Emanuele Severino, intervista di Silvia Truzzi: “Ecco perché l’Italia va in malora”, Il Fatto Quotidiano 15 dicembre 2013

È questo il motivo per cui non abbiamo un senso dello Stato consolidato come in altri Paesi?
Sì, la “novità” del nostro Stato è tra i principali. Ma un secondo motivo – ce ne sono molti: parlo di quelli che qui mi vengono in mente – è che durante la Guerra fredda l’Italia ha avuto il più forte partito comunista dell’Occidente: il Pci è arrivato quasi al potere e in un modo democratico. Si verificarono due processi, diciamo concorrenti: il Pci andava progressivamente social-democratizzandosi e il consenso aumentava. Il problema era fare in modo che il primo processo fosse più veloce del secondo. Altrimenti sarebbero stati guai, nel senso di una reazione violenta del mondo occidentale che non avrebbe consentito all’Italia di entrare nella sfera di influenza sovietica. La marcia del comunismo verso la socialdemocrazia è uno degli esempi rilevanti di quello che chiamo “il tramonto degli immutabili” (cioè degli “dèi”). Il Pci era radicato nel marxismo, cioè, innanzitutto, in una filosofia. La cui crisi è iniziata quando la sinistra europea – si pensi ad esempio a Rudolf Hilferding – ha incominciato a spingere il comunismo da una gestione filosofica a una scientifica del movimento rivoluzionario, trasformandolo, appunto, in socialdemocrazia.

Però lei ha scritto un libro intitolato Capitalismo senza futuro.

Anche il capitalismo, infatti, ha alle spalle una visione filosofica prevalentemente assolutistica, del mondo (individuo e proprietà come valori assoluti). Gli si fa torto quando lo si tratta come un semplice mezzo per aumentare il profitto.  In Italia è più debole; ma la presenza dell’assolutismo cattolico e, fino a ieri, di quello comunista fa si che l’abbandono della tradizione abbia da noi un maggiore effetto traumatico rispetto ad altri Paesi. Ma poi – ritornando al tema della mancanza di senso dello Stato – essa porta con sé individualismo esasperato e corruzione. E, in proposito, sembra che la Guerra fredda sia stata già dimenticata.  È finita da pochissimo. In Occidente il comunismo è finito, ma è come se avessimo davanti un gigante morto. È in putrefazione, ma dà luogo a forme biologiche diverse e ingombranti. La contrapposizione tra il blocco sovietico e quello occidentale è stata una situazione di mors tua, vita mea. Ognuno ha adottato qualsiasi mezzo per contrastare l’avversario…

tutta l’intervista qui

Severino: “Ecco perché l’Italia va in malora”.

MARCO PELLEGRINO, La Materie Prime della coscienza, 2015

martedì 10 febbraio 2015

Pubblicazione de “Le Materie Prime della coscienza”

Per acquistare direttamente dal sito della casa editrice (in attesa che il libro venga inserito anche negli altri store online): http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/saggistica/le-materie-prime-della-coscienza.html

Titolo: Le Materie Prime della coscienza
Sottotitolo: con un Manuale di storia della Filosofia, agli occhi della verità autentica
Pagine: 756
Data di pubblicazione: febbraio 2015
Prezzo di copertina: 38 euro

“Indice”: http://marcopellegrino.blogspot.it/2014/12/indice-de-le-materie-prime-della.html

“Prefazione” (di Alberto Maso): http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/le-materie-prime-della-coscienza.html

“Quarta di Copertina” (di Andrea Berardinelli): http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/quarta-di-copertina-de-le-materie-prime.html

Un estratto della “Introduzione” de Le Materie Prime della coscienza: http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/su-le-materie-prime-della-coscienza-un.html

Gorgia (estratto de Le Materie Prime della coscienza):  http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/gorgia-estratto-de-le-materie-prime.html

Un altro estratto de Le Materie Prime della coscienza: http://marcopellegrino.blogspot.it/2013/07/rapporto-tra-lautentica-filosofia-e-le.html

Come accostarsi ai miei scritti e a quelli di Severino: http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/02/come-accostarsi-ai-miei-scritti-e.html?spref=fb

Sulla morte, ulteriori delucidazioni, dopo Le Materie Prime della coscienza: http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/02/sulla-morte-ulteriori-delucidazioni.html

da Filosofare: la struttura concreta dell’infinito: Pubblicazione de “Le Materie Prime della coscienza”.

Gaston Bachelard, La Intuicion del Instante

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Gaston Bachelard, The Dialectic of Duration

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EMANUELE SEVERINO, Ripensare l’Europa, da Scenari / Mimesis edizioni

….

L’Europa è altresì destinata ad abbandonare le proprie radici cristiane, in quanto destinata ad abbandonare la “tradizione”. Per capire questo punto è necessario chiarire in cosa consista la tradizione e in che senso il Cristianesimo le appartenga essenzialmente. Per spiegarlo, bisogna ripartire dal concetto di niente evocato dai Greci. Evocando il niente, cioè la variazione del mondo come un uscire e un ritornare nel niente, i Greci evocano l’angoscia estrema. Sarebbe un errore attribuire all’esistenzialismo, a Kierkegaard o Heidegger, il concetto di angoscia per il nulla: sono i Greci ad evocare per primi il “mostro”, la nullità delle cose, per poi, come l’apprendista stregone, restare terrorizzati di fronte a ciò che essi stessi hanno evocato: la variazione del mondo come intrisa di nulla è uno spettacolo che scatena l’angoscia. La parola aristotelica thauma non va tradotta come «meraviglia» e «stupore», ma come «angoscia», «meraviglia angosciata», «terrore». Un terrore che deriva dalla nuova consapevolezza che la variazione delle cose è il loro morire e che l’istante appena trascorso è ormai nulla. L’uomo comincia a pensare la morte come annientamento, come un andare nel nulla, non più come a un viaggio da cui si può ritornare. Si tratta di una concezione essenzialmente diversa da quella precedente.

La tradizione che inizia con i Greci e arriva fino a Hegel, di fronte al pericolo estremo costituito dall’annientamento della vita, evoca un rimedio che nella sua configurazione più visibile e più nota viene chiamato «Dio», il «Sacro», l’«Eterno», l’«Immutabile», che protegge e contiene il divenire delle cose. Ma «dio» per i Greci, che non erano teologi, altro non era che il luogo in cui tutti i tratti di loro interesse venivano conservati: in fondo che cos’è «dio» se non il custode di tutto ciò che all’uomo interessa, colui che impedisce che un annientamento totale e irreversibile lo strappi a tutto ciò che ama e desidera? Questo è il quadro della tradizione: un senso eterno, divino del mondo che agisce da «rimedio», termine quest’ultimo usato da Eraclito ed Eschilo («saldi rimedi») di contro al pericolo estremo della morte. Questo processo, pur attraverso fasi varianti, ha questo tratto permanente, ossia la ricerca di un rimedio immutabile, di un senso immutabile del mondo, che in qualche modo anticipi il futuro eliminando l’angoscia legata all’imprevedibilità del futuro. Il terrore del niente che ci attende viene così lenito dall’esistenza di quel luogo divino che, contenendo tutto ciò che all’uomo interessa, anticipa il futuro.

A mostrare la fallibilità di questo “rimedio” all’angoscia legata alla scoperta del nulla, e di conseguenza a mostrare la necessità per l’Europa di abbandonare la tradizione e quindi il Cristianesimo, ci pensa il sottosuolo essenziale della filosofia contemporanea. Questo sottosuolo, creatosi negli ultimi duecento anni, ha pochi protagonisti ma molto significativi. Il primo, più noto, è Nietzsche; un altro, poco conosciuto fuori dall’Italia, è Giovanni Gentile. 

…. segue ….

tutto l’articolo qui

Scenari / Ripensare l’Europa.

rispondo ad A. L. sul MIO PERCORSO di ascolto, lettura e studio della FILOSOFIA DI EMANUELE SEVERINO

Gentilissimo Paolo, ti ringrazio per la risposta rapida e ricca di riferimenti!

Son felice di condividere questa passione con te!

Ma tu che opere hai letto di Severino?

hai letto anche i libri difficili targati adelphi???

vorrei insomma che mi consigliassi proprio un percorso di studio.

La strada è stato molto utile per te? in che senso?

E gli audio-libri della mimesis sono utili?

E infine che opinione hai sui libri di Goggi e sui libri della Cusano? li hai letti?…

ci sono buone probabilità che un profano come me possa capire anche quei libri fondamentali tipo Destino della necessità, Oltrepassare,la Gloria ecc ?


RISPONDO

Caro A L, posso solo raccontarti il MIO PERCORSO di ascolto, lettura e studio della FILOSOFIA DI EMANUELE SEVERINO

1. ho cominciato con questa lezione tenuta a Pistoia:

Ascolto spesso questo audio perchè è un modo per me accessibile per comprendere tutta l’analisi di Severino in una prospettiva storica. Questo approccio mi è più congeniale, perchè non sono uno studioso di filosofia, ma un esperto di politiche sociali

2. aggiungo spesso questo audio di Salvatore Natoli perchè è presentato come una “mappa” per comprendere le reti dei temi trattati. Come se fosse un elenco dei punti chiave

3. Ascolto e leggo spesso la metafora del “legno e la cenere”, perchè mi sembra espressiva della sua ricerca:

4. una sera alcuni amici mi hanno chiesto di parlare del mio interesse per Severino e così ho composto questa dispensa

 

E ORA RISPONDO ALLE TUE SPECIFICHE DOMANDE

5. hai letto anche i libri difficili targati adelphi???

No.

Li ho tutti ma ho letto solo IL GIOGO, che mi sono anche fatto firmare ad una sua conferenza

Mi interessa per il tema “dolore” perchè del tutto legato ai temi di cui mi occupo nel blog http://mappeser.com/

Spero di riuscire a leggerli (in sequenza cronologica) man mano che mi sarò più allenato nel linguaggio filosofico

6. La strada è stato molto utile per te? in che senso?

Tutti i libri della Rizzoli BUR sono più “facili”. E intervengono anche sulla attualità storica del nostro tempo.

LA STRADA è fra questi. Dentro trovo alcuni capitoli che intercettano argomenti di mio interesse culturale: la violenza, il dolore, la medicina, il concetto di “follia” come lo intende lui, la techne, il rapporto fra occidente e oriente …

Insomma: è lettura accessibile e di grande attrazione per me

7. E gli audio-libri della mimesis sono utili?

SI’

In generale trovo più comprensibile Severino quando parla, poichè sceglie un approccio più semplice e adatto ad ascoltatori di diversa preparazione, rispetto a quando scrive.

Nella scrittura talvolta Emanuele Severino diventa per me “insormontabile” e solo gli specialisti lo capiscono.

Forse ci arriverei anch’io, ma ci vuole tempo e una dedizione che non posso prestare assiduamente. E probabilmente non saranno mai alla mia portata

Come Video trovo di grande interesse “didattico” le lezioni che ha tenuto per l’associazione Asia

Anche qui il vantaggio conoscitivo consiste nel fatto che Severino è “didattico” e si rivolge ad un pubblico eterogeneo e non di specialisti

Di fatto è un corso universitario, talvolta arduo, ma comprensibile nei tratti essenziali

8. E infine che opinione hai sui libri di Goggi e sui libri della Cusano? li hai letti?…

Ho questi libri, come pure il Marco Pellegrino della STRUTTURA CONCRETA DELL’INFINITO, ma li leggo solo a pezzettini.

Non ho gli strumenti per leggerli a capirli come si dovrebbe.

E allora, per ora, preferisco la lettura diretta dei testi di Severino più accessibili (come quelli della Rizzoli Bur)

9. ci sono buone probabilità che un profano come me possa capire anche quei libri fondamentali tipo Destino della necessità, Oltrepassare,la Gloria ecc ?

Qui posso parlare solo per me: io per ora non ce la faccio. E adotto la scelta di studiare solo i testi di cui comprendo le mappe concettuali essenziali.

La critica filosofica devo lasciarla a chi la sa percorrere

Io non sono fra questi.

10. Infine ti rimando a questo link delle mie tracce raccolte su Emanuele Severino

E’ un lungo “papiro” dove ho appuntato tutti i video, audio, testi che mi hanno “preso” intellettualmente e su cui ogni tanto ritorno


Aggiungo al post un importante commento di NINFO EMANUELE che offre vari spunti informativi e formativi per lo studio del pensiero di Emanuele Severino

Sono (felicemente) iscritto al blog e vorrei portare il mio contributo di risposta al desiderio di questa persona di introdursi al pensiero di Emanuele Severino.
Innanzi tutto concordo con Paolo sul video “identità dell’occidente” è probabilmente il più completo dal punto di vista “panoramico”, ottimo per iniziare a metabolizzare i concetti. E in generale concordo con tutti gli spunti indicati e anche quelli che non conosco saranno certamente utili (quanto alle audio-lezioni della mimesis, ho giusto appena finito di ascoltare l’ultima lezione del corso “la guerra e il mortale” e sono rimasto piacevolmente soddisfatto, sentire il maestro fare lezione è sempre un’esperienza).

Quanto alla mia opinione, dal punto di vista dei libri, incomincerei a leggere la trascrizione di un corso di lezioni universitarie tenute presso la Ca’ Foscari di Venezia, suddiviso in due libri “L’identità della follia” e “L’identità del destino”, editi da Rizzoli. È stata la mia prima lettura diretta di Severino e l’ho trovata eccezionale, unisce (come spesso accade in Severino) chiarezza espositiva e complessità dei contenuti.
Una volta spulciati i video ( per esempio potresti anche dare un’occhiata al mio canale youtube: “In labore fructus”) e letto questi due della Rizzoli, dovresti essere pronto per Essenza del nichilismo, libro fondamentale e, più accessibile rispetto ad altre opere sistematiche.

Io ti parlo da studente di filosofia, che da un paio d’anni conosce Severino e da un po’ lo sta approfondendo (anche se, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per l’ estrema complessità, non mi sono affacciato ancora ai libri strettamente teoretici, ma uno che avesse letto i libri sopra menzionati e ascoltato delle video-lezioni avrebbe già acquisito un repertorio concettuale davvero notevole e soddisfacente per chi si interessa di filosofia). Severino, dal punto di vista della storia della filosofia è un gigante, ovvero sta insieme ai grandi, Platone, Aristotele, Spinoza, Kant, Hegel, Heidegger ec. ec. , perché come tutti i grandi e affascinanti, opera un rovesciamento radicale della visione del mondo, mette in questione aspetti fondamentali della realtà; per chi si occupa di filosofia e soprattutto per uno studente come me, non studiare le considerazioni di Severino sarebbe come non studiare Platone, Kant ec. i grandi insomma, questa è una lezione che l’università dovrebbe imparare.
Spero di esser stato d’aiuto.

Un cordiale saluto

Ninfo Emanuele

Intervista al prof. Emanuele Severino e alla prof.ssa Ines Testoni, Dal programma “Musica Maestro” di Armando Torno su Radio 24 andato in onda domenica 14 settembre

Intervista al prof. Emanuele Severino e alla prof.ssa Ines Testoni

DSC01826Dal programma Musica Maestro” di Armando Torno su Radio 24 andato in onda domenica 14 settembre alle 21.00

segui l’intervista al prof. Emanuele Severino e alla prof.ssa Ines Testoni,

su temi inerenti il congresso “Seeing beyond in facing death”

VAI A

Intervista al prof. Emanuele Severino e alla prof.ssa Ines Testoni.

Silvia Montefoschi, L’ Uno e l’Altro. Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico, Feltrinelli, 1977, p. 32-44

Bosoni, orologi e pipistrelli, Lezioni sui nuovi paradigmi della conoscenza tra fisica e biologia, a cura di Asia, Bologna | 15 febbraio – 15 marzo – 19 aprile 2015

Nel primo incontro affronteremo il problema della materia. Attraverso una ricostruzione storica da Newton ad Einstein, dalle origini della fisica moderna fino alle concezioni attuali, vedremo come è cambiata l’idea di massa, di energia e analizzeremo, in particolare, la celebre formula E=mc2 e le sue interpretazioni.
A partire da questi sviluppi si discuterà come i concetti di materialismo e naturalismo possano essere intesi alla luce di un’epistemologia contemporanea.

Nel secondo incontro analizzeremo, dal punto di vista della filosofia della scienza, alcuni concetti fondamentali della fisica, quali il tempo, lo spazio, la temperatura. Ci chiederemo se le definizioni di tali concetti proposte dalla fisica siano descrizioni davvero attendibili di enti esistenti in modo autonomo. L’essere umano, tramite la ricerca scientifica, scopre l’ambiente in cui vive o in qualche modo lo crea? Da dove proviene quel senso di certezza che spesso è associato alle spiegazioni scientifiche?

Nel terzo incontro indagheremo la natura del fenomeno vita. Una divisione tra viventi e non viventi appare sempre più difficile da concepire per la scoperta di entità biologiche indefinite, di schemi di autorganizzazioni e relazioni fittamente interdipendenti, di ecologie prebiotiche. Cercheremo di capire quali caratteristiche abbia la vita secondo i biologi, quali siano le sue origini e se possa avere qualche finalità. Ci chiederemo, inoltre, se l’osservazione “da nessun luogo” di oggetti biologici possa essere integrata dai più recenti paradigmi della conoscenza

vai alla intera scheda di presentazione

Bosoni, orologi e pipistrelli.

begli INCONTRI INTERSOGGETTIVI su facebook: Volevo chiedere un consiglio: io sono un medico, so poco di filosofia. Ma adoro Severino; vorrei studiarlo: da dove cominciare?da quali opere?

Gentile dott Ferrario.
So che è un estimatore, come me, del prof Severino.
Volevo chiedere un consiglio: io sono un medico, so poco di filosofia.Ma adoro Severino; vorrei studiarlo: da dove cominciare?da quali opere?
e poi…so che molti libri sono stati pubblicati sul pensiero di E.S., ce ne è uno fra questi che può essere considerato introduttivo e propedeutico o esemplificativo?cioè qualcosa che aiuti a capire Severino e non un libro di “critica” intorno al suo pensiero?
grazie, con viva cordialità …
RISPONDO:
gentile andrea, sono davvero FELICE che un medico si interessi a emanuele severino. sono certo che le servirà per tutta la sua vita professionale fare i suoi personali pensieri sulla filosofia di severino. volevo anche dirle che pure io non sono uno specialista di filosofia. ho fatto altri studi ed altro lavoro nella mia vita. dunque siamo del tutto uguali. allora le consiglio di cominciare con la sua autobiografia IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI. cui accompagnare questa splendidas intervista https://antemp.com/2015/01/26/emanuele-severino-la-follia-dellangelo-a-cura-di-ines-testoni-mimesis-editore-2006/ infine le consiglio SOPRATTUTTO I VIDEO E GLI AUDIO di emanuele severino. in queste situazioni lui è molto più chiaro e colloquiale. qui troverà l’elenco di tutti quelli che ho raccolto in questi anni: https://antemp.com/category/autori/severino-emanuele/video-e-audio-di-emanuele-severino/. spero di averla aiutata nel suo spendido progetto di vita personale e professionale. saluti cordialissimi e a rileggerci
rileggo e vedo che lei mi chiede un LIBRO introduttivo. uno è quello della ines testoni. un altro che io trovo straordinariamente utile è LA STRADA http://www.bur.eu/libri/la-strada/. INFINE (MA PROPRIO INFINE) questa è stata per me la vera chiave introduttiva alla sua filosofia: https://antemp.com/2014/07/29/emanuele-severino-su-la-legna-e-la-cenere-1972-1983-1989-1995-1999-scheda-di-studio-a-cura-di-paolo-ferarrio-29-luglio-2014/

Gentilissimo Paolo, ti ringrazio per la risposta rapida e ricca di riferimenti! Son felice di condividere questa passione con te!
Ma tu che opere hai letto di Severino?
hai letto anche i libri difficili targati adelphi???
vorrei insomma che mi consigliassi proprio un percorso di studio.
La strada è stato molto utile per te? in che senso?
E gli audio-libri della mimesis sono utili?
E infine che opinione hai sui libri di Goggi e sui libri della Cusano?li hai letti?…
ci sono buone probabilità che un profano come me possa capire anche quei libri fondamentali tipo Destino della necessità,Oltrepassare,la Gloria ecc?

GASTON BACHELARD, La fiamma di una candela, Editori Riuniti, 1981

Bachelard la fiamma di una candela1900Bachelard la fiamma di una candela1901Bachelard la fiamma di una candela1902

sito LE PAROLE E LE COSE: Le parole e le cose: testi di natura diversa, ma uniti dal tentativo di parlare della realtà attraverso la letteratura e le arti

Le parole e le cose ospita opere letterarie, saggi brevi, recensioni, riflessioni sul presente: testi di natura diversa, ma uniti dal tentativo di parlare della realtà attraverso la letteratura e le arti.

da Chi siamo | Le parole e le cose.

EMANUELE SEVERINO, La follia dell’angelo: conversazioni intorno alla filosofia, a cura di Ines Testoni, Mimesis editore, 2006, p. 220

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EMANUELE SEVERINO, Che cosa significa SALVEZZA

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la FONDAZIONE ERANOS, Ascona (Svizzera)

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Contributi saggistici di Emanuele SEVERINO per la RIVISTA DI FILOSOFIA NEO-SCOLASTICA, ricerca bibliografica a cura di Leonardo Manna, 2015

CONTRIBUTI SAGGISTICI DI EMANUELE SEVERINO PER LA RIVISTA DI FILOSOFIA NEO-SCOLASTICA

Ann. 1950: La struttura dell’essere, pag. 385 (Articoli)

Ann. 1953: Recenti studi su Heidegger, pag. 356 (Note e discussioni)

Ann. 1954: In margine a «Benedetto Croce e lo storicismo» di F. Olgiati, pag. 298 (Note e discussioni)

Ann. 1955: L’innatismo rosminiano, pag. 441 (Articoli)

Ann. 1961: Riflessioni sul senso della verità, pag. 215 (Articoli)

Ann. 1961: Per un rinnovamento nella interpretazione della filosofia fichtiana (A. Bausola), pag 428 (Analisi d’opere)

Ann. 1962: EmpiriSmo, prassi ed alcuni moventi dell’antiteoreticismo della filosofia contemporanea, pag. 1 (Articoli)

Ann. 1963: La parola di Anassimandro, pag. 147 (Articoli)

Ann. 1964: Ritornare a Parmenide, pag. 137 (Articoli)

Ann. 1965: Ritornare a Parmenide (Poscritto), pag. 559 (Articoli)

Ann. 1968: Risposta ai critici, pag. 349 (Articoli)

Ann. 1984: Appunti per Gustavo Bontadini, pag. 616 (Note, discussioni e rassegne)

DI GUSTAVO BONTADINI: Ann. 1964: Σώζειν τἁ φαινὀμενα (a Emanuele Severino), pag. 439 (Articoli)

Eranos, I CHING, il libro della versatilità: testi oracolari con concordanze, a cura di Rudolf Ritsema, Shantena Augusto Sabbadini. Progetto grafico di Paolo Giomo, coordinamento editoriale di Maurizio Rosenberg, Red edizioni, Como 1996

La migliore edizione AL MONDO dell’  I CHING, è stata pubblicata a Como nel 1996

I CHING, il libro della versatilità: testi oracolari con concordanze,

nella edizione Eranos, a cura di Rudolf Ritsema, Shantena Augusto Sabbadini.

Progetto grafico di Paolo Giomo, coordinamento editoriale di Maurizio Rosenberg,

Red edizioni, Como 1996

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da perplexity AI:

Eranos e “I Ching: Il libro della versatilità”

Il volume “I Ching: Il libro della versatilità”, curato da Rudolf Ritsema e Shantena Augusto Sabbadini, è un’opera significativa pubblicata dalla Fondazione Eranos nel 1996. Questa edizione presenta i testi oracolari dell’I Ching, accompagnati da concordanze che ne facilitano la comprensione e l’interpretazione.

Contenuti e Struttura

  • Traduzione e Curatela: La traduzione dei testi è opera di Ritsema e Sabbadini, noti per il loro approccio approfondito e rispettoso nei confronti del testo originale cinese.
  • Testi Oracolari: L’opera non si limita a presentare il testo, ma offre anche strumenti per l’interpretazione, rendendola utile sia per studiosi che per praticanti.
  • Progetto Grafico: Il progetto grafico è stato curato da Paolo Giomo, il quale ha contribuito a rendere il volume visivamente accattivante e accessibile.

Importanza dell’I Ching

L’I Ching, o “Libro dei Mutamenti”, è uno dei testi fondamentali della filosofia cinese. È tradizionalmente utilizzato come oracolo, permettendo agli utenti di esplorare le dinamiche del cambiamento e le interazioni umane attraverso le sue esagrammi. La sua lettura richiede un approccio contemplativo, piuttosto che una semplice lettura lineare.

Edizione e Pubblicazione

  • Editore: Red Edizioni
  • Luogo di Pubblicazione: Como
  • Anno di Pubblicazione: 1996
  • ISBN: 978-88-511-5510-0

Questa edizione rappresenta un’importante risorsa per chi desidera approfondire la conoscenza dell’I Ching in un contesto contemporaneo, mantenendo viva la tradizione oracolare e filosofica cinese.

Citations:
[1] https://www.amazon.it/I-Ching-libro-della-versatilit%C3%A0/dp/8851155100
[2] https://www.ibs.it/ching-libro-della-versatilita-ebook-vari/e/9788841892503
[3] https://www.eranosfoundation.org/page.php?page=14&pagename=i+ching
[4] https://www.lafeltrinelli.it/ching-libro-della-versatilita-a-libri-vintage-vari/e/2568812230995
[5] https://www.hoepli.it/libro/i-ching—eranos/9788870315943.html
[6] https://www.abebooks.it/9788851155100/Ching-libro-versatilit%C3%A0-8851155100/plp
[7] http://www.coliseum.it/mostra-libri?autore=%28Eranos+Fondazione%29+a+cura+di&libro=13960&titolo=I+Ching.+Il+libro+della+versatilit%C3%A0
[8] https://www.amazon.it/Famiglia-salute-benessere-Fondazione-Eranos-Libri/s?rh=n%3A508792031%2Cp_27%3AFondazione+Eranos

L’I Ching, o “Libro dei Mutamenti”, ha avuto numerose edizioni nel corso della sua storia, ognuna con caratteristiche uniche che riflettono le interpretazioni e le traduzioni di diversi studiosi. Ecco un’analisi delle principali differenze tra le varie edizioni dell’I Ching disponibili, in particolare in italiano.

1. Traduzione e Interpretazione

  • Richard Wilhelm (1924): Questa è una delle traduzioni più influenti, realizzata dal sinologo tedesco Richard Wilhelm, con una prefazione di Carl Jung. La traduzione di Wilhelm è nota per il suo approccio psicologico e simbolico, rendendo il testo accessibile a un pubblico occidentale[1][4].
  • Eranos (1996): L’edizione curata da Rudolf Ritsema e Shantena Augusto Sabbadini si distingue per la sua fedeltà al testo originale cinese. Questa versione traduce gli ideogrammi uno per uno, mantenendo l’ordine originale, anche se a scapito della sintassi italiana. È accompagnata da un ampio apparato di note che esplora i significati alternativi degli ideogrammi[1][4].
  • Li Yan (1987): Questa edizione illustrata propone un approccio visivo che cerca di facilitare la comprensione degli esagrammi attraverso rappresentazioni grafiche. La traduzione è curata da Nan Xin Zhi e Vanessa Passoni e si concentra sull’intuitività delle immagini[1].

2. Struttura e Contenuti

  • Edizione Adelphi: Basata sulla traduzione di Wilhelm, questa versione è stata riproposta più volte e include commenti che facilitano la comprensione del testo[1][2].
  • Feltrinelli (2017): Questa edizione a cura di Sabbadini e Ritsema mira a trasferire al lettore italiano la ricchezza semantica dei caratteri cinesi utilizzando un’unica parola italiana per ogni carattere, affiancata da una gamma di significati[1].
  • Richard J. Smith (2018): Un’altra recente pubblicazione che offre una nuova lettura del testo, cercando di rendere l’I Ching più accessibile attraverso una traduzione moderna e commenti contemporanei[1].

3. Approccio Filosofico e Culturale

  • Tradizioni Confuciane vs. Taoiste: Le edizioni possono riflettere diverse tradizioni interpretative. Le versioni legate al confucianesimo tendono a enfatizzare l’aspetto morale e sociale del testo, mentre le interpretazioni taoiste possono focalizzarsi su aspetti più spirituali e filosofici[2][3].
  • Utilizzo Pratico: Alcune edizioni si concentrano maggiormente sull’uso pratico dell’I Ching come oracolo, fornendo metodologie dettagliate per la consultazione, mentre altre possono essere più orientate verso l’analisi accademica o filosofica del testo[2][3].

Conclusione

La scelta dell’edizione dell’I Ching dipende molto dall’approccio che il lettore desidera adottare—sia esso pratico, filosofico o accademico. Ogni traduzione porta con sé un diverso bagaglio culturale e interpretativo, rendendo l’I Ching un’opera complessa e ricca di significati, capace di adattarsi alle esigenze di diversi lettori nel tempo.

Citations:
[1] https://www.scaffalecinese.it/i-ching-libro-dei-mutamenti/
[2] https://www.scuolatao.com/approfondimenti/i-ching/
[3] http://www.cristinacampo.it/public/i%20cing%20(libro%20dei%20mutamenti)%20spiegati%20da%20daniele%20ferrero.pdf
[4] http://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2020/08/contro-la-divinazione-fast-food-lo-i.html
[5] https://www.kuoshu.net/i-ching-libro-dei-mutamenti/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Il_libro_dei_mutamenti
[7] https://www.recensito.net/archivio/32-mistero-e-insolito/6641-i-ching-un-sapere-antico-codificato-in-un-libro-di-tremila-anni.html
[8] https://www.indiscreto.org/cose-li-ching/

MARCO PELLEGRINO, Filosofare: la struttura concreta dell’infinito: “Le Materie Prime della coscienza”: Prefazione (di Alberto Maso)

“Le Materie Prime della coscienza”: Prefazione (di Alberto Maso)



 [L’amico Alberto Maso (n. 1991) – attento lettore dei miei scritti e, in particolar modo, di quelli di E. Severino – è uno studente di Filosofia, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia].

È un piacere per me poter introdurre questa nuova opera di Marco Pellegrino, filosofo autodidatta e conoscente, il quale, ormai da alcuni anni, sta contribuendo a dare nuova luce alle molte questioni da sempre aperte della Filosofia attraverso un rigore argomentativo e una profondità filosofica sempre più rare nel panorama attuale. Questo terzo volume, il naturale punto d’arrivo de La struttura concreta dell’infinito e Del tragico Amore, si configura in maniera nuova, a partire dal contenuto in esso presente, lontano dalle mode in cui rimane ingabbiata molta Filosofia non curante del pensiero critico. Pellegrino si «muove» e commuove gli animi (per l’alto livello speculativo), facendo parlare i suoi scritti a partire da una visione totalmente estranea a qualsiasi contenuto o atteggiamento irrazionale. La sua è Filosofia pura e nello stesso tempo concreta: le due qualità, solo apparentemente in contraddizione secondo il precetto del cosiddetto «senso comune», trovano in questi scritti un’intima vicinanza poiché esse si strutturano in un rapporto complementare, di modo che l’identità che lega tali qualità riesca a trasmettere legittima sostanzialità alla natura del Tutto.

SEGUE QUI:

Filosofare: la struttura concreta dell’infinito: “Le Materie Prime della coscienza”: Prefazione (di Alberto Maso).

BENEDETTO CROCE, Perché non possiamo non dirci cristiani, EMANUELE SEVERINO, Perché non possiamo non dirci post-cristiani, ALDO BERGAMASCHI, Perchè non posso dirmi “post cristiano”

  • BENEDETTO CROCE, Perché non possiamo non dirci cristiani, in La mia filosofia
  • EMANUELE SEVERINO, Perché non possiamo non dirci post-cristiani, CORRIERE DELLA SERA, 27 dicembre 2002
  • P. ALDO BERGAMASCHI, PERCHE’ NON POSSO DIRMI “POST-CRISTIANO”, FRATE FRANCESCO – Anno 78 – n°2 – Febbraio 2003

 

BENEDETTO CROCE

Perché non possiamo non dirci cristiani

in La mia filosofia

 

 

Rivendicare a se stessi il nome di cristiani non va di solito scevro da un certo sospetto di pia unzione e d’ipocrisia, perché più volte l’adozione di quel nome è servita all’autocompiacenza e a coprire cose assai diverse dallo spirito cristiano, come si potrebbe provare con riferimenti che qui si tralasciano per non dar campo a giudizi e contestazioni distraenti dall’oggetto di questo discorso. Nel quale si vuole unicamente affermare, con l’appello alla storia, che noi non possiamo non riconoscerci e non dirci cristiani, e che questa denominazione è semplice osservanza della verità.

 

Il cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta: così grande, così comprensiva e profonda, così feconda di conseguenze, così inaspettata e irresistibile nel suo attuarsi, che non maraviglia che sia apparso o possa ancora apparire un miracolo, una rivelazione dall’alto, un diretto intervento di Dio nelle cose umane, che da lui hanno ricevuto legge e indirizzo affatto nuovo.

 

Tutte le altre rivoluzioni, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana, non sostengono il suo confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate. Tutte, non escluse quelle che la Grecia fece della poesia, dell’arte, della filosofia, della libertà politica, e Roma del diritto: per non parlare delle più remote della scrittura, della matematica, della scienza astronomica, della medicina, e di quant’altro si deve all’Oriente e all’Egitto. E le rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni, in quanto non furono particolari e limitate al modo delle loro precedenti antiche, ma investirono tutto l’uomo, l’anima stessa dell’uomo, non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana, in relazione di dipendenza da lei, a cui spetta il prima perché l’impulso originario fu e perdura il suo.

 

La ragione di ciò è che la rivoluzione cristiana operò nel centro dell’anima, nella coscienza morale, e, conferendo risalto all’intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fin allora era mancata all’umanità.[…] La coscienza morale, all’apparire del cristianesimo, si avvivò, esultò e si travagliò in modi nuovi, tutt’insieme fervida e fiduciosa, col senso del peccato che sempre insidia e col possesso della forza che sempre gli si oppone e sempre lo vince, umile ed alta, e nell’umiltà ritrovando la sua esaltazione e nel servire al Signore la letizia. E si tenne incontaminata e pura, intransigente verso ogni allettamento che la traesse fuori di sé o la mettesse in contrasto con se stessa, guardinga persino contro la stima e la lode e il luccicore sociale; e la sua legge attinse unicamente dalla voce interiore, non da comandi e preconcetti esterni, che tutti si provano insufficienti al nodo che di volta in volta si deve sciogliere, al fine morale da raggiungere, e tutti, per una via o per un’altra, risospingono nella bassura sensuale e utilitaria. E il suo affetto fu di amore, amore verso tutti gli uomini, senza distinzione di genti e di classi, di liberi e schiavi, verso tutte le creature, verso il mondo, che è opera di Dio e Dio che è Dio d’amore, e non sta distaccato dall’uomo, e verso l’uomo discende, e nel quale tutti siamo, viviamo e ci moviamo.[…] Continuatori effettivi dell’opera religiosa del cristianesimo sono da tenere quelli che partendo dai suoi concetti e integrandoli con la critica e con l’ulteriore indagine, produssero sostanziali avanzamenti nel pensiero e nella vita.

 

Furono dunque, nonostante talune parvenze anticristiane, gli uomini dell’umanesimo e del Rinascimento, che intesero la virtù della poesia e dell’arte e della politica e della vita mondana, rivendicandone la piena umanità contro il soprannaturalismo e l’ascetismo medievali, e, per certi aspetti, in quanto ampliarono a significato universale le dottrine di Paolo, slegandole dai particolari riferimenti, dalle speranze e dalle aspettazioni del tempo di lui, gli uomini della Riforma; furono i severi fondatori della scienza fisico-matematica della natura, coi ritrovati
che suscitarono di mezzi nuovi alla umana civiltà; gli assertori della religione naturale e del diritto naturale e della tolleranza, prodromo delle ulteriori concezioni liberali; gl’illuministi della ragione trionfante, che riformarono la vita sociale e politica, sgombrando quanto restava del medievale feudalismo e dei medievali privilegi del clero, e fugando fitte tenebre di superstizioni e di pregiudizi, e accendendo un nuovo ardo e un nuovo entusiasmo pel bene e pel vero e un rinnovato spirito cristiano e umanitario; e, dietro ad essi, i pratici rivoluzionari che dalla Francia estesero la loro efficacia nell’Europa tutta; e poi i filosofi, che procurarono di dar forma cristiana e speculativa all’idea dello Spirito, dal cristianesimo sostituita all’antico oggettivismo, Vico e Kant e Fichte e Hegel, i quali, per diretto o per indiretto, inaugurarono la concezione della realtà come storia, concorrendo a superare il radicalismo degli enciclopedisti con l’idea dello svolgimento e l’astratto libertarismo dei giacobini con l’istituzionale liberalismo, e il loro astratto cosmopolitismo col rispettare e promuovere l’indipendenza e la libertà di tutte le varie e individuate civiltà dei popoli questi, e tutti gli altri come essi, che la chiesa di Roma, sollecita (come non poteva non essere) di proteggere il suo istituto e l’assetto che aveva dato ai suoi dommi nel concilio di Trento, doveva di conseguenza sconoscere e perseguitare e, in ultimo, condannare con tutta quanta l’età moderna in un suo sillabo, senza per altro essere in grado di contrapporre alla scienza, alla cultura e alla civiltà moderna del laicato un’altra e sua propria e vigorosa scienza, cultura e civiltà. E doveva e deve respingere con orrore, come blasfemia, il nome che a quelli bene spetta di cristiani, di operai nella vigna del Signore, che hanno fatto fruttificare con le loro fatiche, coi loro sacrifici e col loro sangue la verità da Gesù primamente annunciata e dai primi pensatori cristiani bensì elaborata, ma non diversamente da ogni altra opera di pensiero, che è sempre un abbozzo a cui in perpetuo sono da aggiungere nuovi tocchi e nuove linee. Né può a niun patto piegarsi al concetto che vi siano cristiani fuori di ogni chiesa, non meno genuini di quelli che vi son dentro, e tanto più intensamente cristiani perché liberi. Ma noi, – che scriviamo né per gradire né per sgradire, agli uomini delle chiese e che comprendiamo, con l’ossequio dovuto alla verità, la logica della loro posizione intellettuale e morale e la legge del loro comportamento –, dobbiamo confermare l’uso di quel nome che la storia ci dimostra legittimo e necessario..[…]

 

E il Dio cristiano è ancora il nostro, e le nostre affinate filosofie lo chiamano lo Spirito, che sempre ci supera e sempre è noi stessi; e, se noi non lo adoriamo più come mistero, è perché sappiamo che sempre esso sarà mistero all’occhio della logica astratta e intellettualistica, immeritatamente creduta e dignificata come «logica umana», ma che limpida verità esso è all’occhio della logica concreta, che potrà ben dirsi «divina», intendendola nel senso cristiano come quella alla quale l’uomo di continuo si eleva, e che, di continuo congiungendolo a Dio, lo fa veramente uomo.

 

 

***

 

 

CORRIERE DELLA SERA, 27 dicembre 2002

 

Perché non possiamo non dirci post-cristiani

di EMANUELE SEVERINO

 

 

La Chiesa non intende «per prima cosa condannare gli errori dell’epoca», ma vuole «innanzitutto impegnarsi a mostrare serenamente la forza e la bellezza della dottrina della fede». (Sono parole del Papa). Il progetto è risultato vincente. Soprattutto perché la cultura del nostro tempo dà un consistente contributo perché i propri «errori» diventino meritevoli di condanna. Essi si raccolgono attorno a uno, fondamentale. La cultura «laica» grida sempre di più che nessuno, nemmeno essa stessa, può pretendere di possedere la verità assoluta e incontrovertibile. In questo modo, avvalora la critica che la Chiesa le rivolge: di essere semplice «relativismo», «scetticismo», «agnosticismo», che fa acqua da tutte le parti.

 

Eppure la cultura «laica» ha ereditato dal proprio formidabile inizio – cioè da pensatori come Nietzsche, Gentile e altri, ma innanzitutto Leopardi – una straordinaria potenza concettuale, capace di distruggere il grande passato dell’Occidente. Ma, come i Proci, non ha saputo impugnare e tendere l’arco di questa potenza, non ne ha capito l’invincibilità, quindi vive oggi come se ne fosse priva. Figlia imbelle di una potente genitura.
Che cosa aveva ereditato? L’unica verità assoluta che può e dev’essere affermata dal pensiero dell’Occidente – divenuto ormai planetario – e che il grande inizio della filosofia del nostro tempo sa scorgere: che l’esistenza del divenire implica necessariamente l’inesistenza di ogni Dio eterno. Questa tesi non ha nulla a che vedere con lo scetticismo, perché essa si fonda su ciò che per tutti gli abitatori dell’Occidente (cristianesimo incluso) è la verità più indiscutibile, ossia che nel loro divenire le cose e gli eventi sporgono provvisoriamente dal nulla.
Ma che sa di tutto questo la cultura «laica», «critica», «aperta», «liberale» del nostro tempo? che sa di quel suo potente inizio che ha portato inevitabilmente al tramonto la tradizione dell’Occidente? Essa ripete che Dio e la verità sono morti. Un ritornello innocuo perché è ridotto a un opinione, a una fede non più consistente di quella cristiana. E tanto più assordante quanto più vuoto nell’idiozia delle masse che vivono inconsapevolmente la morte di Dio. Il vero grande nemico della tradizione religiosa dell’Occidente (il grande inizio a cui accennavo) giace infatti addormentato nel sottosuolo, nascosto dall’idiozia e dai ritornelli sapienti. Il che facilita, per ora, la vita della chiesa, che a buon diritto può celebrare il successo dei propri concili e sostenere che la «fiducia» nel patrimonio cristiano è la «base» su cui «si possono affrontare con lucidità i problemi, pur complessi e difficili, del momento presente – come ha detto recentemente il Papa -. Lo Stato può essere vero Stato solo se è guidato dalla verità cristiana. Lo Stato ha il dovere di essere Stato cristiano».
Esiste una oggettiva omogeneità tra questa concezione della Chiesa e le forme teocratico-integralistiche delle diverse religioni mondiali. Lo vado indicando da tempo col seguente argomento. Non c’è Stato cristiano senza leggi cristiane, cioè leggi che proibiscono di violare il messaggio cristiano. Ma una legge dello Stato è tale solo se la sua trasgressione implica una sanzione terrena. Pertanto, quando nella società viene trasgredito un tratto qualsiasi del messaggio cristiano, il vero Stato, secondo la Chiesa, deve mettere in moto il proprio apparato repressivo per punire le trasgressioni.
A «Rainews» il cardinale Silvestrini mi ha recentemente risposto, con la sua consueta amabilità, che la Chiesa non intende compiere alcuna pressione di tipo politico, ma «si rivolge alle coscienze».
D’accordo, questa è indubbiamente l’intenzione della Chiesa. Ma che cosa dice la Chiesa alle coscienze? Di costruire in coscienza e liberamente uno Stato cristiano. Ma uno Stato cristiano non può che essere teocratico e integralista. Non cessa di esserlo per il fatto di essere liberalmente voluto dall’intimo convincimento degli individui. In piena buona coscienza si può volere uno Stato dove il comportamento non cristiano è raggiunto da sanzioni giuridico-penali. In piena buona coscienza si può volere anche di peggio.

 

I «laici» del nostro tempo sono imbelli, ma lo strumento con cui la Chiesa vorrebbe «affrontare i problemi, complessi e difficili del momento presente» è, proprio esso, uno dei grandi problemi che rimangono ancora, non risolti, sul tappeto.

 

 

***

 

 

FRATE FRANCESCO – Anno 78 – n°2 – Febbraio 2003

 

PERCHE’ NON POSSO DIRMI “POST-CRISTIANO”

di P. ALDO BERGAMASCHI

 

 

 

“Io ho fatto la mia parte; la vostra ve la insegni Cristo”

(S.Francesco, morente, ai frati)

 

 

Con questo titolo intendo rispondere all’Elzeviro del Prof. Emanuele Severino, pubblicato nella terza pagina del CORSERA del 27 dic. 2002, sotto il titolo “Perché non possiamo non dirci post-cristiani”.

Il Prof. Severino inizia citando queste parole del Papa: (La Chiesa) “per prima cosa (non intende) condannare gli errori dell’epoca” (ma vuole) innanzitutto impegnarsi a mostrare serenamente la forza e la bellezza della dottrina della fede”. A giudizio del Prof. questo “progetto è risultato vincente”. Soprattutto perché la cultura (laica) del nostro tempo espone alla condanna i propri “errori”.

 

Ebbene, no: nego che il progetto papale sia risultato vincente e nego che la cultura laica sia vittima di “errori”. Il progetto papale è antico di almeno diciotto secoli e nacque il giorno in cui anziché scrivere l’Apologia dei Cristiani (Giustino), qualcuno dovette limitarsi a scrivere l’Apologia del Cristianesimo. Poi Giustiniano dà ordine di chiudere la Scuola (filosofica) di Atene e su su si arriva fino al SILLABO che condanna gli errori dell’epoca nell’atto in cui afferma la propria verità. Breve: il progetto papale è risultato vincente solo per metà; la cultura laica – negando il possesso della verità anche per se stessa – è colpevole fino a metà, perché il “relativismo”, lo “scetticismo”, “l’agnosticismo”, non sono “errori” ma visioni del mondo. E qui comincia il problema.

 

Che Platone dica: «Dio è la massima misura di tutte le cose»; e che Protagora replichi: «l’uomo è misura di tutte le cose», ci crea qualche problema di logica, ma non è il caso di perdere la calma. Certamente uno dei due ha torto, se le due proposizioni sono “contraddittorie”; ma con strumenti mentali, forse non è possibile decidere. A questo punto io esco dal “linguaggio” e seguo la via evangelica dell’esame dei risultati (ex fructibus). Qualifico quelle due affermazioni come due “visioni del mondo”, legittime alla stadio enunciativo. Il vero problema, adesso, è di vedere come Platone e Protagora – partendo da quei principi – risolvono i problemi esistenziali. Si dovrebbe dire: ognuno faccia la sua Repubblica e si vedrà a occhio nudo dove sta la soluzione dei problemi (il volto eterno del divenire).

 

Il Prof. Severino dice che la cultura laica ha un formidabile inizio e una potenza concettuale “capace di distruggere il grande passato dell’Occidente”. Mamma li turchi! Mi viene subito in mente Epimenide, qualificato da Aristotele come “Profeta sul passato”; nel senso che distrugge le fondamenta teologiche del tempio di Delfo, monopolizzato dagli Achemenidi. Egli, infatti, nega che ci sia l’Omphalos – se mai c’è lo conoscono gli Dei, i mortali lo ignorano – e che dunque sia lì l’ombelico del mondo.

 

Così – a giudizio del Prof. Severino – il grande passato dell’Occidente sarebbe stato distrutto dalla potenza concettuale della cultura laica identificata in Nietzsche, Gentile, Leopardi. Sicché – guardando in bocca ai tre cavalli – la potenza della cultura laica niciana, sarebbe la scelta di Dioniso che sgambetta per la foresta senza pedagogia, pronto a identificare la sua etica con la verità, a fronte del Cristo statico, legato alla croce. Oppure sarebbe la celebrazione di Napoleone come esempio di “volontà di potenza”? Oppure la teoria dell’eterno ritorno?

 

E la forza della cultura laica gentiliana, sarebbe questo tratto de La mia religione (1943): «La religione cresce, si espande, si consolida e vive dentro la filosofia che elabora incessantemente il contenuto immediato della religione e lo immette nella vita della storia»? Oppure la forza della cultura laica leopardiana sarebbe la santificazione del naufragio?

 

Ahi ahi! Questo è il cristianesimo abbassato al rango di religione e perduto per sempre come “rivelazione” (unico luogo del divenire in cui appare l’eterno). In questo modo posso ammettere che la potenza della cultura laica sia capace di distruggere non solo la “religione cristiana” (il troncone più importante del passato dell’Occidente) ma anche tutte le “religioni” esistenti. E ciò che essa ha infatti distrutto è il cristianesimo ridotto al rango di religione dagli stessi cristiani (Gentile insegni).

Ma per uscire dalla palude, ai cristiani è sufficiente riguadagnare la metánoia e cioè la capacità di attuare il Messaggio e di trasformare il divenire nell’apparire dell’eterno!

 

Ma ecco come il Prof. Severino presenta sinteticamente la “potenza” teoretica ereditata dalla cultura laica: «L’esistenza del divenire implica necessariamente l’inesistenza di ogni Dio eterno». Per altri filosofi, invece, il divenire è portatore di uno scandalo per la ragione – contiene il non-essere dell’essere – che può essere tolto con l’ipotesi del teorema di Creazione. Per il Prof. Severino – visto che «gli eventi sporgono provvisoriamente dal nulla» – il divenire è l’apparire dell’eterno e in definitiva tutto è eterno (anche l’inferno Prof.?).

 

Forse questo colossale colpo di coda, mi aiuta a capire qualcosa della novità cristiana. Il cristianesimo, infatti, dice che Dio si è fatto uomo (il Logos si è fatto carne) e i cristiani dovrebbero attuare ciò che tale Logos ha loro suggerito per presentare Dio al mondo (ut videant opera vestra bona est). Ora, la cultura laica non ha saputo esprimersi come non ha saputo esprimersi il cristianesimo reale. Essa “ripete che Dio e la verità sono morti” ma si tratta di ritornello innocuo, ridotto a “religione” non più consistente di quella cristiana.

Non a caso il Prof. Severino dice che «il vero grande nemico della tradizione religiosa dell’Occidente (…) giace addormentato nel sottosuolo, nascosto dall’idiozia e dai ritornelli sapienti». Tutto bene se il bersaglio è la “tradizione religiosa dell’Occidente”; ma il Messaggio non è “religione”, ergo… frecce per mulini a vento!

 

Il Prof. Severino – con amara ironia – dice che tutto ciò «facilita, per ora, la vita della Chiesa, che a buon diritto può celebrare il successo dei proprii Concili e sostenere che la “fiducia” nel patrimonio cristiano è la “base” per avere la soluzione dei problemi complessi del momento». Infatti «Lo Stato può essere vero Stato solo se è guidato dalla verità cristiana. Lo Stato ha il dovere di essere Stato cristiano». E siamo al punto, caro Professore! Questo non è il Messaggio cristiano, ma la “religione cristiana”. Già il Manzoni, in polemica con Helvetius – il quale suppone che esista o debba o possa esistere uno Stato cattolico – osservava che siamo di fronte a una tesi assurda, se si ammette che il cristianesimo è indipendente dalle relazioni politiche. I cristiani non fanno mai “nazione a sé” perché essi, per costituzione, ipotizzano lo svuotamento e il superamento del concetto stesso di “nazione”.

Un disimpegno di tale specie può convogliare su di essi l’odio dì tutto il mondo; ma proprio in quell’istante diventano i testimoni della Verità e dunque i salvatori dell’umanità (i costruttori di pace). E infatti, se il soggetto è la “religione cristiana”, il Prof. Severino centra il bersaglio: «Esiste una oggettiva omogeneità tra questa concezione della Chiesa e le forme teocratico-integralistiche delle diverse religioni mondiali». Questa è la logica della “religione” già denunciata da Lucrezio e applaudita dai primi scrittori cristiani.

Caro Prof. Severino, io, al Card. Silvestrini avrei risposto: «Non è la Chiesa che si rivolge alle coscienze; ma il Messaggio che le interpella attraverso (medium quo) la Chiesa». II Manzoni, appena citato, è in linea diretta con un altro laico intellettuale cristiano del secondo secolo, conosciuto come l’autore della Lettera a Diogneto. Aveva capito che, per il cristiano «Ogni paese straniero è patria e ogni patria è paese straniero». In termini attuali: lo Stato Nazionale sovrano è il nemico numero uno del secondo comandamento «ama il prossimo tuo come te stesso». Sì, certo: in piena buona coscienza «si può volere anche di peggio». Esattamente il pensiero di Gesù: «Vi uccideranno credendo di dar gloria a Dio».

 

Conclude il Prof. Severino: i laici sono “imbelli” perché – aggiungo io – sono caduti essi pure al rango di “religione” (laica); ma la proposta della Chiesa – Stato guidato dalla verità cristiana – è proposta inaccettabile per lei; per me è proposta antievangelica. Se posso sommessamente esprimere la mia opinione, dico: «io sono per la costituzione di uno Stato planetario unico, con il compito di presiedere alla divisione delle etiche, perché la democrazia sia “compiuta” (libera determinazione dei gruppi); vanificando in questo modo la tentazione delle religioni di addossarsi allo Stato per guidarlo e la tentazione degli Stati di blandire le religioni per assicurarsi la stabilità».

Concludendo: io mi sento un post-religioso in attesa di essere cristiano. Non posso essere post-cristiano per il semplice motivo che non posso dirmi cristiano nemmeno nel senso crociano. Breve: non posso dirmi post-cristiano, perché il cristianesimo deve ancora essere attuato, soprattutto in re sociali, laddove il divenire picchia in testa a laici e religiosi, devastando l’uomo e ciò che in lui dovrebbe essere eterno: il rapporto di fratellanza.

Soldato: Milena Gabanelli legge da Emanuele Severino e altri pensatori, testi sulla figura dell’uomo d’azione

Milena Gabanelli legge da Emanuele Severino e altri pensatori, testi sulla figura dell’uomo d’azione.

 

La Filosofia di Miles Davis, video di Massimo Donà

 

citazioni da: EMANUELE SEVERINO, Ma l’Occidente non ha perso, CORRIERE DELLA SERA, 10 gennaio 2015

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Inevitabile anche, in questa situazione, che si facciano avanti le forze che progettano di sfruttare a proprio vantaggio la volontà degli affamati di godere anch’essi dei beni esistenti sulla Terra. Ieri la maggiore di queste forze era l’Unione Sovietica. Con la sua fine, quel progetto è stato ereditato dall’Islam — che vede nel capitalismo e nella cultura dell’Occidente il male assoluto.

il mondo islamico (già di per sé ostile all’Occidente) è frammentato, sia perché non esiste una tensione tra esso e l’Occidente analoga a quella tra Usa e Urss: ancora non esiste il pericolo che l’estremismo, in questo caso islamico, abbia a rompere un equilibrio di potenza, in questo caso tra Islam e Occidente, determinando così la catastrofe nucleare.

Nel Medioevo la cultura cristiana e quella islamica crescono entrambe nel terreno della filosofia greca. Poi il cristianesimo, a differenza dell’Islam, si imbatte nella cultura moderna, che lo…

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in rilettura: Emanuele Severino, DALL’ISLAM A PROMETEO, Rizzoli, 2003

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le fedi secondo FRANÇOIS CAVANNA (fra i fondatori di CHARLIE HEBDO): “… Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi. Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI!!!”

FRANÇOIS CAVANNA (1923-2014, scrittore e vignettista, fondatore di Charlie Hebdo):
“Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello,

i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni,

quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine,

quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola,

quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra,

quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids,

quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,

quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore,

quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia,

quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Tutti voi, che non potete vivere senza un Papà Natale e senza un Padre castigatore.

Tutti voi, che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello.

Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi.

Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI!!!

Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.”

sull’aggettivo “salutare”, riferito al pensiero di cui è portatore Emanuele Severino

 

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Mneme, Memoria

«Mneme» è una parola greca che significa «memoria». La radice è però la stessa del latino «mens» (mente): la memoria è non solo capacità di ricordare, ma anche di capire, di scoprire dentro di sé, di riconoscere negli eventi ciò che si teme o si desidera

da  Mneme. Progetto di didattica della filosofia.

Eraclito, Parmenide, Empedocle, da La grande sapienza individuale (Mneme)

VAI A

La grande sapienza individuale (Mneme).

Parmenide e Eraclito, schede audio di Enrico Galavotti

ROBERTO BENIGNI, La felicità. Rivisto e riascoltato nella mattina del 1 gennaio 2015, giorno del compleanno di Luciana

Blog Antologia del Tempo che resta nel 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 52.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 19 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

www.festivalfilosofia.it, lezioni e interviste in onda, dicembre 2014

Dal 29 dicembre sono in onda le interviste a Gloria Origgi e Carlo Sini dal 2014 e a Eugenio Lecaldano dal 2013. Prossimamente le interviste a Chiara Saraceno (2014), Tullio Gregory (2013) e Carlo Galli (2012). I Corner in originale: Jean-Luc Nancy (2014), Luc Ferry (2013), Zygmunt Bauman (2012). Prossimamente: Javier Gomà (2014) Stavros Katsanevas (2013) e Serge Latouche (2012). Le lezioni magistrali in versione originale: fino all’11 gennaio sono in onda le lezioni di Michel Maffessoli (2013), Marc Augè (2012) e Josè Gil (2011). Prossimamente la prima dal 2014: Nathalie Heinich, dalle precedenti edizioni Anne Dufourmantelle (2013) e Bruno Latour (2012). Sul sito

www.festivalfilosofia.it.

Intervento di EMANUELE SEVERINO alla tavola rotonda: Salvezza tra finitudine e eternità 25 September 2014 – Padova Centro Culturale San Gaetano, da endlife.psy.unipd.it

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forse LA PIU’ LUNGA FRASE DI PROUST, dal blog NonSoloProust

Qual è la frase più lunga di tutta Alla ricerca del tempo perduto?

Forse questa (scrivo “forse” perchè con Proust io — che di Proust non sono certo una specialista — non sono mai sicura di nulla) suggerita >>qui da un visitatore di questo blog che si firma ernestohofmann e che ringrazio molto.

E’ una frase composta da ben 891 parole, 5681 caratteri. Si trova all’inizio di Sodoma e Gomorra, là dove — come scrive lo stesso Proust nell’epigrafe del volume — abbiamo la “Prima apparizione degli uomini-donne, discendenti da quegli abitanti di Sodoma che furono risparmiati dal fuoco del cielo.”

Entrano in scena insomma, con l’incontro tra Charlus e Jupien, gli omosessuali. Sono le pagine in cui Proust parla della “razza” degli omosessuali, degli “invertiti”.

La voglio riportare per intero, anche se sono ben consapevole che solo leggendo quello che viene prima e quello che viene dopo si può comprendere davvero come la lunghezza di questa frase non sia solo una “curiosità”, un vezzo o uno sterile esercizio di stile, ma sia essa stessa (la lunghezza) elemento costitutivo di un vero e proprio doloroso lacerante grido.

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Qual è la frase più lunga di tutta Alla ricerca del tempo perduto?

Forse questa (scrivo “forse” perchè con Proust io — che di Proust non sono certo una specialista — non sono mai sicura di nulla) suggerita >>qui da un visitatore di questo blog che si firma ernestohofmann e che ringrazio molto.

E’ una frase composta da ben 891 parole, 5681 caratteri. Si trova all’inizio di Sodoma e Gomorra, là dove — come scrive lo stesso Proust nell’epigrafe del volume — abbiamo la “Prima apparizione degli uomini-donne, discendenti da quegli abitanti di Sodoma che furono risparmiati dal fuoco del cielo.”

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Emanuele Severino, Sul declino del capitalismo, Rimini 8 febbraio 2009

Emanuele Severino IL BIVIO. , da “Fino all’ultimo pensiero” di P. Breccia e R. Guarini, 1982

MARCO PELLEGRINO, indice di “Le Materie Prime della coscienza”

“Indice” de “Le Materie Prime della coscienza”

 
 
Titolo: Le Materie Prime della coscienza
Sottotitolo: con un Manuale di storia della Filosofia, agli occhi della verità autentica
Di prossima pubblicazione
INDICE
 
 
 
 
Prefazione (di Alberto Maso)
Introduzione
1.      Su Le Materie Prime della coscienza
2.      Il passato, il presente temporale e il futuro, inclusi nell’eterno presente: importanti delucidazioni intorno ad alcuni risultati del Tragico Amore
3.      Sopportare il dolore
4.      Logica della Presenza
Avvertenza
PARTE PRIMA
CAPITOLO PRIMO. Morte, Materie Prime, volontà di potenza
1.      Coscienza del Tutto, parti, nulla assoluto
2.      Le Materie Prime come legami e differenze specifici tra certe individuazioni dell’Uno eterno
3.      Verso la morte del prevalere delle individuali volontà private di potenza, seguita dal prevalere delle collettive volontà private di potenza
4.      Dopo la morte della dominazione della volontà privata di potenza, si va dalla dominazione della singolare volontà pubblica di potenza alla dominazione dellauniversale volontà pubblica di potenza
CAPITOLO SECONDO. La Prima Volta e le Materie Prime: morte, Regni Di Similarità Prevalenti, volontà di potenza
1.      Fondamento della specifica dominazione della volontà di potenza
2.      L’Atto e le sue potenzialità. La più profonda «materia oscura» in cui consiste l’Inizio e le altre individuali volontà private di potenza
3.      Rapporto tra la morte, il «regno umano», il «regno animale» e i Regni Di Similarità Prevalenti. Il prevalere del dolore
4.      Il modo in cui appare, nella Prima Volta, il progredire totale della coscienza dell’Universo e il progredire parziale (il parziale regredire) della volontà di potenza
5.      La volontà di potenza come volontà di essere un «Tutto» (in realtà) illusorio cioè anche una «parte» (in realtà) illusoria
6.      Il Regno Della Similarità Prevalente: specifiche Materie Prime e specificherelazioni tra di esse; la «famiglia», i «giorni nostri», la Tecnocrazia e la Tecnica
7.      Filosofia Del Regno Della Similarità Prevalente: «regno animale»; Filosofia Mitico-Orientale, Occidentale (Greca ed hegeliana), Planetaria; Tecnocrazia
PARTE SECONDA
I.  La dominazione del «regno animale» (come distinto dal «regno umano» e da eventuali altri regni interni al 
Regno Della Similarità Prevalente
1.      Sugli animali: riproduzioni, sacralizzazioni e desacralizzazioni
2.      Tecniche Storiche e verità autentica
II.  La dominazione della Filosofia
Mitico-Orientale
CAPITOLO PRIMO. Dalla Filosofia del Paleolitico a quella degli Hittiti
1.      Il Comunismo Primitivo del «Paleolitico Superiore»; dal Paleolitico al Neolitico
2.      Filosofia Sumerica; Monarchia Universale degli Akkadi; Monarchia Neosumerica
3.      La «legge del taglione» del primo impero babilonese e gli Assiri; i Cassiti; Hittiti e divinità eterogenee di tipo naturalistico-animistico
CAPITOLO SECONDO. Dall’Ebraismo allo Shintoismo
1.      L’Ebraismo (Giudaismo, Fariseismo, Rabbinismo, Caraismo, Cabbalà)
2.      La Filosofia Dei Fenici e degli altri popoli dell’area semitica siro-palestinese e mesopotamica; lo Zoroastrismo (o Mazdeismo)
3.      La morte, il bene e il male nell’antico Egitto
4.      La Filosofia Indiana e l’Induismo (Shivaismo, Visnuismo, Shaktismo); Jainismo (Mahavira); Buddhismo (G. Buddha): Amidismo, Buddhismo Del «Grande Veicolo» (Bodhidharma), Buddhismo Zen, Buddhismo Induista (Nagarjuna)
5.      Il Confucianesimo (Confucio, Mencio) e il Neoconfucianesimo (Zhu Xi); il Legismo (Han Fei, Li Si); il Taoismo (Laozi, Zhuāngzĭ); lo Shintoismo (forme di Panteismo, Panenteismo, Panpsichismo e Animismo)
III.  La dominazione della Filosofia
Occidentale
[A.]  La dominazione della Filosofia Antica
CAPITOLO PRIMO. La Mitologia Greca e l’intenzione di testimoniare la verità. Primo cerchio di linguaggio del dominio dell’Occidente: da Talete all’Eleatismo
1.      Mitologia Greca: l’Orfismo, Omero, Esiodo. Le intenzioni implicite ed esplicite del linguaggio
2.      Il senso del prevalere. Talete (e gli altri Savi); Anassimandro; Anassimene; Ocello Lucano; Eraclito; Pitagora (e altri pitagorici); l’Eleatismo: Parmenide, Zenone di Elea, Melisso; (altri filosofi greci)
3.      Eschilo (e Sofocle)
CAPITOLO SECONDO. Secondo cerchio di linguaggio: da Empedocle alla Prima Sofistica
1.      Empedocle; Anassagora; (Diogene di Apollonia e Archelao); il Materialismo Atomistico: il Determinismo di Democrito e l’Indeterminismo di Leucippo
2.      La Prima Sofistica: Protagora; Gorgia; Trasimaco, Callicle, Seniade (e altri); Filosofia Medica (Ippocrate di Cos); Filosofia Drammaturgica (Euripide); Erodoto, Tucidide di Atene
CAPITOLO TERZO. Terzo cerchio di linguaggio: dalla Filosofia di Socrate alla Seconda Sofistica
1.      Socrate: «So di non sapere», Maieutica; il concetto; Intellettualismo Etico e Volontarismo Etico; (seguaci di Socrate)
2.      Le «scuole socratiche minori»: il Cinismo (Autarchia, Nominalismo di Antistene di Atene, Cinismo Positivo di Diogene di Sinope, altri filosofi cinici); la Filosofia Cirenaica (Cosmopolitismo, Aristippo, Egesia di Cirene, altri filosofi cirenaici); la Filosofia Megarica (Euclide di Megara, Diodoro Crono, altri filosofi megarici); la Filosofia Eliaco-Eretriaca (Menedemo di Eretria, Fedone di Elide)
3.      Platone: il mondo delle idee; il Demiurgo, la Madre, il mondo sensibile; il non-essere relativo e quello assoluto, il parricidio; anima, corpo e reminiscenza; Stato e Aristocrazia; gli scritti platonici; l’«Accademia»
4.      Aristotele: Filosofia Prima, principio di non contraddizione, élenchos; la contraddizione; Dio, Teologia Razionale, Dualismo, Noûs; sostanza e accidenti; essere; sinolo, atto e potenza; individuale, universale, forma, categorie; divenire e sostrato; Motore Immobile e Amore; il sillogismo; Scienze teoretiche e pratiche; bene e sophìa; lo Stato; gli scritti aristotelici; il «Liceo». Teofrasto (e il Vegetarianismo), Dicearco (e altri filosofi peripatetici)
5.      Il Pirronismo – Pirrone (i Gimnosofisti, i Magi e Alessandro Magno), Timone di Fliunte – non è l’inizio dello Scetticismo
6.      Finalismo e Non-Finalismo; Epicuro; l’Epicureismo e l’Evemerismo; lo Stoicismo Antico; la Tecnica Alessandrina
6.1.  Finalismo, Non-Finalismo, Dualismo e circolarità
6.2.  Epicuro: verità e interpretazione. 6.2A] L’infinito, il corpo e il vuoto. 6.2B] Casualità e necessità. 6.2C] Il dolore, il piacere e la morte. 6.2D] Il «Giardino» e le opere
6.3.  L’Epicureismo (Lucrezio Caro, Diogene Laerzio – e altri) e l’Evemerismo (Evemero)
6.4.  Lo Stoicismo Antico: la «Stoà Pecìle». 6.4A] Divisibile e indivisibile. 6.4B] Lógos. 6.4C] Apatia e conflagrazione. 6.4D] Zenone di Cizio, Cleante, Crisippo, Aristone di Chio, Boeto di Sidone, Diogene di Babilonia (e altri)
6.5.  La Tecnica Alessandrina: rapporto con la Tecnica del Regno Della Similarità Prevalente. 6.5A] Euclide di Alessandria, Aristarco di Samo – Eliocentrismo, Geocentrismo (Ipparco di Nicea [Astronomia] e C. Tolomeo) –, Archimede (e altri)
 
7.      Il Primo Scetticismo: Arcesilao, Carneade (il Probabilismo Teorico) (e altri). L’Eclettismo Antico: Panezio, Filone di Larissa, Cicerone (e altri)
8.      Il Cristianesimo di Gesù; i primi secoli della Patristica; Gnosticismo, Ermetismo, Manicheismo, Arianesimo, Pelagianesimo, Nestorianesimo, Monofisismo
8.1.  Il Cristianesimo di Gesù: fede e Religione (Paolo di Tarso, Marco evangelista, San Pietro). 8.1A] Filosofia Greca e fede cristiana. 8.1B] Necessità e libertà (Giovanni evangelista – Paganesimo). 8.1C] «Trinità» (Padre, Figlio e Spirito Santo), la «Madonna», «Venerdì Santo», «Pasqua», «Padre Nostro». 8.1D] «Dio», il «Serpente», «Adamo», «Eva», il «Cherubino»
8.2.  I primi secoli della Patristica: le fasi del periodo patristico. 8.2A] Tertulliano (Fideismo Irrazionalistico, Montanismo – o Catafrigismo), Origene (e altri)
8.3.  Gnosticismo (Marcionismo, Ariosofia – o Gnosticismo Iperboreo [Gnosi Luciferiana] –, Encratismo), Ermetismo (Ermete Trismegisto), Manicheismo (Mani – Pacifismo e Ascetismo), Arianeismo (Filosofia Cristologica di Ario), Pelagianesimo (Pelagio – Donatismo), Nestorianesimo (Nestorio), Monofisismo (Eutiche)
9.      Il Neopitagorismo; il Medioplatonismo (Filone di Alessandria, Plutarco di Cheronea, Galeno – e altri); il Nuovo Stoicismo (Seneca, Epitteto, Marco Aurelio – e altri)
10.  La fase finale della Filosofia Antica: il Neoscetticismo (Enesidemo, Agrippa, Sesto Empirico); la Seconda Sofistica (includente la Sofistica Tardoantica o Terza Sofistica)
 
[B.]  La dominazione della Filosofia Medioevale (quarto cerchio di 
linguaggio: dal Neoplatonismo alla Tecnica Medioevale)
1.      Il Neoplatonismo (Plotino – e altri filosofi neoplatonici); gli ultimi secoli della Patristica (Agostino – e altri Padri della Chiesa)
1.1.  Neoplatonismo e Filosofia Medioevale
1.2.  Plotino: il Circolo dell’essere e il Punto generatore. 1.2A] L’Uno in sé. 1.2B] L’Essere, il Bene, il Pensiero, lo Spirito, l’Anima. 1.2C] Il male, la materia, l’apparenza e la menzogna. 1.2D] Amore, colpa, castigo, resurrezione, estasi.
1.3.  Altri filosofi neoplatonici
1.4.  Gli ultimi secoli della Patristica: Agostino: verità e dubbio. 1.4A] Il bene, il male e la libertà. 1.4B] Il tempo
1.5.  Altri filosofi degli ultimi secoli della Patristica
2.      L’Islam: il Sufismo (o Misticismo Islamico), Maometto, Avicenna, Averroè (e altri filosofi islamici). L’Ebraismo Medioevale: Avicebron (l’Ilemorfismo), Maimonide (la Teologia Negativa, o Teologia Apofatica), Isaac Luria (lo Tzimtzum) (e altri)
3.      La Scolastica Medioevale: la Prima Scolastica, la Seconda Scolastica e la Scolastica Rinascimentale-Umanistica
3.1.  La Scolastica Medioevale: la «scuola» intesa come «il prevalere dello studio filosofico sulla stanchezza corporea»
3.2.  La Prima Scolastica: il raggiungimento modale del dio imperscrutabile. 3.2A] Giovanni Scoto Eriugena: Neoplatonismo Cristiano (o Cristianesimo Neoplatonico). 3.2B] Anselmo D’Aosta: l’«argomento ontologico». 3.2C] Il Realismo e il Nominalismo: Guglielmo di Champeaux (Estremo Realismo, distinto dal Realismo Moderato), Roscellino di Compiègne (Estremo Nominalismo e Triteismo), Pietro Abelardo (Concettualismo, o Nominalismo Moderato). 3.2D] Ildegarba di Bingen (Mistica Renana), Alano di Lilla (Catarismo) e altri filosofi della Prima Scolastica
3.3.  La Seconda Scolastica: accostarsi «più positivamente» al dio in cui si crede. 3.3A] Bonaventura da Bagnoregio: Ordine Francescano (Francesco d’Assisi), Ordine Domenicano (Domenico di Guzmán), Agostinismo, Averroismo. 3.3B] Tommaso d’Aquino. 3.3C] M. Eckhart. 3.3D] Duns Scoto. 3.3E] Altri filosofi della Seconda Scolastica
3.4.  La Scolastica Rinascimentale-Umanistica: le modalità dell’atteggiamento positivo nei confronti del mondo in cui si crede di vivere. 3.4A] Guglielmo di Ockham. 3.4B] Nicola Cusano. 3.4C] Marsilio Ficino. 3.4D] Lutero. 3.4E] Il Naturalismo di Telesio. 3.4F] Giordano Bruno. 3.4G] Campanella. 3.4H] Giovanni Buridano (la «teoria dell’impeto»), Ignazio di Loyola (la Compagnia di Gesù), Paracelso (l’Alchimia), Girolamo Cardano (l’Astrologia), Juan de Valdés (l’Alumbradismo e il Quietismo), Luis de Molina (il Molinismo), Ugo Grozio (il Giusnaturalismo), Cornelio Giansenio (il Giansenismo) e altri filosofi della Scolastica Rinascimentale-Umanistica
4.      La Tecnica Medioevale: Galilei (Copernico, Osiander), Francesco Bacone, il Meccanicismo di Hobbes, Michel de Montaigne, Shakespeare, Giulio Cesare Vanini (il Libertinismo) e altri esponenti della Tecnica Medioevale
[C.] La dominazione della Filosofia Moderna (quinto cerchio 
di linguaggio: da Cartesio a Hegel)
CAPITOLO PRIMO. Il Razionalismo e l’Empirismo
1.      Rapporto tra Filosofia Moderna, Razionalismo (Innatismo, o Apriorismo), Empirismo e Sensismo
2.      I filosofi del Razionalismo
2.1.  Cartesio
2.2.  L’Occasionalismo di Geulincx e di Malebranche
2.3.  Pascal
2.4.  Spinoza
2.5.  La Monadologia di Leibniz
3.      I filosofi dell’Empirismo
3.1.  Locke
3.2.  Vico
CAPITOLO SECONDO. L’Illuminismo
1.      L’autentico senso storico dell’Illuminismo
2.      Condorcet, Shaftesbury, Voltaire, D’Alembert, Diderot, il Deismo inglese (Teismo e Ateismo), Toland, Clarke, Tindal, Butler, Lessing, Newton (la Filosofia Sperimentale), Montesquieu, Turgot, A. Smith (Economia Politica e Liberismo), B. Mandeville, Quesnay (la Fisiocrazia), Genovesi, Filangieri, Beccaria (e altri filosofi dell’Illuminismo)
3.      Hume
4.      Kant
4.1.  Il Criticismo Kantiano e il Dogmatismo: cosa in sé, «noumeno», fenomeno, conoscenza a priori, conoscenza a posteriori
4.2.  «Critica della ragion pura», giudizio sintetico e analitico, qualità primarie e secondarie, «estetica trascendentale»
4.3.  Le categorie, l’oggetto, l’«appercezione pura»
4.4.  L’incondizionato, il condizionato, la «Dialettica trascendentale»
4.5.  La «ragion pratica» e l’«imperativo categorico»
5.      Julien O. de La Mettrie (le Tecniche Cognitive), A.G. Baumgarten (Estetica Moderna e Gnoseologia), C. Bonnet (il Preformismo), J.B. Basedow (il Filantropismo), Marchese de Sade (il Sadismo e lo Schiavismo) e altri filosofi dell’Illuminismo
CAPITOLO TERZO. Il Romanticismo, il Trascendentalismo e l’Idealismo
1.      Il Romanticismo: Antimeccanicismo, Titanismo, Esotismo, Storicismo, Archeologia, Epigrafia, Glottologia (o Linguistica Diacronica), Numismatica; Rousseau; Goethe; Hölderlin, J.J. Görres (la Biosofia), Victor-Marie Hugo e altri filosofi del Romanticismo
2.      I trascendentalisti
3.      L’Idealismo: Berkeley, Fichte, Schelling, Hegel
3.1.  Idealismo, «cosa in sé», uguaglianza semantica tra «essere» e «pensiero»
3.2.  L’Idealismo di Berkeley
3.3.  L’Idealismo di Fichte, oltre il rapporto tra Criticismo, Romanticismo e Trascendentalismo
3.4.  L’Idealismo di Schelling
3.5.  L’Idealismo di Hegel e il linguaggio indicante l’autentica verità del Tutto. 3.5A] Idealismo hegeliano, linguaggio indicante la verità autentica e interpretazione severiniana (ne La filosofia dai Greci al nostro tempola filosofia moderna) della Filosofia di Hegel. 3.5B] Rapporto tra il saggio hegeliano Fenomenologia dello Spiritoe il linguaggio indicante la verità autentica. 3.5C] Rapporto tra il saggio hegelianoScienza della logica, l’opera Il «cominciamento» in Hegel (di Anna Giannatiempo Quinzio) e il linguaggio indicante la verità autentica. 3.5D] Idealismo hegeliano, linguaggio indicante la verità autentica e interpretazione severiniana (in Tautotes) della Filosofia di Hegel
IV.  La dominazione della Filosofia
Planetaria e la dominazione della
Filosofia Del Regno Della
Similarità Prevalente
[A.]  La prima fase essenziale (cioè il primo cerchio di linguaggio) della dominazione della Filosofia Planetaria: da Schopenhauer al Neohegelismo Cinico-Berkeleyano-Severiniano-Ologrammatico di
Marco Pellegrino
CAPITOLO PRIMO. Da Schopenhauer a Marx
1.      La Filosofia Planetaria come fase di passaggio tra la dominazione della volontàprivata di potenza alla dominazione della volontà pubblica di potenza
2.      Schopenhauer
3.      Fries, Beneke ed Herbart: Psicologia Sperimentale e Tecnica Planetaria
4.      La Filosofia Poetica di Leopardi
5.      Filosofia Italiana (negazione del Soggettivismo): Rosmini, Galluppi, Gioberti (l’Ontologismo, oltre lo Psicologismo)
6.      Lo Spiritualismo e il Tradizionalismo francesi. L’Hegelismo
6.1.  Spiritualismo e Tradizionalismo francesi (legati alla Monarchia Costituzionale e distinti dalla Filosofia dello Scientismo, dello Spiritismo – A. Kardec –, della Demagogia Rivoluzionaria e della Tirannide Feudale): M. de Staël; De Chateaubriand; L. de Bonald; la Filosofia dell’Ultramontanismo di J. De Maistre e di R. de Lamennais; V. Cousin; Bordes-Demoulin; F. Maine de Biran; J. Lequier; Boutroux (il Contingentismo); M. Buber (il Chassidismo); lo Spiritualismo Assiologico di R. le Senne (la Caratterologia – G. Berger) e L. Lavelle
6.2.  L’Hegelismo: la Destra Hegeliana: J. Martineau (la Filosofia dell’Unitarianismo); K.F. Göschel; K. Conradi; B. Bauer (passato poi alla Sinistra Hegeliana); G.A. Gabler; J.E. Erdmann; F.Ch. Baur. 6.2A] L’Hegelismo: la Sinistra Hegeliana: Feuerbach (e Trendelenburg). 6.2A1] Stirner. 6.2A2] Marx (ed Engels). 6.2A3] M. Hess (il Sionismo), D. Strauss e altri esponenti della Sinistra Hegeliana
CAPITOLO SECONDO. Da Kierkegaard al Neoidealismo Italiano
 
1.      Kierkegaard
2.      Il Positivismo
2.1.  Comte (la Fisica Inorganica, la Sociologia – Fisica Sociale o Fisica Organica – e la Sociocrazia: negazione della Teocrazia) e Saint-Simon (il Socialismo Francese)
2.2.  L’Utilitarismo di John Stuart Mill, di J. Bentham e di James Mill
2.3.  L’Evoluzionismo, oltre il Fissismo: H. Spencer (Geologia e Liberalismo), Darwin (Biologia), R. Ardigò (e E.H. Haeckel)
3.      Nietzsche: Nichilismo, interpretazione, Morale, Genealogia, «superuomo», «eterno ritorno dell’uguale»
4.      Lo Storicismo
4.1.  Lo Storicismo Tedesco di Dilthey: Tecniche Della Natura e Tecniche Dello Spirito; il Relativismo Storico
4.2.  Simmel
4.3.  Spengler
4.4.  Max Weber
5.      Il Pragmatismo
5.1.  L’Empiriocriticismo (R. Avenarius, Ernst Mach, A.A. Bogdanov – la Tectologia – e altri filosofi) e il Pragmatismo
5.2.  Pierce (la Semiotica)
5.3.  W. James: il «multiverso», l’Empirismo Radicale e il Migliorismo
5.4.  Dewey: Strumentalismo, Organicismo e «teoria dell’indagine»
6.      Il Neoidealismo e il Neocriticismo
 
6.1.  Il Neoidealismo Inglese (T.H. Green, F. Bradley) e il Neoidealismo Americano (J. Royce)
6.2.  Il Neocriticismo (o Neokantismo) di H. Cohen, di P. Natorp e di E. Cassirer. 6.2A] La «Scuola del Baden»: il Neokantismo Assiologico (Filosofia Dei Valori, Tecniche Nomotetiche e Tecniche Idiografiche) di W. Windelband e di H. Rickert. 6.2B] Il Neocriticismo Francese di Renouvier; il Neocriticismo Hegelistico di J. Caird e di E. Caird; il Neocriticismo Fisiologico di F. von Helmholtz; il Neocriticismo Materialistico di F.A. Lange; il Neocriticismo Metafisico di O. Liebmann; il Neocriticismo Realistico di A.A. Riehl; altri esponenti del Neocriticismo
6.3.  Il Neoidealismo Italiano (Attualismo Gentiliano, A. Vera, B. Spaventa) e la volontà pubblica di denotare l’autentica verità dell’essere. 6.3A] Lo Storicismo Assoluto di Croce. 6.3B] La Filosofia di Gentile. 6.3C] Varisco, Carabellese e Ugo Spirito
CAPITOLO TERZO. Dalla Filosofia di Bergson alla Fenomenologia
1.      Bergson
2.      La Fenomenologia
2.1.  Husserl (e F. Brentano)
2.2.  A. Meinong, Max Scheler e l’Ontologia Fenomenologica di N. Hartmann
CAPITOLO QUARTO. Dalla Filosofia Planetaria del Marxismo a quella del Neopositivismo
1.      Filosofia Planetaria del Marxismo, della Teologia, del Cristianesimo, dell’Esistenzialismo e delle Tecniche Umane
 
1.1.  Filosofia Planetaria del Marxismo: Filosofia Marxiana, Riformismo Gradualistico (o Ingegneria Sociale Gradualistico-Riformistica, Socialdemocrazia, Stalin, il Socialismo Rivoluzionario Marxista di Rosa Luxemburg, il Marxismo-Leninismo Cinese (o Maoismo) di Mao-Tse-Tung, L. Althusser. 1.1A] Il Revisionismo Marxista di E. Bernstein; Kautsky; la Seconda Internazionale. 1.1B] Il Materialismo Dialettico-Realistico (al di fuori del Conformismo e dell’Opportunismo) di Lenin; L. Trotskij; G. Lukács (contro l’Irrazionalismo, il Nazifascismo e lo Stalinismo). 1.1C] K. Korsch (la Democrazia Industriale); A. Gramsci (il Materialismo Storico, l’Umanesimo Assoluto e lo Storicismo Immanentistico, contro il Fatalismo e il Naturalismo Meccanicistico-Evoluzionistico); Ernst Bloch. 1.1D] La «Scuola di Francoforte»: Horkheimer, T.W. Adorno, H. Marcuse, E. Fromm, Habermas
1.2.  Filosofia Planetaria della Teologia e del Cristianeismo: R. Garaudy, W. Benjamin, l’Esistenzialismo Cristiano di G. Marcel, la Teologia Della Liberazione, il Sandinismo (Patriottismo e Anti-Imperialismo) di A. Sandino, la Teologia Della Speranza. 1.2A] Il Vangelo e la fede. 1.2B] Teologia Protestante, Teologia Liberale (A. Ritschl, A. von Harnack, E. Troeltsch), Teologia Cattolica, J.A. Möhler (la «Scuola di Tubinga»), J.A. Newman. 1.2C] M. Blondel (e altri filosofi): il Modernismo Teologico e il Personalismo Cristiano. 1.2D] Il Neotomismo Planetario (alcuni filosofi): l’Umanesimo Integrale del Realismo Neotomistico di J. Maritain (negando il Soggettivismo Planetario, il Soggettivismo Idealistico, il Materialismo, l’Individualismo Borghese Planetario e il Collettivismo Marxista Planetario); G. Bontadini (Problematicismo, Metafisica Neoclassica Planetaria, Immanentismo Metafisico, Fenomenismo); la Filosofia dell’Evoluzionismo Darwiniano-Cristiano di Teilhard de Chardin. 1.2E] K. Barth: Teologia Dialettica, Riforma Protestante Dostoevskij, Teologia Naturale. 1.2F] P. Tillich, E. Brunner, R. Bultmann (F. Gogarten), D. Bonhoeffer. 1.2G] Esponenti della Teologia Della Secolarizzazione e della Teologia Della Morte Di Dio (o Teologia Radicale); J. Moltmann (Teologia Della Croce), J.B. Metz (Cristianeismo Intimistico-Individualistico-Astratto) e altri filosofi della Teologia Della Speranza; il Decisionismo Giuridico della Teologia Politica (Böckenförde) di Carl Schmitt; il Cristianesimo Metafisico-Ellenizzante. 1.2H] La Teologia Postmetafisica di E. Lévinas. 1.2I] Altri rappresentanti della Filosofia Planetaria teologico-cristiana
1.3.  L’Esistenzialismo e l’autentico significato dell’«ex-sistere». 1.3A] Jaspers. 1.3B] Heidegger. 1.3C] Sartre (l’Esistenzialismo Marxista, contro il Materialismo Del Marxismo Dogmatico e il Conservatorismo Burocratico). 1.3D] M. Merleau-Ponty. 1.3E] Altri esponenti dell’Esistenzialismo: A. Camus, il Femminismo di S. de Beauvoir e di E. Badinter, il Surrealismo (come sviluppo del Dadaismo) di M. Blanchot
1.4.  Filosofia Planetaria delle Tecniche Umane. 1.4A] La Tecnica Economica: Economia Mercantile; D. Ricardo; Sismondi; le «Scuole neoclassiche» (Economia Neoclassica di W.S. Jevons, L. Walras, C. Menger, E. Böhm-Bawerk, A. Marshall, K. Wicksell, V. Pareto, Economia Esatta – o Economia Pura); la Macroeconomia di J.M. Keynes. 1.4B] Filosofia Politica Planetaria: H. Arendt, J.B. Rawls (Neocontrattualismo e Costruttivismo Etico). 1.4C] Psichiatria Romantica (E. von Feuchtersleben, K.W. Ideler); P. Pinel, V. Chiarugi; A.L.J. Bayle, Illuminismo Psichiatrico; Psichiatria Somatica (B.A. Morel, W. Griesinger); Psicologia Fisiologica, Psicofisiologia, la Psicofisica di G.T. Fechner, W.M. Wundt (Elementarismo e Parallelismo Psicofisico, contro il Neoplasticismo), T.H. Meynert; Gestaltismo – o Psicologia Della Forma, o Psicologia Della Gestalt – (l’Olismo, l’Emergentismo o Molarismo Epistemologico); Psicologia Comportamentistica – o Comportamentismo – (J.B. Watson); Psicologia Funzionalistica (o Funzionalismo); E. Kraepelin; E. Bleuler (Autismo); L. Binswanger; Psicologia Sociale (A. Meyer – Neuroanatomia e Neurofisiologia –, H.S. Sullivan, R.D. Laing, D. Cooper – Anti-Psichiatria –, F. Basaglia, B.F. Skinner). 1.4D] La Psicoanalisi: Psicoterapia Psicodinamica; Freud, M. Borch-Jacobsen, P. Lacoue-Labarthe, Jung (Psicologia Analitica – o Psicologia Del Profondo, o Psicologia Complessa), A. Adler (Psicologia Psicodinamica), W. Reich, Psicologia Dell’Io, J. Lacan. 1.4E] La Sociologia: F. Tönnies; l’Interazionismo Simbolico di C.H. Cooley; E. Durkheim; G. Tarde; la Sociologia Comprendente; la Sociologia Tedesca Della «Scuola Di Francoforte» (K.O. Apel, H. Jonas); la Sociologia Analitica; la Sociologia Della Conoscenza di K. Mannheim; il Funzionalismo Antropologico di A.R. Radcliffe-Brown e di B. Malinowki; il Funzionalismo Sociologico di T. Parsons e di R.K. Merton; Macrosociologia e Microsociologia; il Neofunzionalismo (N. Luhmann). 1.4F] L’Antropologia: L-F. Jauffret; L.H. Morgan, E.B. Tylor, J.G. Frazer; la Filosofia del Diffusionismo Etno-Antropologico (F. Ratzel – il Determinismo Geografico –, L. Frobenius, F. Graebner, W. Schmidt; F. Boas; l’Antropologia Culturale di A.L. Kroeber; L. Lévy-Bruhl, M. Mauss; C. Lévi-Strauss (Strutturalismo Antropologico, Totemismo, Biogenetica, Ontogenesi, Filogenesi, Cenogenesi e negazione dell’Atomismo Logico); Epistemologia, Ermeneutica, E. Morin, G. Balandier. 1.4G] La Linguistica: W. von Humboldt; F. de Saussure; l’Ontologia Ermeneutica di Gadamer, l’Ermeneutica Dei Testi di P. Ricoeur e la Filosofia Postfilosofica di R. Rorty (il Solidarismo); R. Jakobson, L.T. Hjelmslev, A.N. Chomsky, la Semeiotica (C.W. Morris), la Letteratura (C. Segre, M. Corti), l’Epistemologia Genetica di J. Piaget, la Grammatologia di Derrida (il Decostruzionismo – J-L. Nancy), P-M. Foucault (il Poststrutturalismo – G. Deleuze –, l’Antiumanesimo e l’Antistoricismo). 1.4H] La Filosofia delle Neurotecniche: Neurobiologia (G.M. Edelman, Darwinismo Neurale, Topobiologia Cellulare, Riduzionismo Biologico); Psicobiologia; Neurotecniche Cellulari, Cliniche (Neurologia), Cognitive, Computazionali, Culturali, Dello Sviluppo, Evolutive, Molecolari (Biologia Molecolare, Genetica Molecolare, Chimica Deelle Proteine); Neuroingegneria (Ingegneria Biomedica); Neuroetologia; Neuroimaging; Neuroinformatica (Bioinformatica); Neurolinguistica; Neuropsicologia; Paleoneurologia; Neurotecniche Sociali; Neurotecniche Sistemiche; Neuroeconomia; Neuroetica; Neuromarketing; Neuropsicologia Clinica; Neurosociologia; Psicofarmacologia; Psi-coneuroendocrinoimmunologia. Le Tecniche Mediche Alternative: Sistemi Di Medicina Complessiva (Naturopatia, Omeopatia, Medicina Tradizionale Cinese, Ayurveda), Terapie Di Interconnessione Mente-Corpo, Pratiche Biologiche, Pratiche Manipolative (Chiropratica, Osteopatia), Medicina Energetica, Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, Omotossicologia. Le NDE: la Filosofia Dell’Esperienza Di Pre-Morte
2.      Filosofia Planetaria della Fisica, della Geometria, della Matematica e del Neopositivismo
2.1.  Filosofia Planetaria Della Fisica: G. Dalton, A. Avogrado; C. Huygens, A-J. Fresnel, Sadi Carnot, A.M. Ampère, G.S.A. Ohm, M. Faraday, la Meccanica Celeste, l’Astrofisica di P-S. Laplace; il Realismo Naturalistico; la Biologia Deterministico-Meccanicistica di C. Bernard; la Teoria Della Relatività di Einstein (A.A. Michelson); la Fisica Quantistica (la Meccanica Quantistica di Heisenberg, di M. Born e di N. Bohr; Max Planck; L. Bolzmann, J. Bernoulli. 2.1A] Fisica Quantistica e autentica Filosofia (confronto con Pietro De Luigi): A. Zeilinger; D. Deutsch, F.J. Tipler, P.A.M. Dirac; J.D. Barrow. (J. Barbour, V. Marchi, H. Minkowski, H.K.H. Weyl, E. Schrödinger)
2.2.  Filosofia Planetaria della Geometria: Geometria Euclidea; G. Saccheri, K.F. Gauss; Geometria Non Euclidea: N.I. Lobačewskij, J. Bolyai, B. Rieman, Geometria Iperbolica, Geometria Ellittica
2.3.  Filosofia Planetaria della Matematica: J.H. Poincaré, D. Hilbert (il Simbolismo Logico-Matematico); L. Euler; G. Frege; la Logica Matematica di G. Boole (il Logicismo); l’Aritmetica (G. Peano); B. Russell; G. Cantor (l’Aritmetica Degli Infiniti), R. Dedekind, E.E. Kummer; Intuizionismo e Formalismo; K. Gödel
2.4.  Filosofia Planetaria del Neopositivismo (Empirismo Logico o Positivismo Logico): la Logica Simbolica; R. Aron, A. de Tocqueville, C. von Clausewitz, G.E. Moore (Utilitarismo Non Edonista e Cognitivismo Etico), Nuovo Realismo Americano; Wittgenstein; il «Circolo di Vienna»: M. Schlick, il Fisicalismo di R. Carnap (Logica Intensionale e Logica Estensionale) e di O. Neurath, H. Reichenbach; il Convenzionalismo (il Falsificazionismo di Popper, il Dualismo Interazionista di J.C. Eccles); la Filosofia Postmoderna di J-F. Lyotard (Filosofia Paralogica-Paratattica-Trasversale), il Pensiero Debole di G. Vattimo, L. Pareyson, P.A. Rovatti, A.G. Gargani, M. Ferraris; I. Lakatos, T.S. Kuhn, P.K. Feyerabend (l’Anarchismo Metodologico); Neomarxismo, G. Bachelard; la Filosofia Analitica: Filosofia Analitica Inglese (G. Ryle, J.L. Austin, P.F. Strawson); M.A.E. Dummett, E. Tugendhat, il Consenquenzialismo di P.R. Foot, P.T. Geach, G.E.M. Anscombe, I. Murdoch, H.P. Grice, D. Davidson; il Verificazionismo; l’Emotivismo; il Pragmatismo Americano; W.V.O. Quine; la Filosofia Del Linguaggio (J.H. McDowell – la Filosofia Della Mente –, G. Evans); R. Nozick, R.M. Dworkin, B.A.O. Williams; A.M. Turing, P. Churchland, P.S. Churchland; il Neopragmatismo; il Realismo Modale di D.K. Lewis (la Mereologia, la Teoria Dei Giochi)
CAPITOLO QUINTO. Gli ultimi passi della prima fase essenziale della Filosofia Planetaria: da Severino al mio linguaggio filosofico
1.      Differenziazione di dominio della Tecnica Medioevale, Moderna e Planetaria, dalla Filosofia Occidentale e dalle Filosofie che la precedono
2.      Severino e alcuni suoi critici
2.1.  Il Neoeleatismo Aristotelico-Spinozistico-Idealistico della Teologia Cristiana di Severino
2.2.  V. Vitiello, E. Paci, G. Calogero, E. Berti. 2.2A] M. Cacciari. 2.2B] C. Arata. 2.2C] L.V. Tarca: Nichilismo e Anti-Nichilismo. 2.2D] M. Donà. 2.2E] M. Visentin. 2.2F] Ines Testoni (Anticultura Mafiosa, Omnicrazia, Onnicentrismo, Nichilismo Mafioso). 2.2G] U. Galimberti. 2.2H] C.A. Testi (il Tomismo Analitico, S. Lesniewski, la Logica Formale). 2.2I] L. Messinese
3.      Marco Pellegrino: A priori: il mio linguaggio. A posteriori: il linguaggio filosofico del Neohegelismo Cinico-Berkeleyano-Severiniano-Ologrammatico
4.      C. Castoriadis (Luxemburghismo, Consiliarismo, Ontologia Insiemista-Identitaria, Ontologia Storico-Sociale), A. Gorz (Ecologia Politica), A. Michel (Ufologia), N.G. Dávila (Tradizionalismo Cattolico), R. Kirk (Tradizionalismo Conservatore), F. Kafka (Realismo Magico), H.P. Blavatsky (Teosofia), L. Howell (Rastafarianesimo), Bahá’u’lláh (Bahaismo, Bábismo), C.T. Russell (Filosofia Dei Testimoni Di Geova); e altri esponenti della Filosofia Planetaria  
[B.]  Dalla seconda fase essenziale (cioè dal secondo cerchio di linguaggio) della dominazione della Filosofia Planetaria alla dominazione della Filosofia Del Regno Della Similarità Prevalente
Verso la dominazione della volontà pubblica di designare l’autentica verità dell’essere
1.      Il Sistema Filosofico-Tecnologico
1.1.  Filosofia Degli Automatismi, Filosofia Della Cibernetica (Filosofia Dei Calcolatori, Filosofia Delle Macchine Pensanti), Filosofia Dell’Ingegneria Genetica; Totalitarismo Autoritario, Democrazia Parlamentare; Capitalismo Reale, Socialismo Reale
1.2.  Filosofia Collettivistico-Militare e Nazionalismo
1.3.  L’asse Nord-Sud, la «strage di Stato» e la «ragion di Stato»
1.4.  La Democrazia Planetaria
1.5.  Oligarchia e Tecnocrazia
1.6.  La Filosofia Dell’«Intelligenza Artificiale» (H. Putnam, J.R. Searle)
1.7.  Interpretazione e non-interpretazione
2.      Assolutismo, Democrazia, Capitalismo, Comunismo, Cristianesimo, Terrorismo, Economia. Verso la dominazione della Filosofia Del Regno Della Similarità Prevalente
2.1.  Assolutismo; Democrazia Procedurale; Estrema Sinistra; Democrazia Ateniese; Statocrazia; Democrazia Procedurale Debole e Democrazia Non-Procedurale Potente
2.2.  Anti-Socialismo-Comunismo, Comunismo Dittatoriale, B. Craxi; «Prima Repubblica», «Seconda Repubblica», Partito Comunista Italiano, Leghismo; Terrorismo Planetario; Iper-Capitalismo Degenerato
2.3.  J.A. Ratzinger; J.M. Bergoglio; Antifascismo, B. Mussolini, Statolatria; Stato Totalitario Cristiano, Stato Democratico Non-Cristiano; Anticomunismo, Democrazia Cristiana, Socialdemocrazia Comunista; Integralismo Islamico; Centrodestra, Estremismo Religioso, Terrorismo Arabo Fondamentalista (Fondamentalismo Islamico)
2.4.  Dittatura Capitalistica; M. Monti (Cattolicesimo Capitalistico); Comunismo Sovietico; Economia Tecnologica; Blocco Filosofico-Tecnologico Planetario; Terrorismo Islamico; P. Togliatti, E. Berlinguer (Eurocomunismo)
2.5.  New Economy; Economia «Non-Profit», Welfare State; Femmina-Madre, Maschio-Padre, Figlio.
PARTE TERZA
Rapporto numerico tra la Prima Volta e il Ritorno
1.      Sull’apparire della Morte centrale e del Ritorno
2.      Indivisibilità e numerabilità dell’Uno eterno: il Dispari e il Pari

3.      La vera Matematica dell’Uno infinito: «addizione», «sottrazione», «moltiplicazione», «divisione» e «numero cardinale»

da Filosofare: la struttura concreta dell’infinito: “Indice” de “Le Materie Prime della coscienza”.

Emanuele Severino, “Scienza e società. Aspetti etici, politici e cognitivi”, 30 settembre 2006

Emanuele Severino, “Gloria”, Festivalfilosofia 2014

vai all’audio/video:

http://www.youreporter.it/embed/05caca28c835567e95d1819be3aaeb72&autoplay=1

Rinascimento/Rinascenza: fu il Vasari nelle sue Vite de’ più eccellenti Architetti, Pittori e Scultori italiani a coniare il termine riferendosi ai secoli dal 300 al 500, scheda da Scorribande filosofiche

Rinascimento/Rinascenza: fu il Vasari nelle sue Vite de’ più eccellenti Architetti, Pittori e Scultori italiani a coniare il termine riferendosi ai secoli dal 300 al 500

INTENDEVA: la resurrezione della cultura classica dopo mille anni di tenebre medievali, una sorta di vendetta dell’elemento “latino” su quello “germanico”

SEGUENDO QUESTA INTERPRETAZIONE: ciò avvenne in ITALIA perché minore era stato il peso delle invasioni barbariche e più forte la permanenza dell’elemento culturale latino (diritto, cristianesimo) e Roma era la capitale della “Chiesa” (per pregare dio e parlare col papa i barbari dovettero imparare il latino)

MA QUESTA INTERPRETAZIONE RIGUARDA più precisamente quel fenomeno della rinascenzache va sotto il nome di Umanesimo

tutta la scheda qui:

 Storia della cultura italiana tra trecento e cinquecento in pillole | Scorribande Filosofiche.

La filosofia di Parmenide in pillole

Avatar di Francesco DipaloScorribande Filosofiche

[fonte: http://lh3.ggpht.com/]

Parmenide è il padre del pensiero occidentale, filosofico e scientifico. Il poema di Parmenide è una pietra miliare nel cammino dell’umanità verso l’auto-coscienza.

Affermazioni essenziali:

  1. a) la via dell’Essere: “è e non può non essere” (percorribile);
  2. b) la via del non-Essere: “non è e non può essere” (non percorribile);
  3. c) la via dell’opinione (in greco doxa), del senso comune: “è e non è nello stesso tempo” (percorribile, ma soltanto in apparenza, è la via del Divenire eracliteo contro cui polemizza Parmenide).

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Emanuele Severino sulla critica della Chiesa al capitalismo e sulla crisi dell’idea che il mondo sia retto da un ordine immutabile, 28 novembre 2014

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seve

LUCA GRECCHI e UMBERTO GALIMBERTI, FILOSOFIA E BIOGRAFIA, Editrice Petite Plaisance

GRECCHI

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE e all’indice:

Editrice Petite Plaisance.

indice di filosofia e biografia

 

ANGELO RIBELLE SU FONDO GIALLO, di O. Licini, 1952

Emanuele Severino, Quel nesso tra tecnica e idea che fu anticipato da Gentile, in Corriere della Sera 19 novembre 2014

 realismo e idealismo hanno in comune un tratto fondamentale: la convinzione che la realtà includa la realtà che diviene . Alle culture che precedono la filosofia non è certamente ignota la trasformazione continua e variegata del mondo: teogonie e cosmogonie e, in generale, le metamorfosi costantemente presenti nel mito, la attestano nel modo più esplicito. Ma è loro ignoto il senso che la filosofia, sin dal proprio inizio, assegna al divenire ? e che rimane alla base dell?intero sviluppo della civiltà occidentale, ossia della dimensione i cui tratti essenziali si son posti ormai alla base di ogni altra civiltà.Sin dall?inizio la filosofia intende il divenire come «unità di essere e di non essere». Ciò che diviene, infatti, «è» sin tanto che è, ma nel proprio passato e nel proprio futuro «non è», e quindi, come dice Platone, di esso non si può dire, separando il suo essere dal suo non essere, né soltanto che «è», né soltanto che «non è» ( Civitas , 479 e), ma è necessario dire che «insieme è e non è» ( hama on te kai me on , ibid., 478 d), ossia è appunto «unità di essere e di non essere». 

VAI ALL’INTERO ARTICOLO:

Quel nesso tra tecnica e idea che fu anticipato da Gentile.

5 libri sulla felicità (e per chi la insegue) – Il Libraio

Jung si racconta alla BBC – intervista a Romano Madera a cura di Michela Daghini, RSI

Oggi “incontriamo” Carl Gustav Jung, e lo facciamo attraverso la storica intervista rilasciata dal celebre psicoanalista zurighese alla BBC, per il programma Face to Face, di John Freeman alla fine degli anni ’50 del secolo scorso. Un’intervista in cui Jung si racconta, affrontando sia aspetti personali, come la famiglia, l’infanzia, o la religione, che temi strettamente legati ai suoi studi, o al futuro dell’umanità.

Ci accompagna, nel ripercorrere il pensiero di Jung attraverso questo prezioso documento, il filosofo e psicoanalista di formazione junghiana Romano Màdera

VAI A

Jung si racconta alla BBC – RSI.

AUDIO:

 

Alcuni concetti chiave della FILOSOFIA DI EMANUELE SEVERINO, ripresi da Stefano Bosio, Il poeta e il nulla. Emanuele Severino interprete di Leopardi, Cafoscarina, 2006, pagg.  6 e 7

severino1621 severino1622

Olympos: Dioniso, il Dio della Trasgressione

Avatar di Tablinum Cultural ManagementTablinum Cultural Management

304px-Dionysos_Louvre_Ma87_n2Studio Tablinum:trattare le vicende del Dio Dioniso é come entrare in un mondo fatto di trasgressione e delirio mistico. Un Dio che dalle sue sembianze sembrava più una ragazzina, con il suo corpo sinuoso e i suoi capelli riccioluti e profumati. Figlio di Zeus e della principessa di Tebe Semele.

La sua nascita è ancora più singolare della nascita della Dea Atena, dalla testa del padre Zeus: Dioniso nacque dalla coscia del dio. Accadde che la Madre degli DeiHera scopri la relazione del marito con una mortale, Semele, e furibonda per l’ennesimo tradimento del marito divino escogitò il modo di eliminare l’amante.

Diciamo che non si prospettava nulla di buono. Hera prese le sembianze della vecchia nutrice di Semele, Beroe, e iniziò a insinuare nella mente della principessa il pensiero che Zeus in fondo non l’amasse molto e che in effetti non gli si era…

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CONSIGLI DI LETTURA a cura della LUA Libera Universita’ Autobiografia di Anghiari

Più che recensioni… Consigli di lettura

In questa sezione del sito oltre a consigliare una rosa di libri importanti per la formazione e la cultura autobiografica, intendiamo fornire anche uno sguardo personale e più accurato verso alcuni testi che ci hanno particolarmente colpito e che sono entrati nella nostra vita

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Libera Universita’ Autobiografia – Consigli di lettura.

Panikkar Raimon, e Severino Emanuele, Introduzione di: Luigi Vero Tarca, PARLIAMO DELLA STESSA REALTA’, per un dialogo fra Oriente e Occidente, JACABOOK, 2014

Parliamo della stessa realtà?
Autore/i: Panikkar Raimon  – Titoli dello stesso autore

Altri Autori: Severino Emanuele

Contributi di : Introduzione di: Luigi Vero Tarca 

Sottotitolo: Per un dialogo tra Oriente e Occidente

Prezzo: Euro 12,00

Argomento: Religioni / World religions

Commento:

Quando due grandi spiriti si incontrano, accade qualcosa di particolare; è come se si creasse una campo energetico percepibile fisicamente, persino nelle vibrazioni dell’aria. Anche a distanza di anni, coloro che erano presenti nell’Aula Magna dell’Istituto universitario di Architettura a Venezia il 9 marzo del 2004 ricordano con emozione l’atmosfera tutta particolare creatasi in occasione dell’incontro fra Raimon Panikkar ed Emanuele Severino. Siamo così sicuri che la dimensione filosofica e la dimensione spirituale sia così rigidamente distinte? Siamo sicuri che sia possibile tracciare una netta linea di demarcazione tra le due, soprattutto nel tempo presente, in cui molti degli assunti che hanno finora demarcato i diversi ambiti culturali sono stati messi radicalmente in discussione? Certo, le differenze restano profonde; eppure, nonostante ciò, un confronto svolto con criteri omogenei è possibile. I due giganti del pensiero contemporaneo mettono a confronto Oriente e Occidente per capire se possono collaborare alla ricerca di una possibile realtà ultima. Dall’incontro emergono due elementi di convergenza: l’insoddisfazione radicale nei confronti della visione dominante del mondo e la convinzione che tutto sia eterno. Ma anche l’irriducibile differenza dei rispettivi punti di vista: per Severino la follia consiste nella fede del divenire altro del mondo, che trova la sua estrema realizzazione nella tecnica, mentre Panikkar pensa che il nostro compito non sia risolvere l’enigma del mondo bensì imparare a vivere in esso. Così Oriente e Occidente, pur faticando a comprendersi, non cessano di interrogarsi l’un l’altro.


Anno di pubblicazione: Novembre 2014

Pagine: 70

Collana: Filosofia

Disponibilità: Disponibile

ISBN (a 13 cifre): 978-88-16-41280-4

JACABOOK.

METAFORE DEL PENSIERO E DELL’ESISTENZA, ciclo di lezioni di Mario Porro, Auser Insieme di Cantù, 2014

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“ricordarsi che le cose più belle della vita servono a nulla, perché son libere …”, di Francesco Dipalo in Scorribande Filosofiche. Che si tiene assieme con FREEDOM di Zenos Frudakis

scrive Francesco Dipalo:

In primo luogo a ricordarsi che le cose più belle della vita servono a nulla, perché son libere. Pensare libera. Aiuta ad attraversare la vita ben desti. Aiuta a vivere quando è tempo di vivere (e non di “sopravvivere”); a morire quando è tempo di morire. Da esseri umani liberi. Insomma, a niente non serve proprio. Il nichilista inconsapevole, in genere, è ossessionato dal dover servire: degli oggetti, degli esseri viventi, delle persone, delle emozioni, delle azioni. Cosalizza tutto. Idolatra il mezzo, credendo che il servire a lui si riferisca e ignorando quanto lui, invece, sia ad esso asservito. Aborrisce la filosofia per amore delle catene

da

A che serve fare filosofia | Scorribande Filosofiche.

 

lo scultore di chiama Zenos Frudakis e questa scultura FREEDOM:

 http://zenosfrudakis.com/sculptures/public/Freedom.html

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LA VOCE DI LEOPARDI. di Goffredo Fofi, il Sole 24 Ore 19 ottobre 2014

Giacomo Leopardi (1798-1837) sull’EDUCAZIONE: “le inclinazioni dei giovani non sono quelle dei vecchi”

Emanuele Severino: “nel nostro tempo la filosofia continua a trasformare il mondo perché ha preparato il terreno in cui la tecnica può procedere senza più alcun limite alla dominazione delle cose”, in Liberal Numero 21 – Dicembre 2003/Gennaio 2004

Il senso assoluto del nulla e la morte come assoluto annientamento sono ignoti prima dei greci. La morte non è ancora pensata come annientamento (e nemmeno è pensato il dio vero della verità greca). Prima dei greci il senso della morte non è legato al nulla proprio perché prima dei greci è assente il senso radicale dell’opposizione dell’essere e del nulla. Quando nel primo versetto della Genesi si vuole scorgere la creazione del mondo dal nulla, si opera una violenza su un testo a cui è ancora estranea quella comprensione ontologica delle cose che si fa innanzi solo con la filosofia greca (supponendo che si possa parlare di una «filosofia» prima dei greci). Il pensiero dell’opposizione infinita tra l’essere e il nulla viene alla luce, nel popolo greco, insieme al pensiero che ci si possa salvare dall’annientamento, in cui la morte consiste, solo con la vera salvezza, quella che appare e si produce con l’apparire della verità. Nella verità si mostra il vero essere che è sempre salvo dal nulla e in cui l’uomo trova la salvezza di ciò che più gli sta a cuore. Ma a un certo momento questa grandiosa intuizione del mondo e dell’uomo crolla. Si mostra incapace di mantenere le proprie promesse. Essa domina l’intera tradizione dell’Occidente. Ne domina non solo i pensieri, ma anche le opere. La sentenza di Marx che sinora la filosofia ha contemplato il mondo e che ora si tratta di trasformarlo va rovesciata: dicendo che sinora la filosofia – sia quella della tradizione, sia quella del nostro tempo, che porta la tradizione al tramonto – ha trasformato il mondo, ma che rimane ancora da comprenderlo. Nella tradizione dell’Occidente la filosofia ha trasformato il mondo perché i pensieri e le opere dell’Occidente sono cresciuti all’interno del senso che i greci hanno assegnato alla verità; nel nostro tempo la filosofia continua a trasformare il mondo perché ha preparato il terreno in cui la tecnica può procedere senza più alcun limite alla dominazione delle cose. 

tutto il saggio qui: Solo l’eternità non è un’illusione.

Altre tre fondamentali pubblicazioni di Emanuele Severino, segnalate da Alberto Maso

Altre tre fondamentali pubblicazioni, sempre di carattere teoretico e riguardanti il Nostro:
– “Al cuore del destino” di Giulio Goggi, allievo di Severino e già autore di “Dal diveniente all’Immutabile. Studio sul pensiero di Gustavo Bontadini” (il libro per eccellenza per partire a capire il pensiero di Bontadini, verso il quale c’è sempre stata difficoltà di riunire in un sol testo il suo sistema filosofico)
http://www.mimesisedizioni.it/Filosofie/Al-cuore-del-destino.html;

– “Il destino dell’essere. Dialogo con Emanuele Severino” (già segnalato con cura da Paolo Ferrario): gli atti del convegno svoltosi nel maggio 2012, insieme all’appendice contentente alcuni brevi saggi di alcuni dottorandi di Ca’ Foscari.http://www.morcelliana.it/oruid=morcelliana.main.index&oid=72901;

– “Nulla e negazione” di Marco Simionato: il giovane filosofo in questo saggio tenta di recuperare il concetto di negazione più vicino al sistema di Luigi Vero Tarca, muovendo delle critiche dirette alla negazione di Severino e alla soluzione dell’aporia del nulla contenuta nel IV capitolo de “La struttura originaria”
http://www.pisauniversitypress.it/scheda-libro/marco-simionato/nulla-e-negazione-9788884928221-34620.html

Emanuele Severino, SUL DIVENIRE, Mucchi editore, 2014. Segnalazione di Alberto Maso

A seguito dell’ottimo libro di Biagio de Giovanni intitolato “Disputa sul divenire – Gentile e Severino” volto ad estendere l’estrema differenza tra la concezione gentiliana e quella severiniana del divenire senza per questo mancare di evidenziare i tratti comuni tra le due posizioni, il filosofo bresciano replica, dopo aver già detto la sua sul CdS, in questo nuovo libricino, pubblicato presso Mucchi editore, dal titolo “Sul divenire. Dialogo con Biagio de Giovanni”.
Alberto  Maso
Sul Divenire (PC n. 15)

http://www.mucchieditore.it
Anche i giuristi e i filosofi del diritto hanno da lungo tempo dimestichezza con quelle “verità arti…

su GIOVANNI REALE ( 1931-2014), di Maria Bettettini, in Il Sole 24 Ore 19 ottobre 2014

reale reale2

Intorno ai presocratici: alcune annotazioni, da Scorribande filosofiche

La dea detta a Parmenide i veri e propri fondamenti di ciò che diverrà la logica occidentale, ovvero quei principi che solo successivamente verranno teorizzati e codificati da Aristotele:

•    A ≡ A (Principio di identità).

•    A = B (Principio di uguaglianza).

•    A ≠ -A ( Principio di non-contraddizione).

Dinanzi all’uomo si aprono sostanzialmente due vie:

•    Alètheia: la verità basata sulla ragione, che porta alla conoscenza dell’Essere vero;

•    Dòxa: il sentiero dell’opinione, che porta alla conoscenza dell’Essere apparente.

 

L’alètheia consiste in: “l’essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere” [principi di identità e di non-contraddizione].

L’Essere vero è un presente eterno, ingenerato ed imperituro, immutabile ed immobile, unico ed omogeneo, finito; se così non fosse, sarebbe implicato in qualche modo il non-essere.

 

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Secondo Aristotele i presocratici si occuparono fondamentalmente di rintracciare l’arché, ovvero la sostanza (dal latino substantia) primordiale, da cui tutto deriva: ciò che permane nonostante il cambiamento o che “sta dietro” il movimento e la molteplicità degli enti.

Aristotele li definisce “oi physikòi” perché attribuisce loro un particolare interessamento per la natura (physis) o meglio per la sua causa/e materiale/i.

Le loro teorie, a maggior ragione in quanto giunteci solo attraverso pochi frammenti e testimonianze, sono state sottoposte a varie interpretazioni.

Sapere è potere e conoscere l’arché equivale a dominare la natura, ad anticipare quel che sarà diminuendo la portata terrifica dell’ignoto.

Vi sono diverse correnti di pensiero:

–    Monismo: l’arché deriva da un unico principio.

–    Dualismo: l’arché deriva da due principi.

–    Pluralismo: l’arché deriva da più di due principi.

Quello che ci è rimasto dei loro scritti (frammenti e testimonianze ricavati dalla letteratura…

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alcune PAROLE CHIAVE DEI FILOSOFI GRECI (greco traslitterato)

Term gr.

DIPALO FRANCESCO, Questioni di vita, questioni di filosofia. Saggi sulla consulenza filosofica, Tuttiautori, 2010

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L’autentica filosofia dell’Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi, Emanuele Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24

“Se la civiltà occidentale vuol essere coerente alla propria essenza, deve riconoscere che la propria filosofia è la filosofia di Leopardi. L’autentica filosofia dell’Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi. […] Raramente il pensiero occidentale si porta ad una trasparenza eguagliabile a quella che si manifesta attraverso il linguaggio di Leopardi. Si tratta della trasparenza del linguaggio che esprime ciò che per l’Occidente è l’evidenza suprema: l’esistenza del divenire, cioè dello scaturire dal nulla e del ritornarvi, da parte delle cose esistenti. Questa trasparenza estrema mostra la grandezza estrema del pensiero di Leopardi e, insieme, la fedeltà estrema di questo pensiero all’essenza dell’Occidente.”

[E. Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24]

il latino non è solo bello, ma è UTILE: per comprendere meglio ciò che si legge, lettera di Mariagrazia Deretti a Corriere della Sera 7, 24 ottobre 2014

LATINO1428

FIDUCIA. Tema attorno al quale si è concentrata la nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. RIVIVI IL FESTIVAL SU TELETUTTO

riflettere su una parola chiave quanto mai attuale: fiducia. Tema attorno al quale si è concentrata la nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio, registrando nei venti appuntamenti in calendario un’affluenza che supera le 19.000 presenze.
Rivivi l’attesa di quegli attimi, riascolta le parole dei Maestri, ripercorri idealmente il fortunato itinerario filo-rivierasco che sa unire al suo pensiero nomade la scoperta di luoghi meravigliosi, all’insegna di un procedere dialogico che crea comunità e sviluppa la capacità critica dei soggetti. L’appuntamento è su Teletutto, ogni domenica, a partire dalle ore 21. Qui di seguito il calendario delle messe in onda. Si precisa che, eventuali variazioni di palinsesto, verranno prontamente segnalate.
Buona visione a tutti i nostri spettatori sensibili!

PROGRAMMAZIONE FESTIVAL FILOSOFI LUNGO L’OGLIO. TELETUTTO ORE 21.00

26/10 Umberto Curi. Amore, Passione e fiducia

02/11 Roberto MordacciL’etica della fiducia

09/11 Francesco MianoLa responsabilità come fiducia

16/11 Sergio GivonePrestare fede.

23/11 Chiara Saraceno. La fiducia, tanto preziosa quanto fragile.

30/11 Michela Marzano. I paradossi della fiducia: scommessa, dono e affidabilità

07/12 Massimo Cacciari. Migrazioni di un nome: la fede.

14/12 Franco La Cecla. I malintesi della fiducia mal riposta.

21/12 Massimo Donà. Dalla fiducia alla fede. Tra misura e dismisura

28/12 Armando SavignanoDon Chisciotte, cavaliere della fede.

04/01 Francesca RigottiFiducia, sfiducia e onestà.

11/01 Marc AugéFiducia in sé, fiducia nell’altro, fiducia nel futuro.

18/01 Cerimonia di Proclamazione del vincitore del
Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente
 (del 6 Luglio 2014)

25/01 Adriano Fabris. La fiducia non si ha, ma si dà.

01/02 Remo BodeiI limiti della fiducia. Politica, ragion di Stato e morale.

08/02 Salvatore NatoliPerseveranza. Fedeli alla meta.

15/02 Stefano Semplici. La città affidabile. Da Adam Smith a Papa Francesco.

22/02 Bernhard Casper. Fidarsi – cibo della nostra vita. Momenti del suo accadere.

01/03 Maria Rita Parsi. Per non tradire la fiducia dei bambini.

08/03 Bernhard Casper. Il ritorno di Civerchio: l’Assunzione nella Chiesa di Santa Maria dei Campi. .

da RIVIVI IL FESTIVAL SU TELETUTTO.

LA SCULTURA HA CINQUE ANIME

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locandina

Studio Tablinum: quante declinazioni può conoscere l’arte? Tra le infinite sfumature con cui l’artista plasma la propria visione del mondo abbiamo cercato d’indagare le vie per cui si snodano le suggestioni di questi cinque scultori.

Cinque. Un numero non certo casuale, simbolicamente evocativo che fin dai tempi antichi è associato all’atto di sperimentare, alla conoscenza concreta dei fatti, del cambiamento, del “mutamento di stato” di una situazione.

Gli antichi greci lo riconducevano a Hermes, messaggero degli dei, tramite tra cielo e terra. Cinque sono anche i sensi che fanno da bussola all’essere umano nel corso della propria esistenza: da un punto di vista emotivo, mentale e fisico, verso una condizione sempre nuova.

Il numero cinque è simbolo di una mente polimorfa, costantemente votata all’intelligenza e alla curiosità, porta con sé la tendenza ad avvicinarsi, a volte anche in modo pericoloso, a linee di confine, di trasgressione.

Il numero cinque è…

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lo “stare” alle origini delle ISTITUZIONI, da Paolo Ferrario, POLITICHE SOCIALI E SERVIZI: metodi di analisi e regole istituzionali, Carocci Faber Editore, 2014, p. 450

istituzioni1375 istituzioni1376tratto da Paolo Ferrario, POLITICHE SOCIALI E SERVIZI: metodi di analisi e regole istituzionali, Carocci Faber Editore, 2014, p. 450

 

sul libro: Francesco Dipalo Introduzione al pensiero buddhista Edizioni del Giardino dei Pensieri, Bologna 2012

Francesco Dipalo
Introduzione al pensiero buddhista
Edizioni del Giardino dei Pensieri, Bologna 2012
ISBN: 978-88-98227-07-5

Con questo testo ci ripromettiamo di tratteggiare, in breve, le idee fondamentali del Buddhismo. Non miriamo ad un’esposizione completa ed esauriente. I lettori più esigenti avranno modo di placare la propria sete di conoscenza con l’attingere a ben altre fonti. Per questo, non esitiamo a rimandarli alla bibliografia commentata che completa la nostra trattazione. L’intento che ci anima è piuttosto quello di pungolare la curiosità intellettuale ed esistenziale di quanti, pur avendo qualche conoscenza filosofica, magari acquisita negli anni di studio liceale, non si sono mai accostati a questa sconfinata galassia del pensiero umano, ma sono disponibili al confronto con ciò che è diverso, provano gusto a mettersi in discussione come persone “integrali”, non disdegnando indossare i panni del “principiante”.

«Se la vostra mente è vuota, è sempre pronta per qualsiasi cosa; è aperta a tutto. Nella mente di principiante ci sono molte possibilità; in quella da esperto, poche (Mente Zen. Mente di principiante)» – ci ricorda il maestro zen giapponese Shunryu Suzuki (1904 – 1971), uno degli “apostoli” del Buddhismo in Occidente. “Apertura” è un termine importante per chi ama la filosofia, non importa che segua la tradizione “occidentale” o quella “orientale”. Aprirsi all’Altro da sé, a ciò che non si conosce è un gesto d’amore, soprattutto verso se stessi. E chi ama, sospinto dal desiderio, si mette in cammino verso la meta del suo amore. È questo il significato della parola greca “philo-sophìa” (amore per la sapienza). Il vero filosofo, dunque, è un eterno principiante, perché si è perfezionato nell’arte del meravigliarsi dinanzi a ciò che è nuovo e per lui inaudito. E custodisce un piccolo segreto, ignorato dai più: che «ogni giorno sorge un sole nuovo (Eraclito fr. 6 DK)», ossia ad ogni attimo, ad ogni batter di ciglia corrisponde una nuova esperienza conoscitiva.

Ecco, possiamo dire, in estrema sintesi, che l’essenza del messaggio buddhista stia proprio in questo invito a guardare se stessi e il mondo con occhi sempre nuovi, scientificamente oggettivi e compassionevoli allo stesso tempo, traducendo in pratiche di vita tale atteggiamento filosofico di fondo, in modo che esso penetri sin nel midollo del proprio essere. È la stessa “volatilità” del tempo ed imprevedibilità dei casi della vita a renderlo urgente. La vita è adesso, solo qui ed ora. Nell’illusione di un “prima” o di un “poi” la sofferenza è in agguato. Per questo, il Sandokai, poema buddhista dell’VIII secolo d. C., si chiude con questo appello: «Voi che ricercate la Via, vi prego, non lasciate che i giorni e le notti passino invano».

Là dove è stato possibile (e si è rivelato opportuno), per puntualizzare con maggiore chiarezza alcuni principi della visione buddhista si è fatto ricorso alla comparazione con il pensiero occidentale, utilizzando spunti ed autori dell’antichità greco-romana nonché della filosofia moderna e contemporanea. Si tratta, evidentemente, solo di suggestioni e di tracce che meriterebbero di essere seguite con maggiore attenzione. Ci interessa qui sottolinearlo per mostrare come certe distinzioni alle quali siamo superficialmente abituati – del genere “Occidente” versus “Oriente” – siano decisamente fuorvianti. Credo che oramai – a tutti i livelli, a cominciare da quello scolastico – sia giunto il momento di riconsiderarle in toto e di superarle in una più ampia e fruttifera sintesi che metta al centro l’individuo filosofante e le sue concrete esigenze esistenziali e spirituali di essere umano e di cittadino globale.

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LA COMPAGNIA DELL’ARCOBALENO

Vi invita per

Venerdì 17 ottobre 2014 alle ore 21,00

alla tisana filosofica col professor Francesco Dipalo

 

La visione del mondo buddista può aiutarci a stare meglio?

 

In un clima pacato, semplice e diretto ne parleremo insieme al prof. Francesco Dipalo docente al liceo Vian, consulente filosofico e autore di diversi testi sull’argomento.

 

°°°°°°°°°°°

Compagnia dell’Arcobaleno

Via di Santo Stefano 18/c – Anguillara S. (RM)

Per informazioni: tel 347 8164464

compagniadellarcobaleno@gmail.com

http://compagniadellarcobaleno.org

L’ingresso per i non-soci è di euro 3.

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Auden Wystan Hugh, Blues del profugo, lettura di Domenico Pelini

 

Auden Wystan Hugh, Blues in memoria – lettura di Domenico Pelini

da “Un altro tempo”, Adelphi edizioni
musica: Max Richter,Horizon variations

Emanuele Severino, breve comunicazione su “Imparare a vedere oltre la morte per amare la vita” – 2014

 

Emanuele Severino: nella parola “de-stino” risuona quella radice “sta” indo-europea che indica lo stare, inamovibile, che non si lascia scuotere da alcunche

nella parola “de-stino” risuona quella radice “sta” indo-europea che indica lo stare, inamovibile, che non si lascia scuotere da alcunche

da Emanuele Severino e La Gloria al festival filosofia 2014 | Ritiri Filosofici.

Emanuele Severino e La Gloria al festival filosofia 2014 |tracrizione a cura di Ritiri Filosofici, 2014

La parola Gloria indica appunto la volontà di sopravvivenza.

Avevo occasione di dire in un’intervista che mi è stata fatta in questa circostanza, che tutti i significati della parola Gloria sono riconducibili a questo fondamentale che abbiamo indicato. Si parla di Gloria come celebrità, si arriva a parlare di vanagloria, si declina in tutti i modi del nostro vivere quotidiano questa parola, ma in ogni declinazione l’intento è quello di perdurare il più possibile nella visibilità. Il perdurare, daccapo, che cosa significa? Significa l’allontanare il più possibile il momento della morte. Nella parola Gloria risuona la parola klamo; infatti noi diciamo “acclamare”. Anche la parola greca kleos vuol dire “chi sta in una situazione di visibilità perdurante, che ha preso le distanze il più possibile dal momento della morte”.

tutta la trascrizione dell’intervento è qui: Emanuele Severino e La Gloria al festival filosofia 2014 | Ritiri Filosofici.

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Emanuele Severino: Aspettando il tramonto della libertà | di Andrea Cimarelli in Ritiri Filosofici

La questione della libertà umana costituisce uno degli argomenti più problematici della riflessione filosofica. Il pensiero di Emanuele Severino, che proprio rispetto a tale questione ha scritto molto sia in Studi di filosofia della prassi che in Destino della necessità, ha offerto un prezioso contributo alla concettualizzazione stessa della libertà e alla comprensione di quale ruolo essa possa occupare nella sua ontologia.

Il mondo di Severino.

Per Severino tutto poggia sulla teoria dell’eternità degli enti, la confutazione più radicale di quella che la tradizione filosofica occidentale ha sempre considerato come l’evidenza suprema: l’oscillare degli enti fra l’essere e il nulla, il loro entrare e uscire dall’essere; in una parola: il divenire.

tutto l’articolo qui: Aspettando il tramonto della libertà | Ritiri Filosofici.

L. Perissinotto V. Vitiello L. V. Tarca – Festival della Politica 2014

 

Emanuele Severino GOVERNI TECNICI E TECNICA Introduce Paolo Ferlinga, Brescia, Sabato 11 Ottobre ore 18 Salone Vanvitelliano Palazzo Loggia

Brescia, Sabato 11 Ottobre ore 18
Salone Vanvitelliano Palazzo Loggia
Emanuele Severino
GOVERNI TECNICI E TECNICA
Introduce Paolo Ferlinga

http://agenda.comune.brescia.it/GetFile.aspx?idEvento=802&idAllegato=1766

Emanuele Severino e Angelo Scola, Il Morire tra ragione e fede | Marcianum Press

vai a:

Il Morire tra ragione e fede | Marcianum Press.

Arthur Schopenhauer (1788-1860): “Il Corano, questo cattivo libro …

Il Corano, questo cattivo libro, fu sufficiente per fondare una religione mondiale, per soddisfare il bisogno metafisico di milioni e milioni di uomini, per definire il fondamento della loro morale – e di un  notevole disprezzo della morte, ma anche per esaltarli convolgendoli in guerre sanguinose e nelle conquiste più estese.
Nel Corano troviamo la forma più squallida e più povera di teismo…
In quest’opera, io non sono riuscito a scoprire nemmeno un pensiero dotato di valore”

Arthur Schopenhauer (1788-1860)

Questo testo è stato scritto nella prima metà dell’800. Noto, per inciso, che oggi per molto meno i vittimisti perdenti radicali mettono a ferro e fuoco le democrazie occidentali e sgozzano i loro apostati

Emanuele Severino, intervento al convegno Il destino dell’essere, Dialogo 1, 29-30 maggio 2014

Università Ca’Foscari di Venezia ‘Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali’ Percorsi dell’Ontologia: Linguaggio, Socialità e forme della Politica, Coordinatore scientifico nazionale prof. Luigi Ruggiu, Convegno di studi IL DESTINO DELL’ESSERE Dialogo con (e intorno al pensiero di) Emanuele Severino. (29-30 maggio 2012 Aula Magna Silvio Trentin – Ca’ Dolfin Dorsoduro 3825/e – Venezia)

da Emanuele Severino, Il destino dell’essere, Dialogo 1 – YouTube.

Emanuele Severino: ” l’uomo è l’eterno apparire della verità, al di là delle variazione dei contenuti che vanno via via apparendo.”

«Diciamo che la filosofia non richiede di andare lontani a cercare qualcosa che non si possiede.

Per quanto riguarda l’orizzonte infinito occorrerebbe un lungo discorso per mostrare che l’uomo è l’eterno apparire della verità, al di là delle variazione dei contenuti che vanno via via apparendo.

Pensare la filosofia significa comprendere ciò che abbiamo già da sempre vicino, a portata di mano.

Anche in questo consiste la sua grandezza».

da Osservatorio sulla Verità.

Bazzani, Fabio, Vitale, Sergio, Lanfredini, Roberta (a cura di), La verità in scrittura Firenze, Clinamen, 2013, pp. 146

Bazzani, Fabio, Vitale, Sergio, Lanfredini, Roberta (a cura di), La verità in scrittura

Firenze, Clinamen, 2013, pp. 146, euro 17, ISBN 978-88-8410-196-9.
 
Recensione di Massimiliano Chiari – 22/12/2013
 
L’opera è il frutto di un’iniziativa seminariale promossa da alcuni docenti del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze. Se da un lato l’obiettivo principale del seminario era quello di dare avvio ad una riflessione sistematica sulla scrittura filosofica, dall’altro i contributi contenuti nel testo in esame si spingono ben oltre, andando a lambire i rapporti profondi che intercorrono tra la scrittura, il tema della verità (in scrittura, appunto) e l’indagine filosofica nel suo complesso, con rimandi non occasionali anche alla prassi della

 ricerca scientifica.

da ReF – Recensioni Filosofiche.