La metafora filosofica della “legna e la cenere” nel pensiero di Emanuele Severino

La metafora filosofica della “legna e la cenere” nel pensiero di Emanuele Severino rappresenta il concetto che, sebbene le cose appaiano come se cambiassero o si trasformassero, la loro essenza è eterna e immutabile. Severino usa l’immagine della legna che brucia e diventa cenere per illustrare il rifiuto del divenire inteso come annientamento o trasformazione reale. La legna non diventa cenere nel senso di sparire o cessare di essere, ma ogni fase (legna spenta, legna accesa, braci, cenere) è un modo in cui l’essenza eterna si manifesta, un susseguirsi di stati eterni e immutabili.

Severino critica l’idea tradizionale che le cose “diventino” altro e che ciò implichi l’annientamento della loro essenza. Secondo lui, il cambiamento osservato è solo apparente e dentro un ciclo in cui ogni stato esiste in eterno. Questo porta a una visione del mondo in cui nulla davvero scompare o si trasforma in nulla, ma tutto permane in un continuum eterno. La cenere non è il destino finale della legna, ma il suo successore nel flusso eterno dell’apparire. Questa metafora è centrale nell’ontologia severiniana per comprendere la natura dell’essere e del cambiamento.antemp+3


Significato della metafora

La metafora “legna e cenere” indica che ciò che sembra un cambiamento, come la legna che brucia, è in realtà un susseguirsi di forme che sono tutte eterne. La legna non si annienta come legna per diventare cenere: ogni stato è eterno nella sua essenza.

Critica al divenire

Severino rifiuta l’idea tradizionale di “divenire” che comporta annientamento. Per lui, il divenire è un’illusione e l’essere, inteso come essenza, è eterno e immutabile.

Ontologia severiniana

La metafora esprime l’idea filosofica che nulla si distrugge realmente. Ciò che appare come trasformazione è solo un’apparenza fenomenica dentro un ordine eterno e immutabile.

Questa visione invita a riflettere sul vero significato del cambiamento e della morte nella realtà.arenaphilosophika+3

  1. https://antemp.com/2024/12/18/la-metafora-della-legna-e-la-cenere-nel-pensiero-di-emanuele-severino/
  2. https://arenaphilosophika.it/la-legna-e-la-cenere/
  3. https://antemp.com/2013/09/18/legna-e-cenere-lapparire-dellesser-se-di-emanuele-severino-nella-tavernetta-con-il-camino-acceso/
  4. https://coatesa.com/2013/09/20/legna-e-cenere-lapparire-dellesser-se-di-emanuele-severino-nella-tavernetta-con-il-camino-acceso/
  5. https://emanueleseverino.com/2021/03/28/emanuele-severino-oltre-la-cenere-lalbero-la-legna-il-fuoco-eternita-delle-cose-in-corriere-della-sera-14-agosto-1980/
  6. https://traccesent.com/2015/06/19/emanuele-severino-la-cenere-non-e-la-sorte-toccata-alla-legna-essa-non-grida-ma-tace-la-sorte-della-legna-in-quel-cerchio-la-legna-non-diventa-cenere-cosi-come-gli-uomini-non-diventano-polvere/
  7. https://emanueleseverino.com/category/metafore-di-emanuele-severino/legna-e-cenere/
  8. https://www.pensierofilosofico.it/articolo/Leternita-del-fuoco/277/
  9. https://www.youtube.com/watch?v=0r_febsn0-Y

Il concetto di “archetipo” nella psicanalisi junghiana

Il concetto di “archetipo” nella psicanalisi junghiana si riferisce a modelli universali di comportamento e rappresentazioni simboliche presenti nell’inconscio collettivo umano, una struttura psichica condivisa da tutti gli esseri umani. Gli archetipi sono forme istintive di rappresentazione mentale, potenziali di energia psichica che influenzano emozioni e comportamenti attraverso simboli e immagini archetipiche. Essi si manifestano in miti, religioni, sogni e simboli culturali e costituiscono schemi fondamentali che guidano la crescita interiore e il processo di individuazione, ossia la realizzazione del sé.

Jung considerava gli archetipi elementi psichici universali, appartenenti alla “psiche oggettiva” e collegati alla struttura evolutiva della specie umana. Non sono semplici ricordi o tracce di esperienze personali, ma piuttosto predisposizioni innate che danno forma a contenuti psichici attraverso immagini e simboli. Alcuni archetipi noti sono l’Eroe, la Madre, l’Ombra, il Sé e la Persona, ognuno con un ruolo specifico nell’organizzazione della psiche e nel processo terapeutico junghiano.

Inoltre, Jung sottolineava che gli archetipi non sono direttamente accessibili alla coscienza, ma si rivelano tramite immagini archetipiche che portano un forte carico emotivo e simbolico, fondamentali per lo sviluppo psicologico dell’individuo e la risoluzione di conflitti interiori attraverso la terapia analitica.

In sintesi, l’archetipo nella psicanalisi junghiana è un modello psichico fondamentale, universale e atemporale, che struttura la mente umana e orienta il percorso di crescita personale e evoluzione della coscienza.wikipedia+3

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Archetipo_(psicologia)
  2. https://www.unobravo.com/orientamenti/psicoanalisi-junghiana
  3. https://www.psicoterapiapsicologia.it/articoli-psicologia-psicoterapia/larchetipo-della-persona-nella-psicologia-di-jung
  4. https://it.bibisco.com/archetipo-di-jung-esempi-e-panoramica-generale/
  5. https://journals.uniurb.it/index.php/studi-B/article/download/1402/1288/5697
  6. https://antemp.com/2025/08/19/definizione-di-simbolo-e-archetipo-e-lanalisi-di-carl-gustav-jung/
  7. https://grosseto.unicusano.it/studiare-a-grosseto/cosa-sono-gli-archetipi-junghiani/
  8. https://www.psicologia-analitica-junghiana.it/rapporto-fra-istinto-e-archetipo-secondo-la-teoria-junghiana/
  9. https://www.aipa.info/2023/03/26/complesso-archetipo-e-simbolo-nella-psicologia-di-carl-gustav-jung/
  10. https://www.psychiatryonline.it/notizie-varie/le-parole-di-jung-archetipo/

Definizione di SIMBOLO e ARCHETIPO. E l’analisi di Carl Gustav Jung

Ecco le definizioni di Simbolo e Archetipo basate sulle fonti più autorevoli:

  • Simbolo: È un elemento (segno, gesto, oggetto, animale, persona) che suscita nella mente un’idea diversa da quella offerta dal suo aspetto immediato, evocando entità astratte difficili da esprimere. Un simbolo va oltre la sua immagine materiale per rappresentare concetti più profondi o astratti, come nel caso della croce che può evocare la crocifissione di Cristo, la salvezza, ma anche la spiritualità o gli elementi naturali.diegogabriele
  • Archetipo: Deriva dal greco antico “arché” (principio, origine) e “typos” (modello, forma). L’archetipo è un modello originale o primordiale, una forma primaria dalla quale derivano altre rappresentazioni. Nella psicologia analitica di Carl Gustav Jung, è una “immagine primordiale” contenuta nell’inconscio collettivo, che riunisce esperienze universali umane e animali. Gli archetipi sono modelli universali di comportamento, pensiero e rappresentazione che si ritrovano in tutte le culture. Sono simboli innati e condivisi che influenzano la percezione e l’interpretazione del mondo, come quelli del saggio, del mago, del guerriero o dell’amante.wikipedia+2

In sintesi:

  • Il simbolo è un segno o immagine che rimanda a significati astratti o profondi.
  • L’archetipo è un modello universale originario, una forma ideale che si manifesta come simbolo e che proviene dall’inconscio collettivo.

Queste definizioni mettono in evidenza il carattere simbolico degli archetipi e la funzione dei simboli come veicoli di significati profondi e condivisi nell’esperienza umana.

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Archetipo
  2. https://www.diegogabriele.it/simboli-segni-allegorie-e-archetipi-che-cosa-sono/
  3. https://www.psicologiajunghianaperugia.it/articoli/cosa-sono-gli-archetipi/
  4. https://www.matteoficara.it/stanze-immaginazione-insegnamenti-simbolo-e-immagine/
  5. https://www.treccani.it/vocabolario/archetipo/
  6. https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/gli-archetipi-e-i-simboli-collettivi-come-strumento-di-cambiamento-nellarte/
  7. https://unaparolaalgiorno.it/significato/archetipo
  8. https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/larticolo-del-sabato/7687-archetipi-e-simboli.html
  9. https://www.treccani.it/enciclopedia/archetipo/
  10. https://www.centroiltulipano.com/2018/10/26/ombra-dello-straniero-simboli-archetipi-junghiani/

Carl Gustav Jung ha usato il concetto di archetipo principalmente nell’ambito della sua teoria della psicologia analitica, dove gli archetipi sono considerati modelli universali di comportamento e rappresentazioni simboliche radicate nell’inconscio collettivo umano. Questi modelli archetipici emergono nei sogni, miti, religioni, leggende e simboli culturali e rappresentano strutture psichiche fondamentali che guidano i processi mentali, le emozioni e i comportamenti umani.

In particolare, Jung ha individuato archetipi come l’Eroe, la Grande Madre, il Vecchio Saggio, l’Ombra, la Persona, che riflettono le componenti e le dinamiche fondamentali della psiche umana. Gli archetipi aiutano a interpretare il mondo interiore ed esteriore, orientando lo sviluppo psichico dell’individuo verso l’individuazione, cioè la crescita della coscienza di sé e l’integrazione degli aspetti inconsci nella personalità.

Jung collegava gli archetipi al concetto di “pattern of behavior” (modelli di comportamento), sostenendo che essi hanno una funzione organizzativa della psiche, fornendo energie psichiche (libido) e stimolando trasformazioni interiori. Gli archetipi non sono immagini fisse, ma potenziali di energia psichica che si manifestano attraverso simboli carichi di emozioni profondamente archetipiche.

In sintesi, Jung ha usato il concetto di archetipo nei seguenti contesti psicologici:

  • come modelli universali presenti nell’inconscio collettivo che strutturano l’esperienza umana;
  • nella comprensione dei sogni, miti, e simboli culturali;
  • per spiegare le dinamiche dell’individuazione, il processo di sviluppo della personalità;
  • per interpretare le manifestazioni emotive e comportamentali umane attraverso immagini simboliche archetipiche;
  • come strumenti per comprendere il rapporto tra istinto, coscienza e sviluppo psichico.

Questi elementi sono diventati fondanti nella psicologia analitica di Jung e continuano a essere studiati approfonditamente dai suoi seguaci e dalla psicologia archetipica.seozoom+1

  1. https://www.seozoom.it/archetipo-di-jung/
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Archetipo_(psicologia)
  3. https://www.psicoterapiapsicologia.it/articoli-psicologia-psicoterapia/larchetipo-della-persona-nella-psicologia-di-jung
  4. https://www.scritturacreativa.org/archetipi-in-narrativa-jung-campbell-vogler/
  5. https://it.wikipedia.org/wiki/Archetipo
  6. https://journals.uniurb.it/index.php/studi-B/article/download/1402/1288/5697
  7. https://www.psicologia-analitica-junghiana.it/rapporto-fra-istinto-e-archetipo-secondo-la-teoria-junghiana/
  8. https://isay.group/il-ruolo-degli-archetipi-e-come-usarli-in-maniera-ottimale-2/
  9. https://www.treccani.it/enciclopedia/psicologia-archetipica_(Enciclopedia-del-Novecento)/
  10. https://www.skuola.net/filosofia-contemporanea/jung-vita-opere.html

Bernardo Nante, Guida alla lettura del “Libro Rosso” di C.G. Jung, Bollati Boringhieri, 2012

La “Guida alla lettura del ‘Libro Rosso’ di C.G. Jung” di Bernardo Nante, pubblicata da Bollati Boringhieri nel 2012, è un testo fondamentale per chiunque voglia affrontare il complesso e enigmatico “Libro Rosso” di Jung1234.

Questa guida si distingue per la sua capacità di accompagnare il lettore attraverso le dense e spesso cifrate visioni junghiane, offrendo interpretazioni che chiariscono passaggi difficili e stabilendo connessioni intertestuali con altre opere affini, spesso di natura mitica o profetica134. Bernardo Nante, esperto studioso di Jung, prende per mano il lettore e illumina ogni movimento dell’Io nel suo viaggio interiore, ogni personaggio e immagine che compongono la polifonia della psiche descritta nel “Libro Rosso”134.

La guida non si limita a spiegare in modo critico o a lasciare il lettore in balia di significati sfuggenti, ma cerca di rendere comprensibile l’assurdo mantenendo un saldo ancoraggio al senso e alle molteplici valenze del testo134. È considerata indispensabile per chi studia Jung o per chiunque voglia addentrarsi nel magma di visioni e simboli di quest’opera unica, spesso paragonata solo a narrazioni mitiche arcaiche2.

L’edizione è curata con traduzioni di Laura Bortoluzzi e Francesca Pe’, conta 426 pagine in formato rilegato ed è disponibile presso vari rivenditori, inclusi Amazon, IBS e Libreria Universitaria12347.

In sintesi, la guida di Nante è uno strumento prezioso che facilita la lettura e la comprensione del “Libro Rosso”, un’opera che rimane tra le più enigmatiche del Novecento, e che senza questa guida risulta ardua anche per gli studiosi junghiani23.

  1. https://www.bollatiboringhieri.it/libri/bernardo-nante-guida-alla-lettura-del-libro-rosso-di-c-g-jung-9788833922775/
  2. https://www.amazon.it/Guida-alla-lettura-%C2%ABLibro-rosso%C2%BB/dp/8833922774
  3. https://www.ibs.it/guida-alla-lettura-del-libro-libro-bernardo-nante/e/9788833922775
  4. https://www.libreriauniversitaria.it/guida-lettura-libro-rosso-jung/libro/9788833922775
  5. https://www.amazon.it/Guida-alla-lettura-Libro-rosso-ebook/dp/B01N966G37
  6. https://portale.unime.it/agon/files/2016/10/S0509.pdf
  7. https://www.unilibro.it/libro/nante-bernardo/guida-lettura-libro-rosso-c-g-jung/9788833922775
  8. https://www.labigaalata.it/p/jung-il-libro-rosso-notazioni.html

Il concetto di “puer” nella psicanalisi junghiana

Il concetto di “puer” nella psicanalisi junghiana si riferisce a un archetipo fondamentale della psiche umana, noto anche come “Puer Aeternus” o “eterno fanciullo”.

Questo archetipo rappresenta il lato infantile e giovanile presente in ogni individuo, caratterizzato da una grande forza vitale, creatività, spontaneità e una costante ricerca di stimoli e novità123.

Caratteristiche principali del Puer:

  • È una figura in continuo divenire, priva di una storia personale fissa, che vive in una dimensione di potenzialità e possibilità infinite1.
  • Mostra una grande sensibilità e una forte propensione verso gli altri, spesso manifestando relazioni simbiotiche e un bisogno di modelli esterni cui ispirarsi1.
  • Ha un lato positivo che simboleggia il potenziale di crescita, la speranza e la capacità di rinnovamento27.
  • Tuttavia, presenta anche un lato negativo, che si manifesta come rifiuto di crescere, paura delle responsabilità e tendenza all’infantilismo, con dipendenza dagli altri e difficoltà a stabilire una propria autonomia235.

Dualismo con l’archetipo Senex:

Il Puer è opposto e complementare all’archetipo del Senex, che rappresenta l’uomo vecchio, associato a disciplina, controllo, responsabilità e razionalità. Mentre il Senex incarna la saggezza e l’esperienza, il Puer è legato all’istinto, alla passione, all’eccentricità e alla creatività246.

L’equilibrio tra questi due archetipi è fondamentale per uno sviluppo psichico sano, poiché permette di alternare il bisogno di libertà e rinnovamento con la capacità di controllo e saggezza1.

Aspetti simbolici e psicologici:

Jung sottolineava che il Puer, pur apparendo a livello cosciente come un contenuto apparentemente irrilevante, emerge dall’inconscio con una forza unificatrice e rigenerante, rappresentando un impulso fondamentale all’autorealizzazione e alla vitalità579.

In sintesi, il Puer nella psicanalisi junghiana è un archetipo complesso e ambivalente che incarna sia la forza vitale e creativa dell’infanzia interiore sia il rischio di un’infantilizzazione adulta e di una fuga dalle responsabilità, in tensione con l’archetipo opposto del Senex1236.

Citations:

  1. https://www.psicoterapiapsicologia.it/articoli-psicologia-psicoterapia/larchetipo-del-puer
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Puer_aeternus
  3. https://www.denisebargiacchi.com/archetipi-puer-aeternus
  4. https://www.psicologiaarchetipica.it/larchetipo-bifronte-e-la-sincronicita-il-senex-puer/
  5. http://psicologiaeconsapevolezza.blogspot.com/2016/01/larchetipo-del-puer-aeternus-secondo.html
  6. https://www.uninfonews.it/puer-e-senex/
  7. https://www.psychiatryonline.it/notizie-varie/le-parole-di-jung-puer/
  8. https://amaliatemperini.com/2013/09/11/puer-aeternus-james-hillman/
  9. https://www.arpajung.it/cartella-documenti/documenti/Relazioni/Del%20Ry%20puer%20aeternus.doc
  10. https://www.lirpa-internationaljournal.it/2022/06/30/lapporto-della-psicoterapia-alla-trasmissione-intergenerazionale-analisi-della-dinamica-archetipica-senex-et-puer-progetto-in-tra/

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Ravasi Bellocchio Lella, La fiaba siamo noi. Storie che ci possono salvare, Raffaello Cortina, 2022. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/lella-ravasi-bellocchio/la-fiaba-siamo-noi-9788832854879-3834.html

Come diceva Italo Calvino, le fiabe sono vere. E così La regina delle nevi, Cenerentola, Il pifferaio magico e altre storie dei fratelli Grimm ricalcano i passaggi fondamentali dell’esistenza, mostrano dove andare e come procedere, addestrano alla vita. Dunque, parlano di noi, ognuno ha dentro di sé un racconto che gli assomiglia.
Orchi e fate, iniziazione e paura, abisso e speranza; come le storie di analisi, le fiabe si intrecciano nel farsi della vita e ci forniscono ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno: parole che ci possono salvare.
Effetti terapeutici si possono trarre anche dalle favole dei nostri giorni, raccontate nell’immaginario poetico e cinematografico di Emily Dickinson, Federico Fellini e altri. La creatività diventa cura, in cui tutto è movimento, e le narrazioni passano dall’inconscio personale a quello collettivo, alla speranza di un lieto fine.
Così oggi La fiaba siamo noi dà un senso alla riscoperta di una possibile salvezza. Come scrive Hillman: “Le parole sono come cuscini, disposte nel modo giusto alleviano il dolore”.

Biografia dell’autore

Lella Ravasi Bellocchio

Lella Ravasi Bellocchio, analista junghiana, è membro dell’International Association for Analytical Psychology. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Sogni senza sbarre. Storie di donne in carcere (2005), Di madre in figlia (2010) e La fiaba siamo noi (2022).

archètipo

Primo esemplare, modello

vai a:

archètipo in Vocabolario – Treccani

La cura di Hillman, Un bel tuffo nella mitologia greca. Articolo di Daniela Mambretti pubblicato su “La Provincia” di Como, 3 gennaio 2019

La cura di Hillman
Un bel tuffo nella mitologia greca
Articolo di Daniela Mambretti pubblicato su
“La Provincia” di Como, 3 gennaio 2019
Salute. La “psicologia archetipica” del filosofo Usa spiegata dall’antropologa Selene Calloni Williams: «Affrontare la malattia ritrovando fede nell’invisibile»

Una psicologia che mette al centro della scena il mondo delle immagini e l’ani-ma che vuole essere riconosciuta, superando sterili dati, analisi cliniche e statistiche. Questo l’approccio di James Hillman psicoanalista, saggi-sta e filosofo statunitense che ha sviluppato una psicologia definita come archetipica o immaginale, perché parte dal-la realtà cosciente e la riconduce alla sua immagine originale.

Natura immaginale

«Il pensiero di Hillman presuppone la capacità di vedere la vita come sogno, come una grande imago che non ha nulla di sostanziale e di oggettivo» spiega Selene Calloni Williams, antropologa, viaggiatrice, documentarista e autrice di “James Hillman – Il cammino del fare anima e dell’ecologia profonda” (Edizioni Mediterranee). Ricondurre la realtà alla sua natura immaginale significa, per Hillman, “fare anima”, vale a dire riportare ogni oggetto, persona, evento o luogo alla sua natura originaria che è immagine e appartiene alla dimensione universale. Quando dimentichiamo questo aspetto immateriale, quando non ci rendiamo conto che la nostra anima fa parte di questo mondo sottile e oscuro che, però, ha bisogno di essere visto e considerato, insorgono disturbi e patologie. «Quando si affronta una malattia è necessario affidarsi, ritrovare fede nell’invisibile. Il curarsi, l’agire è necessario e costituisce l’aspetto rituale della tera-pia, ma, contemporaneamente, è necessario ritrovare il contatto con il mistero»sotto-linea l’esperta. Pertanto, per stare bene bisogna ristabilire l’equilibrio universale tra noi e il mondo invisibile, tra noi e la natura, in una sorta di scambio, di “darsi” continuo: nella visione immaginale, la malattia non è altro che la voce del-l’anima che chiede la ricostituzione di quell’armonia primeva e di quella propensione al darsi, esattamente come la natura si dà, si offre, incessantemente.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO (pdf)

La cura di James Hillman, un bel tuffo nella mitologia greca, ce ne parla Selene Calloni Williams

via La cura di Hillman e il Mantra Madre (Mother Mantra)

i due aspetti (opposti) dell’ARCHETIPO DEL SENEX ~ da Informazione Consapevole

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

Soffermandoci per un momento sul Senex, vale ricordare che anch’esso è duplice, e che nella sua duplicità/polarità – costitutiva anche del Puer –  questo archetipo è sì freddo, lento e pesante, ma va detto che, nel contempo, questa pesantezza gli fornisce anche densità e stabilità; la sua lentezza è certo tristezza e melanconia, ma anche quiete e riflessione; è la notte che annuncia il giorno. Come il Puer è sessualmente potente (ma ricordiamo che lo è tendenzialmente fuori dalla relazione amorosa),

così il Senex è arido e impotente; ma  poiché appartiene a Saturno è contemporaneamente anche dio della terra e della fertilità; è colui che raccoglie  i frutti, ma che anche ne fa anche incetta;  che tende a conservare le cose, ma sovente soltanto per sé; e tende a farle durare per sempre. E’ vero che batte moneta ed è signore della ricchezza, ma è anche avaro e rapace; e poiché è divoratore…

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Archetipo

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 33-35