault. Molti suoi lavori hanno per oggetto lo spessore e la storia delle domande che riguardano la ricerca della felicità da parte del singolo, le indeterminate attese collettive di una vita migliore, i limiti che imprigionano l’esistenza ed il sapere entro vincoli politici, domestici ed ideali.

Già in Scomposizioni (1987), affronta alcuni temi della genealogia dell’uomo contemporaneo e propone la metafora della geometria variabile per indagare le strutture concettuali ed espositive che, contraendosi o espandendosi sino a noi, orientano la percezione e la formulazione di problemi. La sua analisi dell’interazione di queste configurazioni mobili prosegue in Geometria delle passioni (1991) ed in Destini personali (2002) che hanno avuto rilevante successo di pubblico. Attualmente lavora sulla storia e sulle teorie della memoria. Nel 2001 gli è stata conferita la prestigiosa benemerenza di Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Tra i suoi libri ricordiamo: Multiversum. Tempo e storia in Ernst Bloch, Napoli, Bibliopolis, 1979 (Seconda edizione ampliata, 1983); Scomposizioni. Forme dell’individuo moderno, Torino, Einaudi, 1987; Ordo amoris. Conflitti terreni e felicità celeste, Il Mulino, Bologna 1991;Geometria delle passioni. Paura,speranza, felicità: filosofia e uso politico, Feltrinelli, Milano 1991; Le forme del bello, il Mulino, Bologna 1995; Il noi diviso. Ethos e idee dell’Italia repubblicana, Einaudi,Torino 1998; Le logiche del delirio Laterza, Roma-Bari 2000; Destini personali. L’età della colonizzazione delle coscienze, Feltrinelli, Milano 2003; Una scintilla di fuoco. Invito alla filosofia, Zanichelli, Bologna 2005; Piramidi di tempo. Storie e teorie del «déjà vu», il Mulino, Bologna 2006; La filosofia nel Novecento, Donzelli, Roma, 2006; Se la storia ha un senso, Moretti & Vitali, Milano 2007;Paesaggi sublimi. Gli uomini davanti alla natura selvaggia, Bompiani,Milano 2008; La vita delle coseLaterza, Roma-Bari 2009; Ira. La passione furiosa. I 7 vizi capitali, il Mulino, Bologna 2011.

È Presidente del Comitato Scientifico del Consorzio per il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo.

Scritto da Francesca Nodari

da Filosofi lungo l’ Oglio.

Emanuele Severino: Mito e filosofia

da Severino Mito e filosofia – YouTube.

chi è LUIGI ZOJA, profilo biografico tratto da Filosofi lungo l’ Oglio

Nato nel 1943 e laureato in Economia, Luigi Zoja cominciò i suoi studi in ambito sociologico a partire dalla fne degli anni sessanta. Di lì a poco, frequentò l’Istituto Carl Gustav Jung di Zurigo, presso cui conseguì il diploma di psicologo analista.

Luigi Zoja ha lavorato in clinica a Zurigo, poi privatamente a Milano, a New York e ora nuovamente a Milano come psicoanalista. Dal 1984 al 1993 è stato Presidente del CIPA, Centro Italiano di Psicologia Analitica. Dal 1998 al 2001, ha presieduto la International Association for Analytical Psychology (IAAP): l’Associazione che raggruppa gli analisti junghiani nel mondo.Già docente presso il C.G. Jung Institut di Zurigo e presso l’Università dell’Insubria, ha tenuto corsi e conferenze presso università e altre istituzioni in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Francia, Grecia, Rep. Ceca, Russia, Polonia, Bulgaria, Lituania, Slovenia, Israele, Giappone, Cina (Rep. Pop.), Stati Uniti, Messico, Argentina, Cile, Uruguay, Brasile, Equador, Venezuela, Tunisia, Sudafrica. Larga parte dei suoi lavori, tradotti in 14 lingue, interpretano vari comportamenti problematici del giorno d’oggi (dipendenze, consumismo sfrenato, assenza di una fgura paterna, la proiezione in politica di odio e paranoia, la morte del prossimo per «mancanza d’oggetto») alla luce di miti, testi letterari e tematiche archetipiche. Due suoi testi hanno vinto il Gradiva Award negli Stati Uniti.

Tra le opere in italiano ricordiamo: Coltivare l’anima, Moretti&Vitali, Bergamo 1999; Il gesto di Ettore. Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre, Bollati Boringhieri, Torino 2000; (a cura di) L’incubo globale. Prospettive junghiane sull’11 settembre, Moretti&Vitali, Bergamo 2002; Storia dell’arroganza. Psicologia e limiti dello sviluppo, Moretti&Vitali, Bergamo 2003; Giustizia e Bellezza, Bollati Boringhieri, Torino 2007; La morte del prossimo, Einaudi, Torino 2009; Contro Ismene. Considerazioni sulla violenza, Bollati Boringhieri, Torino 2009; Centauri. Mito e violenza maschile, Laterza, Roma – Bari 2010; Al dilà delle intenzioni: etica e analisi, Bollati Boringhieri, 2011; Paranoia. La follia che fa la storia, Bollati Boringhieri, 2011.

Filosofi lungo l’ Oglio.

chi è SALVATORE NATOLI, profilo biografico tratto da http://www.filosofilungologlio.it

CHI È SALVATORE NATOLI
Conosciuto come il filosofo dello stare al mondo, Salvatore Natoli si è laureato presso l’Università Cattolica di Milano, in Storia della Filosofia. Già docente di Logica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia e di Filosofia della Politica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, Natoli insegna, attual­mente, Filosofia Teoretica all’Università degli Studi Milano Bicocca. Natoli, che annovera tra i suoi ma­estri Emanuele Severino, Gustavo Bontadini e Italo Mancini, si distingue nel panorama filosofico ita­liano e internazionale, per la sua indagine incessante sullo stare al mondo, in serrato dibattito e confronto con il Cristianesimo, approdando ad una nozione di etica del tutto singolare e radicata nell’ontologia, prima che nella deontologia. I suoi libri sono diven­tati dei classici.
Tra le sue opere ricordiamo: Soggetto e fonda­mento. Studi su Aristotele e Cartesio, Antenore, Padova 1979; Ermeneutica e genealogia. Filosofia e metodo in Nietzsche, Heidegger, Foucault, Feltri­nelli, Milano 1981; L’esperienza del dolore. Le forme del patire nella cultura occidentale, Feltrinelli, Mi­lano 1986; Giovanni Gentile filosofo europeo, Bol­lati Boringhieri, Torino 1989; Vita buona, vita felice. Scritti di etica e politica, Feltrinelli, Milano 1990; Te­atro filosofico. Gli scenari del sapere tra linguaggio e storia, Feltrinelli, Milano 1991; La felicità. Saggio di teoria degli affetti, Feltrinelli, Milano 1994; I nuovi pagani. Neopaganesimo: una nuova etica per forzare le inerzie del tempo, Il Saggiatore, Milano 1995; Dizionario dei vizi e delle virtù, Feltrinelli, Milano 1996;Soggetto e fondamento. Il sapere dell’origine e la scientificità della filosofia, Mondadori, Milano 1996; La politica e il dolore, (con L. Verga), Edizioni Lavoro, Roma 1996; Dialogo su Leopardi. Natura, poesia e filosofia, (con A. Prete), Mon­dadori, Milano 1996; La politica e la virtù, Edizioni Lavoro, Roma 1999; Dio e il divino. Confronto con il cristianesimo, Morcelliana, Brescia 1999. Progresso e catastrofe. Dinamiche della modernità, Marinotti, Milano 1999; La felicità di questa vita. Esperienza del mondo e stagioni dell’esistenza, Mondadori, Milano 2000. Stare al mondo. Escursione nel tempo presente, Feltrinelli, Milano 2002; Libertà e destino nella tra­gedia greca, Morcelliana, Brescia 2002; Il cristiane­simo di un non credente, Qiqajon, Magnano (Bi) 2002; Parole della filosofia o dell’arte del meditare, Feltrinelli, Milano 2004; La verità in gioco. Scritti su Foucault, Feltrinelli, Milano 2005; Guida alla for­mazione del carattere, Morcelliana, Brescia 2006; La salvezza senza fede, Feltrinelli, Milano 2007; La mia filosofia. Forme del mondo e saggezza del vivere, a cura di F. Nodari, ETS, Pisa 2007; Edipo e Giobbe. Contraddizione e paradosso, Morcelliana, Brescia 2008; F. Nodari (a cura di), Vizi e virtù, «Filosofi lungo l’Oglio», pp. 33-54, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2008;Crollo del mondo, Morcelliana, Brescia 2009; F. Nodari (a cura di), Destino, «Filosofi lungo l’Oglio», pp. 55-77, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2009; Il buon uso del mondo. Agire nell’età del rischio, Mondadori, Milano 2010; L’edificazione di sé. Istru­zioni sulla vita interiore, Laterza, Roma-Bari 2010; F. Nodari (a cura di), Corpo, «Filosofi lungo l’Oglio», pp. 165-186, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2010; Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), il Mulino, Bologna 2011; La fecondità delle virtù, «Granelli», Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2011 e in F. Nodari (a cura di),Felicità, «Filosofi lungo l’Oglio», pp.185-202, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2011; Nietzsche e il teatro della fi­losofia, Feltrinelli, Milano 2011; Eros e Philia, AlboVersorio, Milano 2011; Sperare oggi (con F. Mosconi), Il Margine, Trento 2012.

TUTTI PAZZI PER GRAMSCI, di Enrico Mannucci, in Sette del Corriere della Sera 19.4.12

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Salvatore Natoli: rapporti intersoggettivi in tempi di crisi

Emanuele Severino, La verità nel pensiero greco

Severino La verità nel pensiero greco – YouTube.

Emanuele Severino, Il Nulla, l’invenzione del Mito e la nascita della filosofia

EMANUELE SEVERINO, sul “Volere qualcosa” e il diventare Altro (a vuole b) – a cura di Diotima

Emanuele Severino, Il concetto di eterno – a cura di Diotima

da Emanuele Severino Il concetto di eterno – YouTube.

Intervista a Emanuele Severino, Res Gestae, video con discreta presentazione della persona e del pensiero

da Emanuele Severino, intervista, Res Gestae – YouTube.

Eternità, immutabilità, da Filosofare: la struttura concreta dell’infinito, di Marco Pellegrino

Eternità, immutabilità
L’eternità (immutabilità; I.S.¹) è l’essente stesso, che si illumina nella sua compiutezza concreta. Che qualcosa sia eterno non significa che esso non si muova, bensì vuol dire che tutto l’essente si muove in eterno, ossia contrapponendosi al nulla, cioè non emergendo e non rientrando nel nulla. (V. Infinito; Necessità. Cfr. parte prima, cap. 1°, par. 3; Appendice terza; parte seconda, cap. 1°, par. 3; S.C.d.I., Indicazioni preliminari…; cap. II, parr. 9-16; cap. VII, parr. 6, 8).

 

da Filosofare: la struttura concreta dell’infinito.

Apeiron. Il bosone di Higgs: i fisici sulle ORIGINI DELL’UNIVERSO

La teoria ancora più accreditata, per quanto riguarda l’origine del mondo, è che in un certo istante risalente a 13 miliardi e mezzo di anni fa si sia creata una condizione di estrema densità e di estremo calore, e che da questa condizione sia cominciata l’espansione dell’Universo, che è ancora in corso. I fisici avvertono che parlare di origine dell’Universo — il momento cioè in cui sarebbero nati lo spazio e il tempo — è improprio. Si tratta di descrivere quello che è successo subito dopo quel primo momento indefinibile. Per la precisione: il primo evento che si prende in considerazione è ipotizzato a un decimo di miliardesimo di secondo dal primo istante.

da ALTRI MONDI.

MONTAIGNE Michel de, “Faccio dire agli altri quello che non so dire bene io …

“Faccio dire agli altri quello che non so dire bene io, sia per la debolezza del mio linguaggio, sia per la debolezza della mia intelligenza”

La morte e la terra. L’ultimo lavoro di Emanuele Severino | audio recensione di Paolo Calabrò, da Pagina Tre

 la morte è tutt’altro: è, sì, passaggio, ma a una condizione nuova, anch’essa essente come tutto ciò che è (e che non può non essere, citando Parmenide, né cessare d’essere di punto in bianco, come sottolinea Severino); similmente, la terra è proprio all’opposto di quel ventre che fa spazio alla salma dei defunti: è il luogo della vita dell’Essere, che con lui permane e in cui si compie la Gioia di quanto esiste. Con una precisazione: non è l’uomo a entrare nell’eternità, bensì l’eternità ad avvolgere l’uomo da sempre e per sempre. L’eternità non può essere acquisita o addirittura conquistata, ma solo svelata.

La filosofia dell’instancabile Severino, ultraottantenne pensatore dalle spalle robuste e dalla schiena sempre dritta, continua la sua marcia rinnovata e coerente in direzione dell’eternità

….

tutta l’audio recensione è qui :La morte e la terra. L’ultimo lavoro di Emanuele Severino | Pagina Tre.

Emanuele Severino, IL PROGRESSO E LA TECNICA, incontro con Paolo Corsini e Riccardo Terzi organizzato dalla Cgil SPI Nazionale e Cgil SPI di Brescia, 18 GIUGNO 2012, Camera di Commercio, “Il Ridotto” Via Einaudi, 23 – Brescia. Audio delle relazioni

Spi Cgil Nazionale e Spi Cgil Brescia promuovono:

incontro con il prof.

Emanuele Severino

IL PROGRESSO E LA TECNICA

18 GIUGNO 2012

Camera di Commercio, “Il Ridotto”

Via Einaudi, 23 – Brescia


Ne discutono:

Riccardo Terzi, Segretario nazionale SPI CGIL

Prof. Paolo Corsini, storico


Presiede Ernesto Cadenelli, Segretario generale Spi Cgil Brescia 

da SPI CGIL BRESCIA

REGISTRAZIONI AUDIO:

Mimesi, La parola del giorno dello Zingarelli

La parola di oggi è: mimesi

La parola del giorno dello Zingarelli e la sua pronuncia sono disponibili all’indirizzo http://dizionari.zanichelli.it/parola-del-giorno/


mimèsi / miˈmɛsi/ (o -ṣ-) o (meno comune) mìmesi
[vc. dotta, lat. tardo mimēsi(n), dal gr. mímēsis ‘imitazione’, da mimêisthai ‘imitare’, diorig. indeur. (?)  1598]
s. f. inv.
1 (raro) imitazione
2 (filos.) in Platone, il rapporto di somiglianza esistente fra le Idee e le cose sensibili | nell’estetica classica, l’imitazione della natura, come compito ed essenza dell’arte

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2013
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

Epitteto: Delle cose che esistono alcune sono in nostro potere, altre no …

Delle cose che esistono alcune sono in nostro potere, altre no.

In nostro potere sono l’opinione, il desiderio, l’avversione e, in una parola, tutte le nostre azioni.

Non sono invece in nostro potere il corpo, il patrimonio, la reputazione, le cariche pubbliche e, in una parola, tutte le azioni che non sono nostre.

Epitteto

per Severino la metafisica è ancora troppo poco, in quanto non sarebbe in grado di vedere la dimensione di assolutezza che appartiene a ogni ente | di Leonardo Messinese in www.avvenire.it

con il pensiero di Severino, in virtù del riferimento alla «totalità dell’essere», siamo in presenza di un vero e proprio sapere metafisico; nello stesso tempo si deve notare che la posizione del filosofo bresciano si costituisce pure come una critica di ciò che è stata storicamente la metafisica nel suo insieme, per quanto si debba certamente distinguere tra una metafisica della trascendenza e una metafisica dell’immanenza. Severino, infatti, dopo il vigoroso invito a valorizzare la tradizione metafisica che va da Parmenide a Leibniz, successivamente ha ritenuto che il pensiero metafisico, affermando la provenienza delle cose dal nulla, sia all’origine dell’attuale dominio dell’Apparato tecnologico nella vita dell’uomo contemporaneo.

Si potrebbe dire, quindi, che mentre per la direzione fondamentale della filosofia odierna la pretesa della metafisica di pervenire all’Assoluto è considerata eccessiva, per Severino – invece – la metafisica è ancora troppo poco, in quanto non sarebbe in grado di vedere la dimensione di assolutezza che appartiene a ogni ente.

da Severino, quale metafisica? | Cultura | www.avvenire.it.

DIGNITA’è il tema della VII edizione del Festival Filosofi lungo il l’Oglio, 6 giugno-23 luglioFilosofi lungo l’ Oglio

IL PROGRAMMA 
Tutti gli incontri avranno inizio alle 21:15

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO Andrea Tagliapietra 
Natura della dignità e dignità della natura

BRANDICO (BS) – Villa Toninelli via IV Novembre (in caso di pioggia presso Chiesa S. Maria Maddalena)

«La sottomissione della natura finalizzata alla felicità umana ha lanciato con il suo smisurato successo, che coinvolge ora la natura stessa dell’uomo, la più grande sfida che sia mai venuta all’essere umano dal suo stesso agire». H. Jonas, Il principio responsabilità


DOMENICA 10 GIUGNO Marc Augé 
Degno, indegno

ERBUSCO (BS) – Cortile della Pieve di S. Maria Maggiore via Castello (in caso di pioggia presso Chiesa S. Maria Assunta)

«L’uomo è soltanto, non solo quale si concepisce, ma quale si vuole, e precisamente quale si concepisce dopo l’esistenza e quale si vuole dopo questo slancio verso l’esistere: l’uomo non è altro che ciò che si fa». J.-P. Sartre, L’esistenzialismo è un umanismo


VENERDÌ 15 GIUGNO | Giovanni Ghiselli
La dignità degli eroi

Frontignano BARBARIGA (BS) – via V. Veneto, 10 (in caso di pioggia presso Centro Mariapoli Luce, via XI Febbraio, 2 )

«Orsù, degnatevi stender la mano a quest’uom miserando: né timor vi trattenga. I mali miei nessun, fuor ch’io, può sopportar; nessuno». Sofocle, Edipo Re


DOMENICA 17 GIUGNO | Maria Rita Parsi
Dignitoso come un bambino 

CORTE FRANCA frazione Nigoline (BS) – Palazzo Torri, via S. Eufemia, 5 (in caso di pioggia presso Auditorium 1861 Unità d’Italia, Piazzale Cattaneo)

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza». Articolo 1, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


MERCOLEDÌ 20 GIUGNO | Paolo Becchi 
Il duplice volto della dignità umana 

ORZIVECCHI (BS) – Palazzo Martinengo via Martinengo, 15 (in caso di pioggia presso Chiesa SS. Pietro e Paolo

«La dignità della natura umana, il suo primato sugli altri esseri viventi, esigeva che le azioni umane fossero intraprese secondo una norma certa, senza la quale non sarebbero stati possibili ordine, civiltà e bellezza». S. Pufendorf, De iure naturae et gentium


VENERDÌ 22 GIUGNO | Luigi Zoja
Scomparsa del prossimo 

ORZINUOVI (BS)- Piazza Vittorio Emanuele II (in caso di pioggia presso Chiesa di S. Maria Assunta, Piazza Vittorio Emanuele II)

«La dignité de l’homme réside dans sa liberté qu’il s’agit de maintenir contre la pression de puissances qui l’aliènent». E. Levinas, Parole et Silence


MERCOLEDÌ 27 GIUGNO | Massimo Donà 
Dignità e identità: quale dignità per quale soggetto? 

CASTREZZATO (BS) – Piazzetta Pavoni (in caso di pioggia presso Teatro dell’Oratorio Pio XI, via A. Gatti, 28)

«L’uomo è manifestamente nato a pensare; qui sta tutta la sua dignità e tutto il suo pregio». B. Pascal, Pensieri


SABATO 30 GIUGNO | Eberhard Schockenoff 
Comprendere la dignità umana 

CHIARI (BS) – Fondazione Morcelli Repossi via Bernardino Varisco, 9

«L’IMMAGINE CHE SOLA FA DELL’HOMO DEL MONDO EUROPEO UN UOMO È SOSTANZIALMENTE DETERMINATA DALL’IDEA CHE IL CRISTIANO HA DI SÉ, QUALE IMMAGINE DI DIO». K. Löwith, Da Hegel a Nietzsche. La frattura rivoluzionaria nel pensiero del secolo XIX


MARTEDÌ 3 LUGLIO | Marco Vannini 
Nobiltà 

OSTIANO (CR) – Ex cimitero napoleonico, via Pieve (in caso di pioggia presso Teatro Gonzaga, sito in via Castello)

«L’uomo interiore è colui a proposito del quale Nostro Signore dice : “un uomo nobile partì per un paese lontano per ottenere un regno”. Eccolo l’albero buono, quello di cui Nostro Signore dice che dà sempre buoni frutti e mai cattivi; egli, infatti, vuole la bontà, è portato alla bontà, alla bontà sospesa in se stessa, non toccata né da questo né da quello. L’uomo esteriore è l’albero cattivo che non può mai dare buoni frutti». M. Eckhart, Dell’uomo nobile


GIOVEDÌ 5 LUGLIO | Remo Bodei 
Il prezzo della dignità 

BRESCIA – Auditorium San Barnaba, c.so Magenta, 44/A

«L’IMPERATIVO GIURIDICO È PERCIÒ: SII UNA PERSONA E RISPETTA GLI ALTRI COME PERSONE». G.W.F. Hegel, Lineamenti di una filosofia del diritto


SABATO 7 LUGLIO | Bernhard Casper 
Dignità e responsabilità. Una riflessione fenomenologica 

TRAVAGLIATO (BS) – Teatro Micheletti via Vittorio Emanuele II

«L’umanità in se stessa è una dignità; infatti l’uomo non può essere trattato da nessuno (cioè da un altro e neppure da lui stesso) meramente come mezzo, ma deve sempre essere trattato nello stesso tempo come un fine, e proprio in ciò consiste la sua dignità». I. Kant, La metafisica dei costumi


DOMENICA 8 LUGLIO ORE 18.00

Cerimonia di proclamazione del vincitore 
della I edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi Lungo L’Oglio. Un libro per il presente Lettura di passi scelti dell’opera premiata a cura dell’attore Sergio Isonni 

Hotel Iseolago, Sala Franciacorta, via Colombera 2/C – Iseo (Bs)


SABATO 14 LUGLIO | Michela Marzano
Dignità e vulnerabilità 

CORZANO (BS) – Corte Margherita via Curzio (in caso di pioggia presso Sala Polifunzionale della Scuola dell’infanzia, via Garibaldi, 61)


Modererà l’incontro Nunzia Vallini, Direttore di Teletutto

«SE IL PIL DI UN DETERMINATO PAESE CRESCE, MA NON DIMINUISCE IL NUMERO DI PERSONE DEPRIVATE DEI DIRITTI ALL’ISTRUZIONE, ALLA SALUTE E AD ALTRE OPPORTUNITÀ DI REALIZZAZIONE INDIVIDUALE, POSSIAMO DIRE CHE QUEL PAESE PROGREDISCE?» M. Nussbaum, Creare capacità


MARTEDÌ 17 LUGLIO | Salvatore Natoli 
Dignità e rispetto: l’obbligo di renderlo, il dovere di meritarlo 

VILLACHIARA (BS) – Azienda Le Vittorie, 11


Modererà l’incontro Tonino Zana, inviato speciale del «Giornale di Brescia»

«TU, NON COSTRETTO DA ALCUNA LIMITAZIONE, FORGERAI LA TUA NATURA SECONDO IL TUO ARBITRIO, ALLA CUI POTESTÀ TI CONSEGNAI» P. Della Mirandola, De dignitate hominis


VENERDÌ 20 LUGLIO | Stefano Semplici
È possibile una bioetica condivisa? 

POMPIANO (BS) – Arena Peschiera, antistante Piazza S.Andrea (in caso di pioggia presso Auditorium Comunale, via Ortaglia, 5)

«(La) dignità umana è impossibile senza la fine del bisogno umano, come la felicità conforme all’uomo è impossibile senza la fine della sudditanza vecchia e nuova». E. Bloch, Diritto naturale e dignità umana


LUNEDÌ 23 LUGLIO | Piero Coda
Dignità umana e libertà religiosa. La lezione del Concilio Vaticano II 

SONCINO (CR) – Chiesa S. Maria delle Grazie via F. Galantino

«Il concetto dignità si riferisce a qualcosa di sacrale: è in sostanza un concetto metafisico-religioso» R. Spaemann, Natura e ragione. Saggi di antropologia

vai al sito: Filosofi lungo l’ Oglio.

Destino Filosofi lungo l’Oglio, Vito Mancuso – Maria Rita Parsi – Salvatore Natoli – Sergio Givone – Aldo Magris, a cura di Francesca Nodari

Vito Mancuso – Maria Rita Parsi – Salvatore Natoli – Sergio Givone – Aldo Magris
Curatore: Francesca Nodari (a cura di)
Destino
Filosofi lungo l’Oglio
Introduzione di Francesca Nodari

Che cos’è destino? Come si declina questa voce nelle nostre esistenze? È un viaggio da dove verso dove? Quali inquietudini muove, quanto ha a che fare – e fino a che punto – con l’al di qua che abitiamo e un oltre in cui, chi crede, spera? Come interpretarlo alla luce di una società sempre più globalizzata, crocevia di culture, usi, costumi, religioni diverse? A partire da questi interrogativi, si snodano le lezioni magistrali svoltesi nell’ambito della IV edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio raccolte in questo volume.

vai alla scheda dell’editore:Destino – Libreria on-line.

chi è fecondo nell’anima e non solo nel corpo cerca di generare cose dell’anima, dal SIMPOSIO di Platone

Dal SIMPOSIO di Platone
Ogni essere mortale cerca di sopravvivere a se stesso attraverso la generazione:
questo è amore che cerca di non morire
di essere immortale.
C’è chi insegue l’immortalità
attraverso la procreazione dei fìgli
ma chi è fecondo nell’anima e non solo nel corpo cerca di generare cose dell’anima:
per questo desidera esseri belli nell’anima
e non solo nel corpo
e con loro genera crea
pensiero arte scienza poesia
e l’arte più grande l’arte del vivere comune
dell’umanità: la politica.
Questi sono i figli più belli e immortali!
Guardate i figli che ci hanno lasciato i poeti,
le creature di Omero di Esiodo!
e poetare non è solo fare poesia:
poetare è produrre creare
mettere al mondo creazioni di bellezza immortale. Gli esseri umani fanno tutto questo per non morire, cercano fama e gloria,
fanno pazzie per restare nell’eternità del tempo,
sono disposti anche a morire, gli uomini,
per non morire.
Tutto questo amici è Eros,
energia creatrice nel corpo e nell’anima.
E nessuno può essere erotico in qualcosa
se non è erotico tutto il suo essere.

Pierluigi Savini e la vera vita d’artista Intervista di Alessandra Cicalini | in Muoversi Insieme di Stannah

Pierluigi Savini e la vera vita d’artista

Intervista di Alessandra Cicalini pubblicata in Muoversi Insieme di Stannah

vai a: Pierluigi Savini e la vera vita d’artista | Muoversi Insieme.

Franco Ricordi parla del suo libro SHAKESPEARE FILOSOFO DELL’ESSERE. L’influenza del poeta drammanturgo sul mondo moderno e contemporaneo, prefazione di Emanuele Severino, Mimesis, 2011

 

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Gaston Bachelard in “Dizionario di filosofia” – Treccani

vai a: gaston bachelard in “Dizionario di filosofia” – Treccani.

IL DESTINO DELL’ESSERE, dialogo con (e intorno al pensiero di) EMANUELE SEVERINO, Venezia, Università Ca’ Foscari, Ca’ Dolfin, aula magna Silvio Trentin, 29 e 30 maggio 2012. AUDIO delle RELAZIONI

per una registrazione più chiara degli interventi, consiglio questa pagina:

http://www.inferweb.net/Il%20destino%20dell’essere.htm

Le relazioni:

introduzione di Luigi Perissonotto:

introduzione di Luigi Ruggiu: 

Prima sessione, introduzione di Mario Ruggenini: DM450365

Relazione di MAURO VISENTIN, IMMUTABILE/MUTEVOLE: L’ESSERE NELL’APPARIRE DELL’ENTE DM450366

Relazione di LEONARDO MESSINESE, SEVERINO E LA METAFISICA  DM450367

Seconda sessione, introduzione di Lucio Cortella DM450368


Relazione di PAOLO PAGANI, NOTE SULLA MODALITA’ DELL’ESSERE DM450369

Relazione di GIORGIO BRIANESE, “SENTIAMO E SPERIMENTIAMO DI ESSERE ETERNI”: SEVERINO INTERPRETE DI SPINOZA   DM450370

Relazione di DAVIDE SPANIO, ANTICIPARE IL NIENTE, INTORNO ALLA LETTURA SEVERINIANA DI GENTILE  DM450371

intervento di Giulio Goggi DM450372

Terza sessione, introduzione di Carmelo Vigna DM450373

Relazione di ENRICO BERTI, SEVERINO E ARISTOTELE DM450374

Relazione di PIETRO BARCELLONA, GLI ABITATORI DEL TEMPO. LA TECNICA E LA STORIA NEL PENSIERO DI SEVERINO DM450375

Quarta sessione, introduzione di Luigi Vero Tarca DM450377

Relazione di NATALINO IRTI, DIRITTO POSITIVO E NORMATIVITA’ DELLA TECNICA DM450378

Relazione di VINCENZO VITIELLO, TAUTA AEI. LA LOGICA DELL’INERENZA DI EMANUELE SEVERINO  DM450379

Quarta sessione: DIALOGO CON EMANUELE SEVERINO, introduzione di Luigi Perissinotto DM450380

Copertina del Quaderno di Appunti:

al Convegno:

Severino conversa: 

, alla sera

 

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Breve resoconto del convegno tenutosi a Venezia, il 29 e 30 maggio, presso la sede di ca’ Dolfin dell’Università ca’ Foscari, dedicato al pensiero di Emanuele Severino dal titolo Il destino dell’essere (da Filosofia.it): http://www.filosofia.it/newsrokhome/cosa-significa-dialogare-con-il-discorso-di-emanuele-severino

Ora ci sono anche le relazioni pubblicate:

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In treno verso Venezia per: il Convegno di studi IL DESTINO DELL’ESSERE Dialogo con (e intorno al pensiero di) Emanuele Severino

In treno verso Venezia per:

Convegno di studi IL DESTINO DELL’ESSERE Dialogo con (e intorno al pensiero di) Emanuele Severino 29-30 maggio 2012 Aula Magna Silvio Trentin – Ca’ Dolfin Dorsoduro 3825/e – Venezia

Armando Torno sul convegno di Venezia su Emanuele Severino, 29 e 30 maggio 2012

Tutto su Severino, dall’Essere al capitalismo
di Armando Torno  Corriere 28.5.12

 

Oggi all’Università di Venezia si tiene un incontro preparatorio, con molti giovani ricercatori, per il convegno di studi «Il destino dell’essere. Dialogo con (e intorno al pensiero di) Emanuele Severino», che si svolgerà domani e dopodomani a Ca’ Dolfin. È stato organizzato dal dipartimento di Filosofia, dove si è formato e insegna un gruppo di docenti di alto profilo che sono stati, appunto, studenti di Severino.
Non capita, se non raramente, che si organizzi un convegno su un filosofo vivente, ma per Severino si è fatta un’eccezione. Del resto i suoi allievi, oltre che da Venezia, giungono da ogni parte d’Italia (da Milano, Bari, Padova e Verona) e da atenei europei e americani. Non manca nemmeno un professore che ha insegnato a Pechino. Le due giornate si chiuderanno con una tavola rotonda (il 30 maggio alle 15) alla quale, oltre una dozzina di ex allievi della prima generazione, parteciperà lo stesso protagonista.
Non si tratterà comunque di un incontro «in famiglia». Ci saranno anche economisti, esperti di diritto, psicologi, eccetera, estranei alla «covata di Severino». Il quale si sente, al tempo stesso, «stuzzicato» a proseguire le sue indagini sulla società. Ed esse si dimostrano particolarmente attuali, avendo egli trattato i rapporti tra capitalismo, politica e tecnica. Tale incontro offre inoltre la possibilità di far luce sulla filosofia italiana, nella quale il dipartimento di Venezia (fondato dal medesimo Severino nel 1970, allorché lasciò la Cattolica di Milano) ha una posizione di spicco. Di più: in questo momento — usiamo le sue parole — «la filosofia italiana non ha nulla da invidiare alle ricerche che si fanno all’estero e i nostri pensatori, pur con lo svantaggio della lingua, offrono una serie di contributi degni della massima attenzione».
Emanuele Severino, che è un giovanotto di 83 anni, sta ultimando tre libri. Stando alle indiscrezioni, che sempre vagolano nel mondo dell’editoria, sappiamo che uno uscirà da Adelphi alla fine dell’anno (entrerà a far parte della collana a lui dedicata da questo editore); il secondo vedrà la luce in autunno da Rizzoli e tratterà di capitalismo e tecnica; il terzo sarà una intervista edita da La Scuola di Brescia, dedicata al rapporto tra educazione e pensiero.
A Venezia — ed è l’unico nome che qui ricordiamo — non potrà esserci purtroppo Italo Valent, scomparso da qualche anno, allievo tra i cari a Severino, che fra l’altro fu direttore del dipartimento che si appresta a dar vita all’incontro di Ca’ Dolfin. Tutte le sue opere sono in corso di pubblicazione da Moretti & Vitali. Severino lo ricorda con tre densi aggettivi: «Dolce, profondo, originale».

IL CORPO E LA PAROLA, il teatro di Carlo Rivolta, a cura di Nuvola de Capua, Centro ricerca Alfredo Galmozzi, Crema

‘Il corpo e la parola’, documentario che cerca di ricostruire la storia delle rappresentazioni teatrali più importanti del teatro di Carlo Rivolta.

Si tratta delle riprese migliori di alcuni spettacoli, quasi tutte fatte, per così dire, all’insaputa di Carlo che sosteneva che il Teatro va partecipato attivamente nel confronto vivo col pubblico. Sono raccolte parti di: Apologia di Socrate,Fedone,Simposio per i dialoghi platonici; Giobbe,Giona Fino a quando? Per i testi biblici; Guerra è pace? Dal dialogo ideale tra Gandhi e Einstein; una scena dal diario di prigionia di Beppe Ermentini Giorno dopo giorno; una lettura da Primo Levi ‘Se questo è un uomo’; pensieri da ‘Memorie di Adriano’ di M.Yourcenar.

La scelta dei passi è stata fatta da Nuvola de Capua, compagna di vita e di lavoro di Carlo, il motaggio è stato curato da Simone Bianchi. Questo lavoro suggestivo è presentato al Teatro San Domenico di Crema la sera del 24 Aprile p.v. nell’ambito delle celebrazioni del XXV Aprile.

sito: http://www.centrogalmozzi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=100:25-aprile-2012&catid=2:uncategorised&Itemid=278

anche i: Carlo Rivolta « Tracce e Sentieri..

Ricordo di CARLO RIVOLTA, a cura del Centro Ricerca Alfredo Galmozzi

anche in: Ricordo di CARLO RIVOLTA, a cura del Centro Ricerca Alfredo Galmozzi « Tracce e Sentieri..

Emanuele Severino, Verità e relativismo, la sfida impossibile, in Corriere della Sera 25 maggio 2012

Vai a: materialismo storico: Emanuele Severino su ermeneutica e Nuovo Realismo.

INTERAZIONE

in Vincenzo Matera ANTROPOLOGIA IN SETTE PAROLE CHIAVE, Sellerio, 2006

pagg. 44-66