Colloquio in quattro puntate con EMANUELE SEVERINO, a cura di Antonio Ria, Televisione Svizzera, Programma LASER, RSI Rete 2, 30 aprile -3 maggio 2012. 4 Audio

Il lungo colloquio in quattro tappe con Emanuele Severino, che Antonio Ria ha incontrato nella sua casa di Brescia, prende l’avvio dalla pubblicazione di due importanti libri: la sua autobiografia, edita da Rizzoli col titolo “Il mio ricordo degli eterni”, e “La morte e la terra”, pubblicato da Adelphi, volume che in qualche modo corona e, almeno per ora, conclude la pluriennale ricerca dell’ottantatreenne filosofo italiano, dal pensiero complesso e sorprendente, definito da Massimo Cacciari «un gigante della filosofia e l’unico filosofo che nel Novecento si possa accostare a Heidegger».

Autore quindi di opere fondamentali per la ricerca filosofica europea (fra cui “La struttura originaria”, “Essenza del nichilismo”, “Destino della necessità”, “Oltre il linguaggio”, “La Gloria”, “Oltrepassare”, “Téchne. Le radici della violenza”, “Declino del capitalismo”), Severino è professore emerito dell’Università di Venezia e attualmente insegna all’Università San Raffaele di Milano.

Negli incontri, a cui partecipa anche il filosofo Salvatore Natoli, vengono affrontati i temi del suo pensiero filosofico, intrecciato alle sue vicende biografiche: memoria e eternità, tempo e nichilismo, problema religioso e “contraddizione della fede”, “scontro con la Chiesa” e “morte di Dio”; quindi il rapporto tra destino della verità e fede, superamento della contrapposizione tra teismo e ateismo; poi critica dell’etnocentrismo e dell’alienazione (“follia estrema dell’Occidente”), e rapporto tra destino e cristianesimo; infine la riscoperta della tecnica e il collegamento fra tecnica e violenza. In sintesi, nella sua opera Severino intende mettere in questione la “fede nel divenire” entro cui l’Occidente si muove.

clicca e ascolta gli audio:

1 Audio del 30 aprile 2012: IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI. Mp3

Audio del 1 maggio  2012

3. Audio del 2 maggio 2012

4. Audio del 3 maggio 2012

da RSI Il filosofo “errante” – Incontro con Emanuele Severino, a cura di Domenico Ria

Laser è lo storico magazine di riferimento della Rete Due per gli approfondimenti. Si occupa di personaggi e di temi nell’ambito della  società, cultura, politica, economia. Propone analisi, inchieste  con un taglio sociologico e storico e incontri con personaggi e personalità. E’ il contenitore privilegiato dei grandi reportage e audio documentari della RSI.

Gianfranco Cordì recensisce: Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia (2011) in TELLUS folio

Una filosofia che cancella quanto c’è di sbagliato ed emenda, rettifica, equilibra, sana infine il malinteso. Alla luce della considerazione di tutta la propria esperienza di pensiero, Emanuele Severino (Brescia, 26 febbraio 1929) ha pubblicato per la Rizzoli questo suo Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia (2011) che racchiude il senso completo di un itinerario speculativo partito prestissimo e transitato attraverso alcune delle tappe cruciali del Novecento, secolo di cui il nostro autore è stato anche un protagonista e un interprete tra i più raffinati. Il volume contempla ed illustra le tappe principali del cammino teoretico di Severino alternandole a momenti, invece, più direttamente privati della sua vita. Il tutto raccontato con uno stile che è sempre schietto e preciso specie nelle diverse descrizioni afferenti alla sfera familiare della vita del filosofo, descritte in un’alternanza (peraltro molto interessante) continua rispetto ai passaggi più strettamente filosofici – spesso generati e scaturenti dalle vicissitudini della stessa esistenza di Severino …. segue

tutta la recensione qui: TELLUS folio.

Biografia e libri della poetessa Marisa Zoni (1935-2011)

Marisa Zoni (1935-2011) è stata una poetessa italiana nata a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. Ha vissuto a Bologna e ha insegnato lettere per circa quarant’anni tra il nord e il centro Italia.

La sua produzione poetica è stata significativa nell’ambito della letteratura italiana contemporanea.

Tra le sue opere si ricorda “La scarpinata” (Mondadori, 1967) tra altri libri di poesie, e ha lavorato anche con importanti figure come Paolo Volponi e Lalla Romano.

È nota per un linguaggio poetico ricco e personale e ha mantenuto un ruolo rilevante nel panorama culturale fino alla sua morte a 75 anni circa nel 2011.

Insegnante di lettere per tutta la vita, Marisa Zoni ha percorso con la sua poesia uno spazio espressivo originale, e il suo lavoro è oggetto di studi e ricostruzioni da parte di studiosi e amici, come riportato in ricordi e raccolte dedicate a lei.

Il primo libro di poesie risale al 1959, “Testa o croce del soldone” e la sua attività letteraria ha avuto una lunga durata nel tempo.

Queste informazioni offrono un quadro biografico essenziale di Marisa Zoni, evidenziando la sua nascita, attività professionale e contributo alla poesia italiana del Novecento.nuovo-opac.sbn+6

  1. https://nuovo-opac.sbn.it/c/opac/autori/view?groupId=20122&id=RAVV031476
  2. https://www.peacelink.it/marenostrum/a/14999.html
  3. https://www.abebooks.it/scultore-carta-Poesie-Marisa-Zoni-Logogrifi/9310096315/bd
  4. https://traccesent.com/2018/09/10/in-ricordo-di-marisa-zoni-1935/
  5. https://www.satisfiction.eu/addio-a-marisa-zoni/
  6. https://www.noidonne.org/articoli/le-parole-che-incidono-la-carta-00235.php
  7. https://antemp.com/2025/11/11/marisa-zoni-fra-qualche-anno-1966/
  8. https://www.ebay.it/itm/115413879694
  9. https://www.facebook.com/Poesia2.0/photos/marisa-zoni/465357433503559/
  10. https://traccesent.com/category/autori/zoni-marisa/

Le opere principali di Marisa Zoni con le rispettive date di pubblicazione sono:

  • “Testa o croce del soldone” (1959), suo primo libro di poesie.
  • “La scarpinata” (1967), pubblicato da Mondadori.
  • “Lo scultore di carta” (1975), opera composta da 46 poesie.
  • “Come un metallo o un tamburo” (1999), pubblicato da Manni Editore.
  • “Tu paria dai mille occhi” (2004), pubblicazione che raccoglie i suoi ultimi lavori inediti.

Queste opere rappresentano alcuni dei contributi più significativi di Marisa Zoni alla poesia italiana contemporanea, con una produzione che copre diversi decenni e mostra l’evoluzione del suo stile poetico.lin+4

  1. https://www.lin.it/libri-autore/marisa-zoni.html
  2. https://www.lafeltrinelli.it/scultore-di-carta-libri-vintage-marisa-zoni/e/2560031014028
  3. https://www.bibliomo.it/SebinaOpac/query/baldassini%20l?context=catalogo
  4. https://www.ebay.it/itm/297481282130
  5. https://www.mondadoristore.it/autore/marisa-zoni/c/00034891
  6. https://traccesent.com/2018/09/10/in-ricordo-di-marisa-zoni-1935/
  7. https://www.ibs.it/libri/autori/marisa-zoni
  8. https://traccesent.com/category/autori/zoni-marisa/
  9. https://www.pendragon.it/catalogo/manufacturers/marisa-zoni.html?tmpl=component
  10. https://www.abebooks.it/scultore-carta-Poesie-Marisa-Zoni-Logogrifi/9310096315/bd
  11. https://antemp.com/2025/11/11/marisa-zoni-fra-qualche-anno-1966/

Emanuele Severino, intervista di Corrado Benigni sull’autobiografia Il mio ricordo degli eterni, in il Riformista 3 agosto 2011, da Pagina 3 di Radio3

Emanuele Severino presenta: IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI. Autobiografia, a CheTempoCheFa, 22 maggio 2011, AUDIO

… ogni istante è impossibile che divenga nulla e vada nel nulla …
… soltanto se qualcosa è eterno può essere ricordato …
… ogni istante è … … la parola “eterno” sta a significare “essere senza diventare nulla” …

… ognuno di noi è un firmamento stellato …. la parola firmamento rimanda alla “fermezza” del firmamento stellato …

da: Emanuele Severino presenta: IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI. Autobiografia, a CheTempoCheFa, 22 maggio 2011 | Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.

Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Rizzoli, 2011. Con la sua dedica: “al prof. Paolo con amicizia”

rico et1736rico et1737Emanuele Severino, Il Mio ricordo degli eterni, Rizzoli

“RICORDARE È ERRARE.
UN LIBRO DI MEMORIE È UN ERRARE.”

Dalla filosofia alla musica, dalle battaglie contro i dogmatismi agli affetti più cari: le avventure di vita e di pensiero di uno dei maggiori filosofi italiani del nostro tempo.

Un bambino di appena quattro anni nascosto sotto il tavolo di una grande cucina, nell’attesa degli eventi che diventeranno poi la sua vita. È questa la prima immagine che appare a Emanuele Severino quando, errando tra i ricordi, riavvolge i fili della propria esistenza. Errando, appunto, perché il ricordo è di per sé falso e distratto.
Tra aneddoti e suggestioni, riaffiorano l’infanzia a Brescia e gli anni della guerra; la scomparsa prematura di suo fratello Giuseppe, arruolatosi come “volontario” sul fronte francese, e l’incontro con Esterina, “la ragazza più bella di Brescia”, che sarebbe diventata sua moglie e che è lo sfondo di queste pagine; gli studi universitari a Pavia e l’insegnamento alla Cattolica di Milano, a seguito del “maestro” Gustavo Bontadini; la controversia con la Chiesa, che nel 1970 proclamò l’insanabilità delle posizioni del filosofo con quelle della dottrina cattolica, e l’evoluzione del suo pensiero; il rapporto con i figli Anna e Federico e quello con i suoi allievi; la stesura delle sue opere e le conversazioni filosofi che con gli amici, come il sindaco di Brescia Bruno Boni, la cui ultima volontà fu di avere nella bara una copia di Essenza del nichilismo.
E i viaggi, quasi tutti con Esterina: in giro per l’Italia e per il mondo; il primo da sposati, nel ’51, in una Germania ancora distrutta, o l’ultimo, nel 2009, nell’Avana di Fidel Castro.
Il mio ricordo degli eterni è lo sguardo dell’autore che per la prima volta si posa, delicato e ironico, su frammenti della sua vita, illuminando via via luoghi, volti ed esperienze, perché “ciò che se ne va scompare per un poco. Ma poi, tutto ciò che è scomparso riappare”.

Emanuele Severino

EMANUELE SEVERINO, accademico dei Lincei, professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia insegna tuttora all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È autore di opere fondamentali tradotte in varie lingue.

 

da: Il Mio ricordo degli eterni – Emanuele Severino – Libro – RIZZOLI.

vai anche a:

https://antemp.com/2011/05/24/emanuele-severino-presenta-il-mio-ricordo-degli-eterni-autobiografia-a-chetempochefa-22-maggio-2011/

Memoria autobiografica

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 312-314

Autobiografia

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 48-51

Oriana Fallaci, Un cappello pieno di ciliege, Rizzoli/Bur, 2008

Un cappello pieno di ciliege è un romanzo incompiuto di Oriana Fallaci, pubblicato postumo nel 20081.

Trama:
Il libro racconta la storia della famiglia dell’autrice tra il 1773 e il 1889. La narrazione inizia in un podere a Vitigliano di Sotto, dove vivono il mezzadro Luca Fallaci e sua moglie Apollonia, con i loro quattro figli: Gaetano, Carlo, Violante e Aloisio1. Carlo, il “ribelle” della famiglia, sa leggere e scrivere e sogna di partire per l’America, ma il destino lo riporta a casa, dove si fa carico delle responsabilità familiari. Il romanzo segue le vicende di diverse generazioni, tra cui spiccano figure come Caterina, sposa di Carlo, e Francesco, marinaio e padre disperato. Il racconto si snoda attraverso eventi storici come l’Italia rivoluzionaria di Napoleone, Mazzini e Garibaldi, culminando con il matrimonio dei nonni paterni di Oriana, Antonio e Giacoma. L’opera, intrisa di realtà e immaginazione, trasforma i membri della famiglia Fallaci in personaggi quasi fiabeschi.

Genesi dell’opera:
Oriana Fallaci ha dedicato oltre dieci anni alla scrittura di questo romanzo, interrompendosi solo a seguito degli attentati dell’11 settembre, che la spinsero a scrivere La rabbia e l’orgoglio. Il romanzo si interrompe con il matrimonio dei nonni paterni, Antonio e Giacoma, ma avrebbe dovuto contenere tutta la storia successiva fino al 1944. Il nipote ed erede universale di Oriana, Edoardo Perazzi, ha curato la pubblicazione del libro, seguendo le precise disposizioni della scrittrice riguardanti sia il titolo sia il testo.

Edizioni:

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Un_cappello_pieno_di_ciliege
  2. https://cctm.website/oriana-fallaci-un-cappello-di-ciliege/
  3. https://www.ibs.it/cappello-pieno-di-ciliege-libro-oriana-fallaci/e/9788817034968
  4. https://www.lafeltrinelli.it/cappello-pieno-di-ciliege-libro-oriana-fallaci/e/9788817034968
  5. https://www.libroparlato.org/audiolibro/un-cappello-pieno-di-ciliegie/
  6. https://books.google.com/books/about/Un_cappello_pieno_di_ciliege.html?id=kVJneavMArcC
  7. https://www.rizzolilibri.it/libri/un-cappello-pieno-di-ciliege/
  8. https://www.ebay.it/p/69887501

EMANUELE SEVERINO, scheda biografica in Giorgio Dell’Arti, Catalogo dei viventi, Marsilio editore, 2008

Vladimir Majakovskij, Gente che non ho mai visto: Mussolini, 1923 (trovata nel libro: Metrica dei giorni, poesie per un anno, Palomar edizioni, 1999, pagina 531)

Ovunque si getti lo sguardo, i giornali
son pieni
              del nome di Mussolini.
A quelli che non l’hanno mai visto
                                                   lo descrivo io, Mussolini.
Punto per punto,
                         tratto per tratto.
Genitori di Mussolini,
                                 non sforzatevi di criticarmi!
Non gli somiglia?
                           La copia più esatta
                                                       è la sua politica.
Mussolini
               ha un orribile
                                    aspetto.
Nude le estremità,
                            nera la camicia,
sulle braccia
                   e sulle gambe
                                        migliaia
di peli
         a ciuffi.
Le braccia
                arrivano ai calcagni
                                              e scopano per terra.
Nell’insieme
                   Mussolini
                                  ha l’aspetto di scimpanzé
Non ha faccia :
                       al suo posto
ha un enorme
                     marchio da brigante.
Quante narici
                     ha ogni uomo!
                                           È inutile!
Mussolini
               in tutto,
                           ne ha una sola,
e anche questa
                      gli è stata spaccata
                                                   esattamente in due
alla spartizione
                        del bottino.

….

vai alla intera poesia:

https://incidenze.blogspot.com/2012/10/gente-che-non-ho-mai-visto-mussolini-di.html

Marco Aurelio, nato il 26 aprile 121 d.C. a Roma

Marco Aurelio, noto come “l’imperatore filosofo”, è una figura centrale nella storia romana e nella filosofia stoica. Nato il 26 aprile 121 d.C. a Roma, da Marco Annio Vero e Domizia Lucilla, mostrò fin da giovane un forte interesse per la filosofia, in particolare per lo stoicismo, che abbracciò nel 133 d.C.[1][2].

Formazione e ascesa al potere

Marco Aurelio ricevette un’educazione completa, studiando lettere latine e greche, giurisprudenza ed eloquenza sotto la guida di Frontone. Fu adottato dall’imperatore Antonino Pio nel 138 d.C., diventando suo successore designato[2][5]. Sposò Faustina, figlia di Antonino Pio, e insieme ebbero tredici figli[3][4]. Divenne imperatore nel 161 d.C., condividendo il potere con il suo fratello adottivo Lucio Vero[1][5].

Regno e sfide

Il regno di Marco Aurelio (161-180 d.C.) fu segnato da numerose difficoltà. Nonostante la sua inclinazione pacifista, dovette affrontare conflitti militari significativi contro le tribù germaniche, come i Quadi e i Marcomanni, che minacciavano i confini dell’Impero[1][4]. Durante il suo governo, Marco Aurelio condusse ben diciassette campagne militari e si trovò a fronteggiare anche una grave epidemia di peste che decimò le sue truppe[2][6].

Marco Aurelio si distinse per la sua umanità e il suo approccio etico alla leadership. Non perseguitò i cristiani, seguendo una politica di tolleranza simile a quella del suo predecessore Traiano. Inoltre, si preoccupò delle condizioni degli schiavi e rinunciò ai lussi personali per affrontare le crisi economiche dell’epoca[1][3].

Opere filosofiche

Oltre alle sue responsabilità politiche e militari, Marco Aurelio è conosciuto per le sue opere filosofiche, in particolare per i “Pensieri”, una raccolta di riflessioni personali che esprimono la sua visione stoica della vita e della virtù. Questi scritti sono considerati tra i testi fondamentali della filosofia occidentale[4][5].

Morte e eredità

Morì il 17 marzo 180 d.C., probabilmente a causa di una peste contratta durante una campagna militare. Gli succedette il suo figlio Commodo, segnando la fine del periodo noto come “l’epoca dei cinque buoni imperatori”[1][2]. Marco Aurelio rimane un simbolo di saggezza e leadership morale, influenzando pensatori e leader attraverso i secoli con il suo esempio di governante giusto e riflessivo.

Citations:
[1] https://www.raiscuola.rai.it/storia/articoli/2022/02/Marco-Aurelio-un-intellettuale-al-potere-88954158-6bb8-47d8-a3a5-2b12cf2ceba7.html
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-aurelio/
[3] https://www.domusweb.it/it/arte/2024/04/24/marco-aurelio-un-imperatore-filosofo.html
[4] https://www.skuola.net/storia-antica/imperatore-marco-aurelio.html
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Aurelio
[6] https://www.romanoimpero.com/2009/07/marco-aurelio-161-180.html

Lucio Anneo Seneca, noto anche come Seneca il Giovane, nacque intorno al 4 a.C.

Lucio Anneo Seneca, noto anche come Seneca il Giovane, nacque intorno al 4 a.C. a Cordova, in Spagna, da una famiglia di rango equestre. Suo padre, Seneca il Vecchio, era un rinomato retore e filosofo. Seneca si trasferì a Roma per completare la sua educazione in retorica e filosofia, dove si distinse per le sue doti oratorie[1][2][6].

Carriera Politica e Esilio

Seneca iniziò la sua carriera politica nel 31 d.C., diventando questore e poi senatore. Tuttavia, la sua ascesa fu segnata da conflitti con gli imperatori romani. Nel 39 d.C., sotto Caligola, fu condannato a morte ma scampò grazie all’intervento di un’amante dell’imperatore che lo fece passare per moribondo[3][6]. Nel 41 d.C., fu accusato di adulterio e relegato in Corsica, dove scrisse opere significative come la “Consolatio ad Helvium” e “De Brevitate Vitae” durante il suo esilio[1][5].

Nel 49 d.C., grazie all’influenza di Agrippina, madre di Nerone, Seneca tornò a Roma e divenne tutore del giovane imperatore. Durante i primi anni del regno di Nerone (54-59 d.C.), Seneca esercitò una notevole influenza, contribuendo a quello che è conosciuto come il “quinquennio felice”, un periodo caratterizzato da un governo relativamente saggio[2][5][8].

Ritiro e Morte

Tuttavia, con il passare del tempo, il rapporto tra Seneca e Nerone si deteriorò. Nel 62 d.C., sentendosi minacciato dalla crescente ostilità dell’imperatore e dalla perdita della sua influenza, Seneca si ritirò dalla vita pubblica per dedicarsi alla filosofia e alla scrittura[4][6]. Nel 65 d.C., fu coinvolto nella congiura dei Pisoni contro Nerone; l’imperatore ordinò il suo suicidio. Seneca accettò il suo destino con la dignità che caratterizzava il suo pensiero stoico[3][5][7].

Opere e Pensiero

Seneca è celebre non solo per la sua carriera politica ma anche per le sue opere filosofiche e drammaturgiche. Tra i suoi scritti più noti vi sono le “Lettere a Lucilio”, che trattano temi etici e morali, esprimendo i principi dello stoicismo. La sua scrittura è caratterizzata da uno stile incisivo e riflessivo, che ha influenzato profondamente la filosofia occidentale[6][8].

In sintesi, Lucio Anneo Seneca rappresenta una figura centrale nella storia della filosofia romana e della letteratura, simbolo di un’epoca complessa segnata da potere, conflitti personali e profonde riflessioni morali.

Citations:
[1] https://library.weschool.com/lezione/seneca-biografia-de-clementia-consolatio-ad-helviam-matrem-consolatio-polybium-stoicismo-22008.html
[2] https://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-imperiale/seneca-biografia124539x.html
[3] https://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-imperiale/seneca-vita-pensiero-opere.html
[4] http://www2.classics.unibo.it/Didattica/LatBC/SenOtioIntro.pdf
[5] https://www.teche.rai.it/2021/05/vita-pensiero-seneca/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Anneo_Seneca
[7] https://www.scuolafilosofica.com/3359/seneca
[8] https://www.treccani.it/enciclopedia/lucio-anneo-seneca/

Epitteto, filosofo greco, nato a Ierapoli (oggi Pamukkale, Turchia) intorno al 50 d.C

Epitteto è stato un importante filosofo greco, esponente dello stoicismo, nato a Ierapoli (oggi Pamukkale, Turchia) intorno al 50 d.C.

La sua vita è segnata da esperienze di schiavitù e successiva emancipazione, che hanno influenzato profondamente il suo pensiero filosofico.

Gioventù e schiavitù

Epitteto nacque in una famiglia di schiavi e fu acquistato da Epafrodito, un liberto di Nerone. Durante la sua giovinezza, Epafrodito gli permise di seguire le lezioni del filosofo stoico Musonio Rufo a Roma[1][2]. Nonostante la sua condizione di schiavo, Epitteto si distinse per la sua intelligenza e integrità morale. Viene descritto come una persona di salute cagionevole e si dice che fosse zoppo[6][7].

Carriera filosofica

Dopo essere stato affrancato, Epitteto iniziò a insegnare filosofia a Roma. Tuttavia, nel 93 d.C., l’imperatore Domiziano emanò un editto che espelleva i filosofi dalla città, costringendolo a trasferirsi a Nicopoli, in Epiro. Qui fondò una scuola che divenne molto popolare e influente[1][3][4]. Tra i suoi allievi più noti vi fu Arriano, che raccolse e pubblicò gli insegnamenti di Epitteto in opere come le Diatribe e il Manuale (o Enchiridion), che sintetizzano il suo pensiero stoico[2][5].

Pensiero e opere

Epitteto non scrisse opere originali; le sue idee ci sono pervenute attraverso gli appunti di Arriano.

La sua filosofia si concentra sull’etica e sulla pratica della virtù piuttosto che sulla speculazione teorica. Sosteneva che la felicità derivasse dalla capacità di distinguere tra ciò che dipende da noi e ciò che non lo fa, enfatizzando l’importanza dell’autocontrollo e della libertà interiore[1][3][4].

La sua visione stoica si caratterizza per un distacco dalle passioni e dall’attaccamento ai beni materiali, promuovendo invece un’esistenza conforme alla natura e alla ragione[2][6].

Epitteto ha avuto un’influenza duratura su pensatori successivi, inclusi Marco Aurelio e il cristianesimo stesso[4][7].

Morte

Epitteto morì intorno al 135 d.C., lasciando un’eredità filosofica che continua a essere studiata e apprezzata fino ai giorni nostri[1][3].

La sua vita e le sue opere rappresentano un ponte tra il pensiero stoico antico e le correnti filosofiche successive.

Citations:
[1] https://www.mondadorieducation.it/risorse/media/secondaria_secondo/greco/schede_sonnino/autori/epitteto.html
[2] https://liberliber.it/autori/autori-e/epictetus-epitteto/
[3] https://www.treccani.it/enciclopedia/epitteto/
[4] https://acciobooks.com/authors/epitteto
[5] https://www.scuolafilosofica.com/628/epitteto
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Epitteto
[7] https://www.sololibri.net/Epitteto-vita-opere-analisi-Manuale.html

Orazio, poeta romano, nato l’8 dicembre del 65 a.C. a Venosa

Orazio, il cui nome completo è Quinto Orazio Flacco, è stato un illustre poeta romano, nato l’8 dicembre del 65 a.C. a Venosa, una colonia romana situata nell’attuale Basilicata. Figlio di un liberto che divenne esattore delle tasse, Orazio crebbe in una condizione economica relativamente agiata, che gli permise di ricevere un’ottima educazione[1][3][6].

Formazione e Carriera Militare

Dopo aver completato i suoi studi a Roma, Orazio si trasferì ad Atene per approfondire la filosofia e la poesia greca. Durante questo periodo, si arruolò nell’esercito di Bruto per combattere contro le forze di Ottaviano nella battaglia di Filippi nel 42 a.C., dove il suo schieramento subì una pesante sconfitta. Dopo la battaglia, Orazio tornò in Italia grazie a un’amnistia, ma scoprì che il podere paterno era stato confiscato[2][3][4][6].

Inizio della Carriera Poetica

Costretto a cercare un impiego, Orazio divenne segretario di un questore e iniziò a scrivere poesie. La sua carriera poetica decollò quando nel 38 a.C. fu presentato a Mecenate da Virgilio e Vario. Grazie al supporto di Mecenate, Orazio poté dedicarsi completamente alla scrittura[1][3][4][6].

Opere e Temi

Le sue opere più significative includono le Satire, gli Epodi e le Odi.

Le Satire riflettono una critica sociale e morale della sua epoca, mentre le Odi esprimono temi di bellezza, amore e natura, con celebri espressioni come “Carpe Diem” e “Hic et nunc” che invitano a vivere il presente[2][3][4].

Orazio è noto per il suo concetto di aurea mediocritas, che promuove un equilibrio tra gli estremi della vita.

Ultimi Anni e Eredità

Orazio ricevette da Mecenate un piccolo possedimento in Sabina nel 33 a.C., dove trascorse gran parte della sua vita in tranquillità, lontano dalla frenesia di Roma. Morì nel 8 a.C., lasciando un’eredità duratura nella letteratura latina e influenzando generazioni di poeti successivi con il suo stile lirico e i suoi temi universali[1][3][4][6].

La figura di Orazio è quindi emblematica non solo della letteratura romana, ma anche della cultura dell’epoca augustea, rappresentando un ponte tra la tradizione greca e quella latina.

Citations:
[1] https://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-augustea/orazio-biografia-opere.html
[2] https://knowunity.it/knows/latino-orazio-6e46154a-ad79-4b6c-9e03-2858c00baf66
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_Orazio_Flacco
[4] https://sapere.virgilio.it/scuola/superiori/letteratura-storia-filosofia/letteratura-romana/orazio-vita-e-opere-del-poeta-romano
[5] https://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-augustea/orazio-vita-opere.html
[6] https://www.sololibri.net/orazio-vita-opere-pensiero.html
[7] https://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/letteratura-latina/augusto/orazio/La-vita.html
[8] https://www.treccani.it/enciclopedia/quinto-orazio-flacco_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/