Passione

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
216-220

Populismo

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
220-224

Laicità

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
178-196

Identità della sinistra

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
166-170

Federalismo

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
151-153

Fannulloni

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
146-150

Eutanasia

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
139-145

Etica e diritto

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
125-129

Embrione

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
112-116

Democrazia e rappresentanza

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
101-103

Centro

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
81-86

Bene comune

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
76-80

Alternanza

Paolo Prodi, Lessico per un’Italia civile, Diabasis, 2008
65-69

Fahrenheit Vocabolario

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MITICO ANGIOLETTO

MITICO ANGIOLETTO

Mi hanno detto che in un posto, a metà tra il cuore e il cielo,
c'è il mio angelo custode, ma chissà, chissà com'è?
E un bel giorno, andando a scuola, ho incontrato un ragazzino,
un tipetto tutto pepe e, fin qui, niente di strano,
ma nell'intervallo a un tratto, indovina cosa ha fatto,
gli è partito un colpo d'ali, ragazzi, che shock!

E' un mitico angioletto che ti segue ovunque vai,
arriverebbe fino in capo al mondo,
se credi di esser fritto
lui ti toglierà dai guai,
ci mette circa un quarto di secondo.
E' un mitico angioletto e se ti scappa una bugia
lui subito ti marca stretto stretto,
è un mito perché è un bimbo come me
ma abbiamo fatto un patto, anche da grande starà sempre insieme a me.
E' un mitico angioletto che ti segue ovunque vai,
arriverebbe fino in capo al mondo,
e quando vado a letto alle quattro è ancora su
che tenero angioletto, resta sveglio finché non ce la fa più.

Io credevo si trattasse di un amico più tranquillo,
che sta dentro le preghiere, e, si sa, non è un monello.
Ma quest'angelo moderno che mi gira sempre intorno
e non riesce a stare fermo fa proprio per me.

E' un mitico angioletto che ti segue ovunque vai,
arriverebbe fino in capo al mondo,
se credi di esser fritto
lui ti toglierà dai guai,
ci mette circa un quarto di secondo.
E' un mitico angioletto e se ti scappa una bugia
lui subito ti marca stretto stretto,
ma adesso dov'è? Fidatevi che c'è,
magari è un po' agitato, quando canto si emoziona più di me.
PIU DI TE!
Un mitico angioletto ce l'abbiamo pure noi,
lo incontri quando meno te lo aspetti,
ti guida dappertutto e tu magari non lo sai,
un angelo così fa gola a tutti!
E' un mitico angioletto, è veramente un tipo OK,
l'amico più invisibile del mondo,
è un mito perché, simpatico com'è,
se fa qualche scherzetto sotto sotto, ci scommetto,
non è mica un diavoletto, è soltanto un piccoletto come me.
Come te!

Memoria sensoriale

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 331-333

Memoria semantica

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 330-331

Memoria prospettica

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 329-330

Memoria procedurale

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 328-329

Memoria iconica

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 325-326

Memoria episodica

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 323-324

Memoria dichiarativa

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 321-322

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 321-322

Memoria di lavoro

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 319-321

Memoria culturale

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 316-317

Memoria collettiva

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 314-315

Memoria autobiografica

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 312-314

Memoria a lungo termine

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 311-312

Meme

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 306-307

Memento Mori

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 307-308

Malinconia

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 298-299

Lutto

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 293-296

Internet

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 267-270

Inconscio

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 252-255

Identità

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 243-247

Fotografia

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 212-214

Film

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 198-200

Esperienza

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 175-176

Emozione

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 163-164

Dolore

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 151-153

Cultura

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 129-130

Cimitero

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 86-87

Autobiografia

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 48-51

Archetipo

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 33-35

Angelo: in quale forma vive e si manifesta nell’uomo d’oggi

bisogna individuare secondo la nostra personale esperienza, ricerca o studio, in quale forma vive e si manifesta nell’uomo d’oggi, il tragitto evolutivo o involutivo compiuto da quel tipo di angelo che abbiamo scelto di trattare

Angeli: loro possibile estinzione nello spirito del tempo

Nel tempo (domanda): aspetti angelici mutano in rapporto allo spirito del tempo (codice dei valori socioculturali o immaginario sociale o altro ancora) possono anche estinguersi?

Angelo in rapporto con l’altro e con l’oltre

è in rapporto con l’altro e con l’oltre

Angelo come realtà trascendente le coordinate ordinarie del nostro egoriferimento

realtà trascendente le coordinate ordinarie del nostro egoriferimento (=Io)

Angelo Realtà umano-divina, animico-spirituale, archetipica, metafora poetica, simbolica ma anche realtà concreta e vivente

Realtà umano-divina, animico-spirituale, archetipica, metafora poetica, simbolica ma anche realtà concreta e vivente (emozionale e intellettiva) in cui natura e cultura sono sintetizzate e insieme trascese

Angelo come ponte tra visibile e invisibile

Angelo e Verità

L’angelo è in rapporto con una verità fondamentale dell’essere che intende appunto manifestare pur nel nascondimento in cui poi ama riporsi

Angelo e Intersoggettività

Silvia Montefoschi

Immaginazione

Carl Gustav Jung, Psicologia e alchimia (1944), In Opere vol 12, Bollati Boringhieri, 1992
p. 271 sgg

Prevecchiaia

Jane R. Pretat, La terza donna. Gli anni d’oro della trasformazione della terza età (Coming Age: the Croning Years and Late-Life Transformation) (1994), Zephyro edizioni, 2001
p. 13-18
51-65

Vecchiaia

Adolf Guggenbhul-Craig, La parte nascosta , Moretti & Vitali, 2002
p. 123-142

Archetipi del Femminile

Adolf Guggebuhl-Craig, Matrimonio Vivi o morti (1988), Moretti&Vitali, 2000
p. 69-73

Matrimonio come percorso di salvezza

Adolf Guggebuhl-Craig, Matrimonio Vivi o morti (1988), Moretti&Vitali, 2000
p. 55-66

Individuazione e matrimonio

Adolf Guggebuhl-Craig, Matrimonio Vivi o morti (1988), Moretti&Vitali, 2000
p. 42-47

Tipi di matrimonio

Adolf Guggebuhl-Craig, Matrimonio Vivi o morti (1988), Moretti&Vitali, 2000
p. 37-38

Zeus-Era, Giove-Giunone: simboli/immagini della vita coniugale

Adolf Guggebuhl-Craig, Matrimonio Vivi o morti (1988), Moretti&Vitali, 2000
p. 19-21

Cimiteri e “NonLuoghi”

c’è questa teoria dei “non luoghi” dell’antropologo francese Marc Augè (“NONLUOGHI introduzione a una antropologia della surmodernità”, Eleuthera editore).
Ebbene, può apparire strano, eppure il cimitero non è un “nonluogo”: anzi può diventare (e molto dipende dagli architetti e dalle amministrazioni comunali) un luogo denso di significati esistenziali.
questo perchè svolge la umanissima funzione di rendere eterna la memoria. non solo quella pubblica, ma anche quella privata

Tre ritratti di trasformazione: Rembrandt, Picasso, Jung

Murray Stein, Trasformazione compito umano fondamentale, Moretti & Vitali, 2005
p. 119-158

L’emergere dell’imago del Sè nell’età adulta

Murray Stein, Trasformazione compito umano fondamentale, Moretti & Vitali, 2005
p. 17-50

Silvia Plath, … L’attesa è ricominciata La lunga attesa dell’angelo. Di quella sua rara, rarefatta discesa …

……. Avvengono Miracoli,
se siamo disposti a chiamare miracoli
quegli spasmodici trucchi di radianza.
L’attesa è ricominciata
La lunga attesa dell’angelo.
Di quella sua rara, rarefatta discesa.

Silvia Plath – da “La cornacchia nel tempo piovoso”

DIZIONARIO JUNGHIANO post provvisorio pro memoria

Paolo Francesco Pieri, DIZIONARIO JUNGHIANO (1998), Bollati Boringhieri, 2005

Sigmund Freud, Caducità e eternità

Non molto tempo fa, in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta già famoso nonostante la sua giovane età, feci una passeggiata in una contrada estiva in piena fioritura. Il poeta ammirava la bellezza della natura intorno a noi ma non ne traeva gioia. Lo turbava il pensiero che tutta quella bellezza era destinata a perire, che col sopraggiungere dell’inverno sarebbe scomparsa: come del resto ogni bellezza umana, come tutto ciò che di bello e nobile gli uomini hanno creato o potranno creare. Tutto ciò che egli avrebbe altrimenti amato e ammirato gli sembrava svilito dalla caducità cui era destinato.
Da un simile precipitare nella transitorietà di tutto ciò che è bello e perfetto sappiamo che possono derivare due diversi moti dell’animo. L’uno porta al tedio universale del giovane poeta, l’altro alla rivolta contro il presunto dato di fatto.
No! è impossibile che tutte queste meraviglie della natura e dell’arte, che le delizie della nostra sensibilità e del mondo esterno debbano veramente finire nel nulla. Crederlo sarebbe troppo insensato e troppo nefando. In un modo o nell’altro devono riuscire a perdurare, sottraendosi a ogni forza distruttiva.
Ma questa esigenza di eternità è troppo chiaramente un risultato del nostro desiderio per poter pretendere a un valore di realtà: ciò che è doloroso può pur essere vero. Io non sapevo decidermi a contestare la caducità del tutto e nemmeno a strappare un’eccezione per ciò che è bello e perfetto. Contestai però al poeta pessimista che la caducità del bello implichi un suo svilimento.
Al contrario, ne aumenta il valore! Il valore della caducità è un valore di rarità nel tempo. La limitazione della possibilità di godimento aumenta il suo pregio. Era incomprensibile, dissi, che il pensiero della caducità del bello dovesse turbare la nostra gioia al riguardo. Quanto alla bellezza della natura, essa ritorna, dopo la distruzione dell’inverno, nell’anno nuovo, e questo ritorno, in rapporto alla durata della nostra vita, lo si può dire un ritorno eterno. Nel corso della nostra esistenza vediamo svanire per sempre la bellezza del corpo e del volto umano, ma questa breve durata aggiunge a tali attrattive un nuovo incanto. Se un fiore fiorisce una sola notte, non per ciò la sua fioritura ci appare meno splendida. E così pure non riuscivo a vedere come la bellezza e la perfezione dell’opera d’arte o della creazione intellettuale dovessero essere svilite dalla loro limitazione temporale. Potrà venire un tempo in cui i quadri e le statue che oggi ammiriamo saranno caduti in pezzi, o una razza umana dopo di noi che non comprenderà più le opere dei nostri poeti e dei nostri pensatori, o addirittura un’epoca geologica in cui ogni forma di vita sulla terra sarà scomparsa: il valore di tutta questa bellezza e perfezione è determinato soltanto dal suo significato per la nostra sensibilità viva, non ha bisogno di sopravviverle e per questo è indipendente dalla durata temporale assoluta.
Mi pareva che queste considerazioni fossero incontestabili, ma mi accorsi che non avevo fatto alcuna impressione né sul poeta né sull’amico. Questo insuccesso mi portò a ritenere che un forte fattore affettivo intervenisse a turbare il loro giudizio; e più tardi credetti di aver individuato questo fattore. Doveva essere stata la ribellione psichica contro il lutto a svilire ai loro occhi il godimento del bello. L’idea che tutta quella bellezza fosse effimera faceva presentire a queste due anime sensibili il lutto per la sua fine; e, poiché l’animo umano rifugge istintivamente da tutto ciò che è doloroso, essi avvertivano nel loro godimento del bello l’interferenza perturbatrice del pensiero della caducità.
Il lutto per la perdita di qualcosa che abbiamo amato o ammirato sembra talmente naturale che il profano non esita a dichiararlo ovvio. Per lo psicologo invece il lutto è un grande enigma, uno di quei fenomeni che non si possono spiegare ma ai quali si riconducono altre cose oscure. Noi reputiamo di possedere una certa quantità di capacità di amare che chiamiamo libido la quale agli inizi del nostro sviluppo è rivolta al nostro stesso Io. In seguito, ma in realtà molto presto, la libido si distoglie dall’Io per dirigersi sugli oggetti, che noi in tal modo accogliamo per così dire nel nostro Io. Se gli oggetti sono distrutti o vanno perduti per noi, la nostra capacità di amare (la libido) torna ad essere libera. Può prendersi altri oggetti come sostituti o tornare provvisoriamente all’Io. Ma perché questo distacco della libido dai suoi oggetti debba essere un processo così doloroso resta per noi un mistero sul quale per il momento non siamo in grado di formulare alcuna ipotesi. Noi vediamo unicamente che la libido si aggrappa ai suoi oggetti e non vuole rinunciare a quelli perduti, neppure quando il loro sostituto è già pronto. Questo è dunque il lutto.

La mia conversazione col poeta era avvenuta nell’estate prima della guerra. Un anno dopo la guerra scoppiò e depredò il mondo delle sue bellezze. E non distrusse soltanto la bellezza dei luoghi in cui passò e le opere d’arte che incontrò sul suo cammino; infranse anche il nostro orgoglio per le conquiste della nostra civiltà, il nostro rispetto per moltissimi pensatori ed artisti, le nostre speranze in un definitivo superamento delle differenze tra popoli e razze. Insozzò la sublime imparzialità della nostra scienza, mise brutalmente a nudo la nostra vita pulsionale, scatenò gli spiriti malvagi che albergano in noi e che credevamo di aver debellato per sempre, grazie all’educazione che i nostri spiriti più eletti ci hanno impartito nel corso dei secoli. Rifece piccola la nostra patria e di nuovo lontano e remoto il resto della terra. Ci depredò di tante cose che avevamo amate e ci mostrò quanto siano effimere molte altre cose che consideravamo durevoli.
Non c’è da stupire se la nostra libido, così impoverita di oggetti, ha investito con intensità tanto maggiore ciò che ci è rimasto; se l’amor di patria, la tenera sollecitudine per il nostro prossimo e la fierezza per ciò che ci accomuna sono diventati d’improvviso più forti. Ma quali altri beni, ora perduti, hanno perso davvero per noi il loro valore, perché si sono dimostrati così precari e incapaci di resistere? A molti di noi sembra così, ma anche qui, ritengo, a torto. Io credo che coloro che la pensano così e sembrano preparati a una rinuncia definitiva perché ciò che è prezioso si è dimostrato perituro, si trovano soltanto in uno stato di lutto per ciò che hanno perduto. Noi sappiamo che il lutto, per doloroso che sia, si estingue spontaneamente. Se ha rinunciato a tutto ciò che è perduto, ciò significa che esso stesso si è consunto e allora la nostra libido è di nuovo libera (nella misura in cui siamo ancora giovani e vitali) di rimpiazzare gli oggetti perduti con nuovi oggetti, se possibile altrettanto o più preziosi ancora. C’è da sperare che le cose non vadano diversamente per le perdite provocate da questa guerra. Una volta superato il lutto si scoprirà che la nostra alta considerazione dei beni della civiltà non hanno sofferto per l’esperienza della loro precarietà. Torneremo a ricostruire tutto ciò che la guerra ha distrutto, forse su un fondamento più solido e duraturo di prima.
1915

(da SIGMUND FREUD, Opere. 1915-1917 Volume 8°, BORINGHIERI 1976)

Il primo passo del percorso di Silvia Montefoschi

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Luogo della memoria

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 291-293

Conoscenza

Stefano Baratta e Flavio Ermini (a cura di), I nomi comuni dell’Anima (Eugenio Borgna), Moretti & Vitali, p. 40-41

Amore

Stefano Baratta e Flavio Ermini (a cura di), I nomi comuni dell’Anima (Tiziano Salari), Moretti & Vitali, p. 27-30

Alterità

Stefano Baratta e Flavio Ermini (a cura di), I nomi comuni dell’Anima (Giuseppe Mininni), Moretti & Vitali, p. 25-26

Valori

Carl Schmitt, La tirannia dei valori (1957-1971), Adelphi, 2008

Vuoto

Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
p. 115-122

Diniego

Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
p. 107-114

Sociopatia

Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
p. 99-106

Sessomania

Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
p. 93-98

Conformismo

Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
p. 75-84

Consumismo

Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
67-74

Utopia

Reinhart Kosellek, Il vocabolario della Modernità, Il Mulino, 2009
p. 133-156

Patriottismo

Reinhart Kosellek, Il vocabolario della Modernità, Il Mulino, 2009
p. 111-132

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