Il programma televisivo “Sottovoce,” condotto da Gigi Marzullo, è un talk show di interviste in onda su Rai 1 nella fascia notturna.
Il format prevede un “faccia a faccia” approfondito con ospiti importanti provenienti dal mondo dello sport, dello spettacolo o della cultura, durante il quale Marzullo esplora la dimensione umana, artistica e professionale dell’intervistato.
Il programma è noto per il suo stile intimo e riflessivo, lasciando spazio all’ospite per raccontare sé stesso in modo approfondito e personale.
“Sottovoce” va in onda tradizionalmente in orario notturno, e da trent’anni rappresenta uno degli appuntamenti più longevi della televisione italiana condotti dal giornalista stesso, che ha iniziato il programma nel 1994.
Il programma è apprezzato per la sua capacità di offrire conversazioni pacate, profonde e a volte poetiche, fuori dal ritmo frenetico dei talk show più generalisti.
In sintesi, “Sottovoce” su Rai 1 è un programma notturno di interviste condotto da Gigi Marzullo, che mette in luce aspetti personali e professionali degli ospiti con un approccio intimo e pacato, diventato un classico nel panorama televisivo italiano.fernandocolao+3
Il 2 novembre 2025, La7 ha trasmesso in prima serata lo speciale televisivo “L’ultima notte di Pier Paolo Pasolini”, a cura di Aldo Cazzullo, nell’ambito del programma “Una giornata particolare”.
Lo speciale è dedicato al 50° anniversario dell’omicidio di Pasolini, avvenuto la notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia.
Aldo Cazzullo ha ricostruito con rigore e rispetto le ultime ore di Pasolini, seguendo il percorso tra i luoghi della Capitale dove il poeta, regista e intellettuale trascorse quella notte, come i ristoranti Pommidoro e Biondo Tevere, e contestualizzando la vicenda nell’insieme delle piste investigative, delle verità ufficiali e delle ombre ancora irrisolte attorno all’unico imputato Pino “la Rana” Pelosi.
Lo speciale ha presentato testimonianze inedite di personaggi come Walter Veltroni, Dacia Maraini, Furio Colombo e Francesca Fagnani, oltre al contributo di inviati che hanno esplorato i luoghi simbolici della vita di Pasolini, dal Pigneto a Casarsa del Friuli, dalla sua formazione a Bologna fino a Matera e Porzûs, con l’obiettivo di ripercorrere la vita e la tragica ultima notte del grande intellettuale italiano.
La narrazione affronta anche le riflessioni sulle controversie ancora aperte riguardo alla dinamica e ai mandanti dell’omicidio, così come le ritrattazioni e i dubbi sulla figura di Pelosi.corrieredimaremma+2
In sintesi, lo speciale di Aldo Cazzullo su La7 il 2 novembre 2025 ha offerto un’indagine approfondita e umanizzante sull’ultima notte di Pier Paolo Pasolini, proponendo una ricostruzione documentaria e storica che invita a riflettere ancora oggi sulla complessità e il mistero di uno dei delitti più emblematici del Novecento italiano.spettacolomusicasport+2
Mille e un libro è un programma televisivo della Rai, in onda su Rai 1, curato e condotto da Gigi Marzullo. Si tratta di una rubrica settimanale che si concentra sul mondo dei libri, ospitando in studio autori e scrittori per discutere delle loro ultime opere insieme a critici letterari. La trasmissione offre incontri con scrittori, approfondimenti culturali e rappresenta un momento di riflessione e promozione della lettura, consolidando la sua presenza nella programmazione Rai, anche nelle fasce notturne167.
Gigi Marzullo è giornalista professionista e medico chirurgo, noto per il suo stile intimo e riflessivo, autore e conduttore anche di altri programmi culturali Rai come “Sottovoce” e “Cinematografo” oltre a “Mille e un libro”1.
Il programma è recente ma ben radicato nel palinsesto Rai, con repliche notturne e appuntamenti regolari, che nel 2025 sono ancora in programmazione238.
Dal Duomo di Spoleto per il Festival dei Due Mondi 2025, il famosissimo testo di Alessandro Baricco, nato come libro e poi diventato film, è raccontato dal suo autore e interpretato dal pianista Stefano Bollani insieme al trombettista Enrico Rava.
Alessandro Baricco, Stefano Bollani, Enrico Rava Festival dei Due Mondi di Spoleto – Rai 5, 6 luglio 2025
Lo spettacolo
Titolo: Novecento: il duello
Autore: Alessandro Baricco
Interpreti:
Alessandro Baricco (voce narrante e autore)
Stefano Bollani (pianoforte)
Enrico Rava (tromba)
Luogo: Piazza Duomo, Spoleto
Occasione: 68° Festival dei Due Mondi
Trasmissione: Rai 5, 6 luglio 2025, ore 21:15, in diretta123.
Descrizione e significato
Lo spettacolo è una versione speciale del celebre testo teatrale di Baricco, Novecento, che racconta la storia di un pianista straordinario vissuto sul transatlantico Virginian. In questa edizione, la narrazione di Baricco si intreccia con la musica dal vivo di Stefano Bollani e la tromba di Enrico Rava, dando vita a un vero e proprio “duello” tra parole e suoni. Il confronto musicale e narrativo si ispira al leggendario duello tra Novecento e Jelly Roll Morton, inventore del jazz, in un dialogo che alterna racconto, improvvisazione e virtuosismo musicale41.
Baricco porta in scena la sua arte affabulatoria, rendendo la narrazione coinvolgente e visionaria.
Bollani interpreta Novecento al pianoforte, ricreando le atmosfere del jazz e delle musiche di inizio Novecento.
Rava arricchisce la performance con la sua tromba, aggiungendo profondità e colore jazzistico4.
Novecento è uno dei testi più noti di Baricco, diventato anche film (“La leggenda del pianista sull’oceano”), fumetto e playlist musicale.
L’evento di Spoleto è stato concepito come una sfida creativa tra narrazione e musica, con l’obiettivo di evocare il mito di Novecento attraverso una performance unica e irripetibile41.
Dettagli trasmissione Rai 5
Data
Ora
Canale
Evento
6 luglio 2025
21:15
Rai 5
Novecento: il duello (in diretta dal Duomo di Spoleto)23
Approfondimenti
Lo spettacolo è stato uno degli eventi di punta del Festival dei Due Mondi 2025, confermando la centralità di Baricco nella scena culturale italiana e la capacità di Bollani e Rava di dialogare tra diversi linguaggi artistici415.
Per ulteriori informazioni: Festival dei Due Mondi di Spoleto – sito ufficiale Rai Cultura – palinsesto Rai 5
“Leopardi-Il poeta dell’infinito”, la miniserie evento che racconta la vicenda umana e storica del grande poeta Giacomo Leopardi, arriva in prima serata su Rai 1 martedì 7 e mercoledì 8 gennaio 2025, diretta da Sergio Rubini che firma la sua prima regia televisiva. Coprodotta da Rai Fiction, IBC Movie, Rai Com e Oplon Film con il sostegno di Apulia Film Commission e di Marche Film Commission, “Leopardi-Il poeta dell’infinito” è una grande produzione in costume – ambientata e girata tra la natìa Recanati, le Marche, Bari e la Puglia, Mantova, Torino, Roma, Napoli e Bologna – che restituisce alle nuove generazioni un ritratto inedito, pur storicamente coerente, di Giacomo Leopardi.
Un formidabile genio, quello di Leopardi, in grado di incendiare con i suoi versi non soltanto passioni amorose, ma anche ideali politici, poeta libero e avverso com’era al compromesso che ha sfidato il suo tempo, l’invasore austriaco, la Chiesa e gli stessi fondatori del nascente Stato italiano. “È l’incontenibile amore per la vita il motore che muove Leopardi e la sua poetica; e il suo pessimismo è il risultato di una costante ricerca di felicità negata da un universo incomprensibile e sordo ai desideri degli uomini. La continua tensione del poeta verso la vita si manifesta attraverso una voglia di libertà, di amore e di bellezza, a costo di mettere in discussione ogni ordine costituito, dalla famiglia al conformismo dei suoi contemporanei – scrive il regista Sergio Rubini. –
Piuttosto che lo studioso curvo perennemente sui libri, il nostro Leopardi quindi avrà il piglio di un esuberante enfant prodige che desidera divorare il mondo e viverne appieno ogni sfaccettatura. Al posto di una figura grigia, rischiosamente polverosa e respingente, preferiamo tratteggiarne un’altra più brillante, variopinta, trasgressiva e soprattutto piena di fascino. Sarà la ricerca di amore a spingere Leopardi oltre il recinto dorato della casa paterna, e sarà l’amore per una donna, l’ammaliante aristocratica Fanny Targioni Tozzetti, a diventare la sua ragione di vita, nonché a occupare uno spazio importante nella sua produzione letteraria; così come ancora una volta sarà nell’amore per il suo fedele e apollineo amico Ranieri che il nostro poeta riuscirà a colmare i limiti della propria fisicità”, aggiunge Rubini. Protagonista, nei panni di Giacomo Leopardi, Leonardo Maltese, già apprezzato nei film “Rapito” di Marco Bellocchio e “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio, per i quali ha vinto il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri D’Argento 2023. Con lui, Alessio Boni nel ruolo dell’austero padre, il Conte Monaldo Leopardi, Valentina Cervi nei panni della madre Adelaide Antici, Giusy Buscemi che interpreta l’amata Fanny Targioni Tozzetti, Cristiano Caccamo, nelle vesti dell’amico Antonio Ranieri, Fausto Russo Alesi nella parte del mentore Pietro Giordani, Alessandro Preziosi nel ruolo di Don Carmine. Bambino prodigio paragonabile a Mozart, adolescente ostile ai genitori come un moderno teenager, poeta romantico, filosofo e pensatore politico, Giacomo Leopardi è stato il primo esistenzialista della modernità. Riferimento dei tumultuosi anni del Risorgimento italiano, Leopardi ha scritto versi eterni. Un autore da riscoprire attraverso una miniserie che punta a stupire il pubblico, tracciando il percorso biografico di una figura accattivante, controcorrente, amata e osteggiata dai suoi contemporanei, ma estremamente attuale, in grado di scuotere ed emozionare le sensibilità “mettendo in ballo spunti di riflessione più che mai attuali in una società come quella di oggi spesso afflitta dalla mancanza di maestri e di saldi punti di riferimento” scrive ancora Rubini. “Leopardi-Il poeta dell’infinito”, presentata in anteprima mondiale all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è scritta da Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini, Sergio Rubini. Fotografia di Fabio Cianchetti, scenografia di Francesco Frigeri, costumi di Maurizio Millenotti, suono di Mirko Guerra, montaggio di Giogiò Franchini.
La serie televisiva L’amica geniale, basata sui romanzi di Elena Ferrante, presenta una vasta gamma di personaggi che si intrecciano nella vita delle protagoniste Elena e Lila. Ecco un riepilogo dei principali protagonisti e delle loro famiglie.
Protagonisti Principali
Elena “Lenù” Greco: La narratrice della storia, interpretata da Elisa Del Genio da bambina, Margherita Mazzucco da adolescente e Alba Rohrwacher da adulta. È una ragazza timida e introversa che diventa una scrittrice di successo.
Raffaella “Lila” Cerullo: Migliore amica di Elena, caratterizzata da un’intelligenza prodigiosa e un atteggiamento ribelle. Interpretata da Ludovica Nasti da bambina, Gaia Girace da adolescente e Irene Maiorino da adulta.
Famiglia Greco
Vittorio Greco: Padre di Elena, usciere al tribunale.
Immacolata Greco: Madre di Elena, con cui ha un rapporto conflittuale.
Peppe e Gianni Greco: Fratelli minori di Elena.
Elisa Greco: Sorella minore di Elena.
Famiglia Cerullo
Fernando Cerullo: Padre di Lila e Rino, calzolaio del rione.
Nunzia Cerullo: Madre di Lila e Rino, descritta come mite.
Gennaro “Rino” Cerullo: Fratello amato da Lila.
Famiglia Spagnuolo
Signor Spagnuolo: Pasticciere nel bar-pasticceria Solara.
Rosa Spagnuolo: Moglie del pasticcere.
Gigliola Spagnuolo: Primogenita, descritta come maliziosa.
Famiglia Airota
Guido Airota: Professore di letteratura greca.
Adele Airota: Moglie di Guido.
Mariarosa Airota: Figlia primogenita che entra nel mondo femminista.
Pietro Airota: Figlio minore, ex marito di Elena.
Altri Personaggi Importanti
Nino Sarratore: Amore giovanile di Elena e Lila, interpretato da Fabrizio Gifuni nella versione adulta.
Franco Mari: Altro personaggio chiave, interpretato da Stefano Dionisi.
La serie esplora le vite delle due amiche attraverso le sfide della crescita, i cambiamenti sociali e le complessità delle relazioni personali, creando un affresco ricco e dettagliato della società italiana del XX secolo[1][2][3].
Nella serie L’amica geniale, oltre ai protagonisti Elena e Lila, ci sono diversi personaggi secondari che giocano ruoli significativi nello sviluppo della trama e delle dinamiche sociali. Ecco un elenco dei personaggi secondari più importanti:
Personaggi Secondari Importanti
Famiglia Peluso
Alfredo Peluso: Falegname comunista, coinvolto in un omicidio che segna la sua vita e quella della sua famiglia.
Giuseppina Peluso: Moglie di Alfredo, che affronta le difficoltà dopo l’incarcerazione del marito.
Pasquale Peluso: Primogenito, con ideali comunisti ma che si trova a compiere scelte sbagliate.
Carmela “Carmen” Peluso: Devota al fratello Pasquale, rappresenta la gioventù del rione.
Famiglia Spagnuolo
Signor Spagnuolo: Pasticciere, figura centrale nel rione.
Rosa Spagnuolo: Moglie del pasticcere, che gestisce la famiglia.
Gigliola Spagnuolo: Figlia maliziosa, il cui matrimonio sarà fonte di delusioni.
Famiglia Airota
Guido Airota: Professore di letteratura greca, rappresenta l’intellettualismo.
Adele Airota: Moglie di Guido, figura di supporto nella vita familiare.
Mariarosa Airota: Insegnante universitaria e attivista femminista.
Pietro Airota: Futuro marito di Elena e padre delle sue figlie.
Altri Personaggi Rilevanti
Franco Mari: Studente alla Normale di Pisa, con una relazione complessa con Elena.
Nino Sarratore: Amore giovanile di entrambe le protagoniste, simbolo di ambizione e conflitto.
Maestro Ferraro: Bibliotecario e insegnante che ha un impatto significativo su Elena e Lila.
Questi personaggi secondari arricchiscono la narrazione, contribuendo a esplorare temi come l’amicizia, la rivalità e le differenze sociali nel contesto della Napoli del XX secolo. La loro interazione con Elena e Lila offre una visione più ampia delle sfide e delle esperienze vissute nel rione.
l programma radiofonico di approfondimento delle pagine culturali e dello spettacolo, che dà voce a scrittori, poeti e saggisti, fra le firme italiane più prestigiose, ma anche a giovani talenti.
In conduzione: Edoardo Camurri, Florinda Fiamma, Vittorio Giacopini, Nicola Lagioia ed Elena Stancanelli. Responsabile di redazione: Marzia Coronati.
Pagina 3 è un programma a cura di Maria Chiara Beraneck.In onda
Dalla pittura di Tiziano alla fotografia di Tina Modotti, dai graffiti di Banksy alla Venere di Milo: è il nuovo viaggio di Neri Marcorè e “Art Night” che torna da mercoledì 14 dicembre alle 21.15 su Rai 5. Si comincia con Achille Castiglioni, in occasione dei 20 anni dalla scomparsa, che parla dalle semplici immagini di una telecamera digitale dell’anno 2000, con l’aria ironica e divertita che – come chi l’ha conosciuto conferma -ha avuto nell’arco di tutta la sua vita. Fotografie, disegni tecnici e prototipi, ma anche oggetti di uso quotidiano che Castiglioni raccoglieva in tutto il mondo per studiarli, utilizzarli, trasformarli in qualcos’altro. Li chiamava così: capolavori anonimi. Come una bobina senza pellicola, riadattata per renderla base dell’iconica lampada da tavolo Lampadina.
Petrarca è un viaggio nel ricco mondo della cultura italiana con contributi dalle redazioni regionali della TGR, una tendenza a occuparsi di fatti culturali scrutando dietro le quinte, un occhio di riguardo ad arte e culture meno frequentate
A riveder le stelle, lo speciale concerto inaugurale della stagione 2020/2021 del Teatro alla Scala di Milano
Alberto Mattioli su La Stampa: «La prima della Scala covidata più strana di tutti i tempi: niente pubblico in sala, niente opera, ma un concertone lirico per la tivù (quasi tutto registrato). Titolo: A riveder le stelle, insieme un augurio e una constatazione, dato che le stelle del canto ci sono quasi tutte. Unica certezza: sul podio, come sempre, il direttore musicale della Casa, Riccardo Chailly. Rimpianti? “Sinceramente sì. Dovevamo inaugurare con una Lucia di Lammermoor che non abbiamo nemmeno mai potuto annunciare ufficialmente. Avevamo però già fatto due settimane di prove, lo spettacolo iniziava a prendere forma. È un grande dolore, una sofferenza, non vederlo in scena. Era dal ’67, dalla famosa edizione Abbado-De Lullo, che la Scala non apriva con Donizetti. Allora c’ero, sarebbe stato bello riportare Lucia alla prima”. Parliamo di questo 7 dicembre. Il programma è lungo e in gran parte sarà registrato prima. Che effetto le fa? “Intanto bisogna venirne a capo. La gabbia organizzativa è molto complessa, con arrivi e partenze continui di cantanti che raggiungono Milano da tutto il mondo, in un momento in cui viaggiare non è esattamente facile”. […] Però non c’è l’opera, ma una specie di antologia… “L’idea è che non sia soltanto un serie di arie staccate, ma un vero percorso sia dentro i singoli titoli, con più brani di ognuno, sia attraverso un secolo di opera italiana, dal Tell di Rossini a Turandot di Puccini. Più qualche brano non italiano, come Carmen o il finale del primo atto di Walküre di Wagner. Per l’orchestra si tratta chiaramente di un impegno enorme: non solo per la quantità di musica, circa tre ore, ma anche per le differenze stilistiche, che ovviamente non bisogna appiattire. Per chi suona, un viaggio epocale”. La fine è l’inizio: il programma si chiude con l’apoteosi finale del Tell. “L’ho voluto in italiano e non nell’originale francese perché si capiscano le parole di Calisto Bassi sulla musica sublime di Rossini: “Tutto cangia, il ciel s’abbella,/ L’aria è pura, il dì è raggiante”. Un messaggio di speranza che dalla Scala si alzerà verso Milano, l’Italia e il mondo, sperando che questa pandemia non sia soltanto una tragedia ma anche una catarsi purificatrice”. Come sarà fare musica senza pubblico? “Sono sincero: non lo so. Non mi è mai capitato. Ma so che senza il calore del pubblico, senza l’applauso finale, sarà diverso, si avvertirà un vuoto. Stiamo facendo un lavoro che non è il nostro, in condizioni che non sono quelle abituali, in una situazione di emergenza dove tutto è inusuale, a cominciare dal fatto che l’orchestra suona in platea, il coro canta nei palchi e io dirigo guardando verso il palco reale. È un unicum, un’esperienza eccezionale e non ripetibile”».
Ogni giorno storie, personaggi e temi con l’intento di approfondire alcuni aspetti della complessità che ci circonda.
Dall’arte alla letteratura, dalla musica alla storia recente, dalla filosofia alla politica, Giorgio Zanchini e i suoi ospiti offrono spunti di riflessione per comprendere le mille facce di un paese meraviglioso e contraddittorio
Siamo negli anni’80 ed il detective Wayne Hays è impegnato in una discarica a sparare alle volpi e ai topi quando, pochi giorni dopo Halloween, lui e il collega Roland West vengono chiamati ad indagare sulla scomparsa del piccolo Will e della sorella Julie Purcell. Dopo il ritrovamento del cadavere del bambino, le ricerche si concentrano su due filoni distinti: capire chi lo ha ucciso e se Julie è ancora viva. Will viene rinvenuto sul finire della prima puntata in una grotta che lascia molti sospetti sulla presenza di una setta o di qualche rituale: Wayne, che nell’esercito ha svolto il compito di esploratore, ha infatti raggiunto la grotta seguendo una serie di inquietanti bambole disseminate tra i monti Ozark dove la vicenda è ambientata.
Siamo negli anni ’90 e le strade dei due detective hanno preso percorsi diversi: Wayne (Mahershala Ali, tra l’altro Remy Danton in House of cards
Già in qualche occasione avevo segnalato l’alto tasso filosofico di alcune serie televisive (basti pensare a Six feet under oppure a Lost o anche a Breaking Bad, The walking dead, House of cards, e l’elenco potrebbe continuare): un po’ perché il loro livello qualitativo è enormemente cresciuto da qualche decennio a questa parte, un po’ perché l’esplorazione del mondo – ma anche dei mondi possibili – da parte degli autori si è fatta sempre più sofisticata e sorprendente. Del resto la meraviglia di fronte al mondo (o agli infiniti mondi) non è una delle qualità essenziali del filosofare? Ricordo ad esempio che rimasi per anni fulminato da X-Files, forse per quel voler vedere quel che gli altri non vedevano – o non volevano vedere – e per gli effetti stranianti e per la messa in discussione della verità ufficiale, con quel paranoico I want to believe
True Detective è una serie che aiuta la riflessione, toccando temi sacri e profani che si intrecciano alla ricerca delle risposte giuste:
“La natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa. Noi siamo creature che non dovrebbero esistere, secondo le leggi della natura. Siamo solo delle cose che si sforzano sotto l’illusione di avere una coscienza […]. Penso che l’unica cosa onorevole da fare per le specie come la nostra sia rifiutare come siamo fatti. E smettere di riprodurci, procedendo tutti insieme verso l’estinzione“.
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